
(Giuseppe Conte) – Leggo sui giornali che dopo la prefazione alla sua autobiografia firmata dal figlio di Trump, Meloni incassa anche quella del vicepresidente Usa Vance sul libro-intervista in cui è celebrata da Sallusti. Buon per lei, per le sue vendite e i suoi affari.
Da italiano però mi preoccupa altro: la strategia senza senso e le ambigue scelte del Governo Meloni che stanno penalizzando l’Italia e l’Europa, indebolendole enormemente.
Il Governo Meloni ha accettato i dazi Usa promettendo nuovi acquisti di armi, gas, sconti ai giganti del web Usa.
Non ha preteso e ottenuto le scuse per l’oltraggio alla memoria dei nostri militari morti in Afghanistan.
Non appena il cancelliere tedesco Merz ha osato criticare le politiche di Trump, Meloni è scattata sull’attenti per difendere gli Stati Uniti rompendo immediatamente la favoletta dell’asse Roma-Berlino per una grande Europa con l’Italia centrale, raccontata da Chigi e dai giornali al seguito.
Senza neanche passare dal Parlamento e nonostante i paletti della Costituzione Meloni annuncia che saremo “osservatori” del Board of peace su Gaza, che si sta strutturando come un comitato di affari che di fatto emargina sempre più l’Onu. Meloni continua a infangare l’Italia pur di compiacere Washington: dopo avere offerto copertura politica e militare al Governo di Netanyahu adesso degrada il nostro paese al ruolo di “spettatore” di un progetto di speculazione immobiliare che non sembra offrire nessuna prospettiva di reale riscatto a una popolazione palestinese martoriata da anni di vessazioni e da ultimo falcidiata da un genocidio. Meloni può fare tutti gli inchini che vuole. Ma li faccia a titolo personale. Non in nome dell’Italia, che anziché essere spettatrice dovrebbe essere promotrice di un processo di reale sviluppo sociale per Gaza rispettoso delle tradizioni e della cultura palestinese e dovrebbe essere in prima linea a condannare il nuovo progetto di Netanyahu di rafforzamento degli insediamenti abusivi in Cisgiordania.
L’Italia torni dalla parte giusta: difesa degli interessi nazionali ed europei, dignità e rigore nella gestione della storica alleanza con gli Usa, lavoro in Europa per costruire un solido asse tra i Paesi che vogliono gli eurobond, come abbiamo fatto nel 2020 per portare a casa i 209 miliardi. Oggi più che mai abbiamo bisogno di un piano straordinario di investimenti strategici, basati sul debito comune, per affrontare la crisi della manifattura, le sfide dell’intelligenza artificiale e della robotica, i costi dell’energia, della difesa comune inesistente. Dobbiamo aumentare il bilancio pluriennale Ue, rivedere il Patto di stabilità, cambiare lo statuto della Bce.
Abbiamo bisogno di visione, di strategie, non di tatticismi e furbizie innaffiati dalla illusoria propaganda domestica.
“..la strategia senza senso e le ambigue scelte ..”
Esatto! Sono totalmente d’accordo 👍
"Mi piace"Piace a 2 people
Caro Conte …tutto giusto e condivisibile, ma i 209 è stato il grimaldello per la cassa su cui si sono avventati i furboni estromettendo chi li ha ottenuti con fatica.
Insomma IL MALLOPPO PER LA BANDA BASSOTTI! Un errore fatto in buona fede e con onestà fatto perbil bene comune su cui si sono avventati gli avbvoltoi…purtroppo.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Più parla più mi convinco che avevano ragioni quelli che, quando era presidente del consiglio, a cominciare dal ministro dell’economia del Conte1, dicevano che lui era il porta voce e il mediatore tra Di Maio e Salvini
"Mi piace""Mi piace"
Tu, invece, più scrivi più mi sembri c0gli0ne.
Anche se era difficile “incrementare” la prima opinione.
"Mi piace""Mi piace"