L’Italia nel salottino di Trump

(di Giulio Cavalli – lanotiziagiornale.it) – Consapevoli dei tempi bui del nostro paese e per evitare che l’Italia tornasse serva di qualcuno i nostro padri costituenti hanno scritto nell’articolo 11 della Costituzione che l’Italia ripudia la guerra e consente limitazioni di sovranità solo in condizioni di parità e per scopi di pace e giustizia.

Quel “solo” dice sostanzialmente che nei consessi internazionali il nostro Paese non può essere cameriere degli interessi particolari di qualcuno, nemmeno di quegli Usa che utilizzano il nostro territorio come avamposto militare.

Una delle poche promesse chiare di Giorgia Meloni in campagna elettorale fu che l’Italia sarebbe stata patria del sovranismo in Europa. Tradotto: l’Italia avrebbe pensato prima ai suoi interessi e poi avrebbe rivendicato la sua posizione sullo scacchiere internazionale.

Dopo quattro anni di governo il trio Meloni-Tajani-Salvini è riuscito nel tragico miracolo di trasformare la nazione italiana nello scendiletto di Donald Trump, di suo genero Jared Kushner, del ricercato internazionale Benjamin Netanyahu e una sfilza di autocrati (o aspiranti tali) che va dal’Argentina di Milei all’Ungheria di Orbàn passando dalla Turchia di Erdogan.

Si badi bene: la torsione della Costituzione e della dignità internazionale non avviene come ultima possibilità di salvare vite umane o evitare un disastro mondiale. Anzi, il cosiddetto Board of peace (che altro non è che il salottino di Trump) non ha fermato il genocidio in corso a Gaza, non ha rallentato le violenze in Cisgiordania e non ha indebolito la faccia feroce di Netanyahu e del suo governo di squinternati.

Il governo italiano calpesta la dignità internazionale per non “sentirsi tagliato fuori” dal circolino a cui ambisce, come certi ossessionati ricconi che inondavano di miagolanti messaggi il Jeffrey Epstein che fu, prima della sua caduta. Meloni e Tajani non perdono l’occasione di sentirsi parte attiva della colonizzazione di Gaza martoriata, leccandosi i baffi per l’hub turistico e commerciale che potrebbe diventare.

Solo per questo la presidente del Consiglio e la sua cerchia accettano di fare gli osservatori, come certi silenziosi personaggi che guardano gli altri mentre giocano a carte al bar e poi tornano a casa convinti di avere contribuito alla partita. Attenzione: sono gli stessi che vorrebbero modificare la Costituzione.