(Giancarlo Selmi) – Mettiamo un po’ d’ordine: Gratteri rilascia un’intervista in Calabria e, riferendosi alla Calabria, dice che le ndrine, i poteri forti e i corrotti voteranno sì al referendum. La suddetta dichiarazione viene scientemente e colpevolmente modificata, con l’evidente scopo di poterla poi utilizzare per attivare la solita merda nel ventilatore. Un rivoltante attacco basato su di una menzogna, che ha trovato i giornalini di Angelucci, con la schiera di similgiornalisti un tanto a parola, pronti a fare diventare una menzogna una cosa vera e scandalosa.

Gratteri chiarisce da Formigli e ribadisce ciò che ha detto. Smentisce categoricamente la versione fatta girare, “tutti quelli che votano sì sono mafiosi e corrotti” (versione che ometteva, peraltro, di aggiungere “poteri forti”, pur nominati da Gratteri, perché in quella “nuova” versione non avrebbe avuto senso). Reazioni: insulti da brividi da parte di deputati, senatori, cariche istituzionali e perfino dal ministro. Auspicando esami psico attitudinali e altre amenità simili e anche peggiori. Il giorno dopo “mitraglietta” Mentana aggiunge il suo carico di veleno dicendo nel suo TG che Gratteri aveva “cambiato” la versione.

Passano un paio di giorni e l’ineffabile Carletto definisce “paramafioso” il CSM, offendendo il Presidente della Repubblica che, di quel organismo, è il Presidente. E, parlando di correnti, la memoria di Falcone e Borsellino. Il tutto mentre Atreju e l’improbabile comunicazione di Fratelli d’Italia, sfornano, con l’AI, l’immagine di un Giudice che bacia una Black Block. Oltre a una serie di giovani di bell’aspetto (sempre AI) con un cartello sul quale in bella evidenza compare una scritta: “sono una brava persona e voto sì”.

Fake news, menzogne, vignette di pessimo gusto, stravolgimento della realtà, tutto fa brodo per la classe politica più ignorante della storia. Tutto meno spiegare quali siano i reali motivi che sono dietro a una schiforma che pretende modificare ben sette articoli della Costituzione. E quando cercano di spiegare quei motivi, diventano i migliori sponsor del NO. Carletto lo ha detto chiaramente almeno due volte: “vogliamo controllare la magistratura”. A lui si è aggiunto Tajani che, con la consueta leggerezza ha detto che il prossimo passo sarà sottrarre la Polizia Giudiziaria dagli ordini dei PM.

Cosa gravissima. Significherebbe mettere sotto il controllo del governo chi dovrebbe occuparsi delle indagini. Quindi avere il potere di stopparle, rallentarle o qualunque altra cosa quando le indagini non fossero gradite al potente di turno E, badate bene, tale variazione si farebbe con una legge ordinaria. Il disegno è chiaro e va stoppato. Per la destra questo referendum è la madre di tutte le battaglie e per vincerlo stanno andando in fibrillazione. Solo questo dovrebbe insospettire. Il nervosismo, alla luce degli ultimi sondaggi, è altissimo.

È un referendum che, nonostante la circospezione della Meloni, è diventato solennemente politico e il risultato, se vincesse il NO, potrebbe diventare letale per la biondina della Garbatella. Votiamo NO, fortissimamente NO, sontuosamente NO.

È il primo passo per restituirli ai loro ambienti sotterranei, sapete quali siano, o al loro tradizionale posto in fondo a destra.