
(di Michele Serra – repubblica.it) – Dalla fine della seconda guerra mondiale sono passati ottantuno anni. In termini antropologici, tre generazioni. In termini politici, un evo intero. Nel frattempo è nata l’Unione Europea, è sprofondata l’Unione Sovietica, la Cina da paese poverissimo è diventata la prima potenza mondiale, la Persia è una teocrazia, l’Africa subsahariana conosce una crescita demografica ed economica semplicemente inimmaginabile nello scorso millennio; e una lunga lista di altri mutamenti e sconquassi.
Chi ancora evoca l’atlantismo come una specie di “obbligo democratico” forse non riesce a mettere a fuoco che il mondo non è più quello di Jalta e non è più quello della bipolarità comunismo/capitalismo. Nemmeno più quello di un’economia forte concentrata in America ed Europa, e di un altrove “in via di sviluppo” (sembrano trascorsi secoli da quando si parlava di “Paesi del terzo mondo”).
Dal vertice di Monaco arriva qualche segnale confortante: come se il mondo nuovo cominciasse a sembrare più determinante di quello vecchio. Quando il cancelliere tedesco Merz dice che «l’Europa deve risolvere il problema della sua dipendenza autoinflitta dagli Stati Uniti», prende atto non solamente della nuova ostilità di Trump; anche della vecchia e pigra abitudine di vivere sotto la protezione armata (e la vigilanza politica) degli americani, come se ancora fossimo l’Europa della ricostruzione, del piano Marshall, della guerra fredda e del muro di Berlino.
Tutto congiura nel “costringere” l’Unione Europea a una nuova autonomia politica, che vuol dire anche una nuova libertà di azione. E uno sguardo più largo sul mondo. Milioni di cittadini europei si sentono coinvolti nelle decisioni dei loro capi di governo (noi italiani con qualche illusione in meno). La speranza è che siano in arrivo tempi nuovi.
Articolo che, al di la dell’augurio di una maggiore autonomia europea, che non è né sarà gratis, non va oltre.
Semplifica in modo brutale e non dice niente; non entra nel merito delle difficoltà o dei conflitti di interesse tra gli attori europei e globali.
La prefazione di un libro, non il libro.
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Bambini, per lunedì portate due pensierini. E fate la cornicetta.
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Indipendenza politica e militare dell’ EU sarebbe cosa buona e giusta ma Serra la vuole dagli Usa o solo da Trump ? Se fosse la fine della Nato sarebbe anche ora visto che il motivo della sua costituzione ,cioè l’ esistenza dell’ URSS, e cessato nel 1991. Credo che con questi capi non ci sarà la nascita di un’ Europa federale capace di difendere gli interessi dei suoi cittadini ma solo il rimandare alla fine del trumpismo tutte le decisioni con il solo intendo di sopravvivere politicamente ognuno di loro . Nel frattempo nessuna autocritica, nessun ravvedimento, nessuna correzione di rotta di guerre, sionismo e riarmo .
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Strano, “conferenza sulla sicurezza” e nessun accenno sull’invasione musulmana e sulla questione se arruolare e fornire di armi e addestramento millitare ai giovani msusulmani in Germania, ad esempio. L’invasione musulmana che conquista l’Europa dovrebbe essere il punto principale dell’ordine del giorno.
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infine Merz pensa che la Germania avrà l’esercito più potente d’Europa. Ma i giovani tedeschi non hanno nessuna intenzsione di combattere, per Merz poi, che ha un tasso di disapprovazione del 78%
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Melona, la pontiera, non pervenuta
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Premesso che a casa sua ognuno ha diritto di fare come vuole, ma se avete censurato le mie righe vuol dire che siete esattamente come tutti gli altri. Non vi importunerò più.
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