
(Gioacchino Musumeci) – Pare che Tommaso Cerno abbia scritto di Gratteri: “Un accusatore nerboruto, prototipo stesso del mastino che insegue la sua preda. Uno che, pur di spararla più grossa dei già fantasiosi interpreti del No al referendum sulla giustizia, che stanno snocciolando una litania di fake news da fare impallidire un terrapiattista di Scientology, è capace di dare del criminale o del massone a giuristi del calibro di Sabino Cassese.”
Facciamo una analisi del pensiero di Cerno. Dà a Gratteri dell’accusatore nerboruto “prototipo stesso del mastino che insegue la sua preda”. Certo detto dal nobile chihuahua di Angelucci, che appena gli ordinano di abbaiare si esibisce dalla redazione del Giornale in attesa della ciotola, è abbastanza paradossale.
Cosa voglio dire: siamo tutti bravi a caricaturare personaggi pubblici, il problema nasce quando il giornalista non spiega il contenuto della riforma di cui è sostenitore ma si riduce agli attacchi personali contro chi non la condivide.
A parte questo Cerno scrive che i sostenitori del No “stanno snocciolando una litania di fake news da fare impallidire un terrapiattista di Scientology”. La frase di Cerno è ancora una volta una fallacia argomentativa clamorosa : se i sostenitori del No divulgano fake news, il giornalista degno dovrebbe smentirle. Ma Cerno, sfortunatamente per chi lo legge me compreso, non sa fare il proprio mestiere, e questo spiega almeno due cose:
1) Essere nominato direttore di una testata dove il propagandista scrive millantando il credito del giornalista.
2) Aver gettato la propria dignità dalla finestra e spiego perché. Angelucci è un conflitto di interesse semovente: editore parlamentare della destra che sostiene Giorgia Meloni, ha fatto fortuna coi denari pubblici gentilmente offerti da politici disinteressati ai cittadini comuni offerti come bancomat all’imprenditore tentacolare Angelucci. Il che equivale a dire che i suoi giornali hanno un solo interesse: divulgare informazioni tese a difendere gli interessi della casta imprenditoriale vicina al governo contro ogni sano principio di concorrenza. Perciò dirigere un quotidiano di Angelucci è semplicemente servire i potenti in cambio di briciole, più che sufficienti per le ambizioni di Cerno, uomo molto piccolo.
Un quadro avvilente che testimonia quanto in Italia i media siano diventati megafoni del potere opulento a approfittatore; il reale molosso che scarnifica i cittadini in nome della democrazia liberale distorta a piacere attraverso media vergognosi. In quanto a fake news gli italiani aspettano ancora l’invasione europea da parte della Russia “nazista” un giorno fallita, un giorno capace di conquistare mezzo mondo. Ma prima di questo attendono il carburante senza accise e meno tasse come promesso da Giorgia Meloni.
Chiudo con la terza fallacia argomentativa del genio Cerno. “ Gratteri sarebbe capace di dare del criminale o del massone a giuristi del calibro di Cassese. Al netto del pensiero di Gratteri distorto e strumentalizzato dai cani da guardia del governo Meloni, Cerno non è credibile: per anni si è spacciato di sinistra ma poi ha cambiato idea: “Con questa sinistra stupida e sottovuoto non ci posso stare”. E’ sempre possibile cambiare ma la verità non dipende dal nostro datore di lavoro. Nella dichiarazione rilasciata al Foglio è contenuta la cifra di quanto Cerno sia superficiale e volatile. Se si crede autenticamente negli ideali di sinistra non si diventa alfieri della destra tanto facilmente.
Inoltre da destra o sinistra di provenga, sarebbe auspicabile portare rispetto a un magistrato che vive da anni sotto scorta per garantire tutti i cittadini onesti indipendentemente dal colore politico.
Che poi attenzione caro Cerno al calibro di Sabino Cassese: all’epoca della pandemia fu tra i tanti che gridava alla deriva illiberale contenuta nei Dpcm di Giuseppe Conte. Per farlo tacere occorse l’allora presidente emerita della Corte Costituzionale Marta Cartabia (firmataria a sua volta della riforma della giustizia che all’epoca di Draghi gettò le fondamenta per l’uscita dei 5 Stelle dal governo).
Questa chiarì definitivamente che la Carta della Repubblica conteneva ( e contiene) tutti gli strumenti idonei a definire la necessità dei Dpcm nel contesto emergenziale pandemico. Il problema era un altro, Conte non piaceva e non piace all’establishment perché non liscia il pelo a chi invece la destra e i suoi sodali spolverano il tappeto.
cattivone….!
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Di solito gli omosessuali che ricoprono incarichi importanti nel loro lavoro dimostrano di avere le palle .Di solito🤔
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In questo caso mostra, ma non dimostra.
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