
(Estratto dell’articolo di Ilaria Proietti – il Fatto quotidiano) – Quasi 850 mila euro: tanto costerà la striscia informativa che la Rai starebbe per affidare al direttore responsabile del Giornale Tommaso Cerno e già al centro di una polemica infuocata per i rumors mai smentiti. E però dal piano di produzione, con annessi stanziamenti per tutte le trasmissioni che saranno in onda quest’anno, l’esistenza della striscia quotidiana da cinque minuti, in fascia day-time, trova conferma.
E sicuramente sarà questa la novità (anche se non la sola), che terrà banco durante il cda Rai di oggi. Oltre naturalmente al caso Petrecca: su questo fronte ieri è stato chiesto formalmente l’avvio della procedura di raffreddamento, adempimento che precede i tre giorni di sciopero che la redazione di Rai Sport ha affidato al cdr […]
Ma oltre a Petrecca, è delicatissimo anche l’affaire Cerno, destinato a fare filotto sulle reti del servizio pubblico: reduce dall’ospitata di pochi giorni fa da Massimo Giletti su Rai3, Cerno è già opinionista e co-conduttore al fianco di Mara Venier a Domenica In su Rai1.
Ora per lui pare farsi concretissima anche la prospettiva di un programma su Rai2: una striscia in onda dal lunedì al venerdì a partire dal 2 marzo (dunque nell’ultimo e più delicato tornante della campagna referendaria) che si concluderà il 12 giugno. Costo dell’operazione 848 mila euro, circa 11 mila a puntata ovviamente non tutti per pagare Cerno: a quel che risulta al Fatto il giornalista incasserà circa 3.000 euro a puntata mentre il resto del budget servirà per il doppio studio a Roma e a Milano.
Ora il fatto è che quello di Cerno non è l’unica novità della programmazione in menu: si racconta dell’arrivo in Rai, al fianco di Caterina Balivo del “pedalatore” di Striscia la Notizia, Vittorio Brumotti. Mentre il conduttore Roberto Inciocchi lascerebbe la conduzione di Agorà ad Annalisa Bruchi ora alla guida di ReStart: Inciocchi si sposterebbe il mercoledì in un format di prima serata
Tutto questo, a partire dalla striscia di Cerno farà naturalmente lievitare i costi e non è escluso che qualcun altro ci rimetta. Tra le ipotesi non viene escluso ad esempio lo slittamento al 2027 della trasmissione, peraltro di grande successo, di Domenico Iannacone.
Ma oggi verrà probabilmente sollecitato anche qualche altro chiarimento e in particolare due: la prima è se tornerà in prima serata sul 3 la trasmissione dell’ex direttore Documentari Rai, nonché conduttore di Petrolio Duilio Gianmaria. L’altra è se troverà conferma nel palinsesto Il fattore umano, programma d’inchiesta realizzato con risorse interne a costi che non superano i 35 mila euro a puntata […] Sullo sfondo resta anche la convocazione dell’ad Giampaolo Rossi da parte della Commissione di Vigilanza Rai su input delle opposizioni e su cui il centrodestra fa muro.
RAI: M5S, 850MILA EURO PER STRISCIA CERNO? SIAMO SCHIFATI
(AGI) – “Sono settimane che abbiamo lanciato l’allarme per la presenza sugli schermi del servizio pubblico di Tommaso Cerno, uno che da un lato intasca soldi per le sue partecipazioni in Rai e dall’altro infanga l’azienda con gli attacchi sul suo giornale a Report.
L’ipotesi di affidargli una striscia circola da tempo e l’abbiamo ampiamente commentata definendola nefasta, ma svegliarsi stamattina e leggere sul Fatto Quotidiano che non solo questa ipotesi e’ confermata ma che avrebbe il costo monstre di 850.000, ci rende veramente schifati”.
A dirlo sono i parlamentari M5s in Vigilanza Rai. “Come e’ possibile – prosegue una nota – che si invochino costantemente e risparmi su tutto e che si sia addirittura nella condizione di avere un personaggio come Alberto Angela senza contratto o programmi come quello di Mario Tozzi in bilico e poi si buttino dalla finestra tutti questi soldi per gonfiare le tasche di uno dei principali trombettieri del governo di Giorgia Meloni?”. “Chi ha preso questa decisione davvero non si vergogna?
Vogliamo una risposta secca e precisa dall’amministratore delegato o da chiunque altro in Rai: le cifre di cui parla Il Fatto Quotidiano sono confermate? Perche’ l’azienda non risponde alla nostra interrogazione sulla opportunita’ di far lavorare Cerno mentre orchestra una campagna di fango contro la Rai? Pensavamo di essere a uno dei punti piu’ bassi dell’epopea triste di TeleMeloni, ma con Tommaso Cerno si sta ogni giorno scavando di piu'”, conclude la nota M5s.
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