
(Gioacchino Musumeci) – Il problema principale della destra contemporanea è la superficialità straordinaria con cui i suoi sostenitori ne rappresentano i connotati. Non che a Destra non si trovino intellettuali di spessore, il problema è che a questi non viene data voce perché capaci di criticare le pecche del governo di Giorgia Meloni. La premier ha apparentemente abiurato ogni principio della Destra sociale, ha disatteso ogni promessa elettorale ed è attualmente la rappresentante europea più allineata al trumpismo e all’estremismo israeliano.
Come si è visto di recente, critiche di Marcello Veneziani al vuoto del governo Meloni hanno provocato l’ira funesta del ministro Giuli sfociata in un patetico attacco personale a Veneziani e nulla nel merito della critica. Invece Franco Cardini ha sottolineato che “quando a destra hanno dei soprassalti fanno le mostre su D’Annunzio o su Tolkien, per dimostrare che la cultura la fanno anche loro. Ma francamente è un po’ ridicolo”. Se le critiche fossero giunte da Sinistra, esponenti di governo le avrebbero bollate come culturame e Giorgia Meloni potrebbe ancora raccontare che la Sinistra vive nei salotti radical chic distanti dal popolo. Ma ciò equivarrebbe a sostenere che i colti di Destra sono radical chic e la premier se ne guarda bene dato che da uno scontro culturale con Veneziani e Cardini uscirebbe polverizzata.
Allora cosa resta alla Dx per corroborare il proprio appeal : Italo Bocchino, Tommaso Cerno, Francesco Giubilei, Mario Sechi, Brunella Bolloli. Costoro e pochi altri formano la formidabile testuggine mediatica della Destra.
A proposito di sommarietà leggevo un pezzo di Francesco Giubilei intitolato “ La violenza degli antifascisti: 23enne pestato a morte per aver difeso le attiviste di destra” pubblicato su Il Giornale oggi diretto dal furbacchione Cerno. Il pezzo è un tentativo straordinariamente corrivo di comprimere l’antifascismo nel perimetro di un episodio di violenza accaduto in Francia.
Giubilei riferisce che a una conferenza organizzata da Rima Hassan, eurodeputata di La France Insoumise, partito di Mélenchon, presso Sciense Po a Lione, un gruppo di femministe del collettivo identitario Némèsis presieduto da Alice Cordier protestava pacificamente con uno striscione con lo slogan “Fuori gli islamo-sinistrorsi dalle nostre università”. Alcuni ragazzi volontari si erano posizionati nei paraggi per garantire la sicurezza nel caso in cui le attiviste fossero state prese di mira. Diversi gruppi antifascisti si sono opposti alla presenza delle giovani trascinando a terra e mettendo le mani al collo a una delle ragazze (come si evince da alcuni video pubblicati sui social). La situazione è degenerata: un ragazzo, Quentin, ha provato a difendere le femministe, è stato aggredito da militanti di La France Insoumise e ora è ricoverato in coma farmacologico.
Cosa dire: prima di tutto è necessario condannare l’atto di violenza che ha provocato le gravissime condizioni di Quentin. Immediatamente dopo è un dovere condannare il tentativo malsano e strumentale di Giubilei di associare antifascismo e violenza. L’antifascismo è un’ idea nobile costata sangue dei patrioti disconosciuti dalla Destra che oggi esprime liberamente le proprie idee generalmente dileggiando gli antifascisti.
Dopodiché è necessario mostrare a Giubilei che se applicassi alle femministe il teorema conservatore e vittimizzante delle “donne che se la cercano”, dovrei concludere che le femministe davanti alla tana del lupo sono andate a cercare rogne. Tuttavia lascio questa tesi a coloro che descrivono uno striscione dichiarante “Fuori gli islamo-sinistrorsi dalle nostre università” sia esempio di pacifismo da imitare. Intanto il contenuto è razzista a sufficienza per essere considerato schifoso, gratuitamente provocatorio e intollerante quanto uno striscione che dichiara “ fuori gli omosessuali dalla chiese e dalle redazioni dei giornali”, “Fuori gli Israeliani dalle università”, “Fuori i comunisti mangiabambini dalla società liberale”, “Fuori le femministe dalle famiglie” , ” Le vere donne non sono femministe” e altre schifezze del genere.
Conclusione: si fa presto a mistificare l’antifascismo; ma la verità è che il fascismo serpeggiante è di coloro che pensano di manifestare pacificamente con striscioni razzisti che traboccano disprezzo per la sinistra. Aggredire individui pronti a giocare sulla provocazione e la violenza verbale, è stato un errore gravissimo che forse costerà la morte di Quentin ma l’antifascismo non c’entra nulla, c’entra piuttosto l’idiozia di esseri umani incapaci di convivere civilmente.
in effetti il titolo è sbagliato, cambiare in cultura somara
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