Da Tajani a Bignami, sdegno nella maggioranza. Il magistrato al ‘Corriere della Calabria’: “Con la riforma, gli ultimi non avranno stesse garanzie dei potenti”. Dal comitato per il Sì a FdI, i commenti

(adnkronos.com) – Il referendum sulla Giustizia? “È certo che per il ‘No’ voteranno le persone perbene, le persone che credono nella legalità come pilastro importante per il cambiamento della Calabria. Voteranno per il ‘Sì’, ovviamente, gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”. Così i l procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri, in una intervista video rilasciata al ‘Corriere della Calabria’, risponde a Lucia Serino che gli chiede se ritenga che “territori storicamente un po’ trascurati dall’amministrazione dello Stato, come la Calabria, siano istintivamente sabotatori di tutto ciò che è l’amministrazione dello Stato, quindi anche del sistema della legalità”.
Da Gratteri arriva anche un appello al voto: “Penso che, in genere, a qualsiasi tipo di voto, i cittadini devono, hanno l’obbligo di partecipare. Altrimenti non ci si può lamentare che non cambi nulla o che tutto venga demandato agli altri. Dobbiamo sempre partecipare”. Quindi il procuratore sottolinea: “Penso che il pubblico ministero debba rimanere sotto la cultura della giurisdizione perché il pm nella sua testa deve essere anche giudice. Anche perché ha l’obbligo di trovare prove anche a favore dell’indagato”. E aggiunge: “Io non voglio un pubblico ministero più forte, lo voglio più sereno, che non abbia pressioni”.
Poi attacca: “Questa riforma è per i potenti e per i ricchi: se creiamo un pubblico ministero super poliziotto accade che il pm, che cerca prove ad ogni costo, non cercherà, non dovrà cercare più prove a favore dell’indagato, scandagliare ad esempio ciò che l’avvocato porta in istanza. Chi potrà fare indagini difensive? I ricchi, che vanno da un avvocato potente e costoso. Immaginiamo se un uomo qualunque venisse indagato: chi gli dà i soldi per cercare le prove? Questo è un passaggio importantissimo, una delle chiavi di tutta la riforma: gli ultimi, i deboli, non avranno le stesse garanzie dei potenti in tribunale”.
Da Tajani a Valditara, sdegno nella maggioranza (e non solo)
Sdegno nella maggioranza, e non solo, dopo le dichiarazioni del magistrato. Spiega il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un post su X: “Sono una persona perbene, non sono massone, non sono indagato e non sono imputato, non faccio parte di alcun centro di potere – scrive – E voterò convintamente SÌ al referendum sulla riforma della giustizia. Le parole del procuratore Nicola Gratteri sono un attacco alla libertà e alla democrazia che offendono milioni di italiani”.
Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami, sono “gravissime le parole del procuratore Gratteri che per sostenere il No in un’intervista ha dichiarato testualmente che voteranno per il Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente. Dichiarazioni indegne da parte di chi dovrebbe rappresentare la magistratura. Mi auguro che le Istituzioni, la magistratura, il Comitato per il No e le altre forze politiche condannino e prendano le distanze da questa assurda criminalizzazione di chi la pensa diversamente”.
“Sul referendum ho sempre auspicato un dibattito sereno, un confronto civile tra le diverse posizioni. Rimango pertanto basito dalla grave dichiarazione rilasciata dal Procuratore Nicola Gratteri che in una intervista ha sostenuto che ‘a votare Si saranno indagati, imputati, la massoneria deviata e i centri di potere’. Gratteri ricopre un incarico molto importante e la sua affermazione oltre ad essere priva di verità, offende milioni di cittadini che non voteranno come lui. Mi auguro possa tornare sui suoi passi anche perché la sua dichiarazione fa alzare e di parecchio i toni dello scontro politico”, dichiara Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica.
“Così parlò Nicola Gratteri, procuratore di Napoli: ‘Voteranno per il Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente’. Caro Gratteri, la invitiamo a chiedere scusa immediatamente ai milioni di italiani che voteranno Sì, compresi tutti i membri di questo comitato, tra i quali vi sono tanti magistrati suoi colleghi”. È quanto si legge in un post pubblicato sui canali social del Comitato nazionale “Sì Riforma”. “Nessuno, lei compreso, è detentore della moralità e dell’etica pubblica. Questa presunzione di superiorità morale è francamente insopportabile – continua – Confidiamo che, come al solito, messaggi di questo tipo spingano ancor di più gli italiani a votare per dimostrare che per esprimere il loro voto non hanno bisogno di una patente da parte vostra. Siamo tutti abbastanza grandi e informati. Grazie. Noi votiamo orgogliosamente Sì! Questa volta il giudice sei tu. Non Gratteri”.
“Le parole di Gratteri sono di una gravità incredibile. Voterò Si al referendum, ma non mi verrebbe mai in mente di catalogare chi farà una scelta diversa in questo modo indegno”, scrive Carlo Calenda sui social.
“E insomma: arrestateci tutti, signor Procuratore Gratteri. Prepari milioni di pagine da riempire nel registro degli indagati dove saranno elencati i milioni di cittadini perbene che con il loro SI approveranno la riforma costituzionale che servirà anche ad evitare che pubblici ministeri asini di democrazia e rispetto delle persone siano collocati in ruoli di straordinaria delicatezza istituzionale. E saranno milioni di cittadini liberi, totalmente liberi rispetto alla schiavitù dell’ideologia che tiene prigioniero il procuratore Gratteri”, dichiara Giorgio Mulè, Vicepresidente della Camera, deputato di Forza Italia.
“Sono dichiarazioni gravissime, del tutto sprovviste di fondamento, che non hanno nessuna pertinenza con la riforma, è una riforma che riguarda le persone per bene, si vuole una giustizia che tuteli taluni magistrati correntizi, quelli che fanno del potere una categoria che sovrasta il dovere”, quanto detto dal viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, in videocollegamento con un evento per il Sì al referendum di Forza Italia in corso a Napoli.
“La paura della probabile sconfitta al referendum sulla giustizia rende i promotori del No particolarmente disorientati, aggressivi e talora fuori da ogni ragionevolezza. Il procuratore Nicola Gratteri arriva a sostenere che ‘le persone perbene’ voteranno No, mentre ‘gli imputati, gli indagati, la massoneria deviata’ voteranno Sì. È indecente, è una mancanza di rispetto nei confronti di milioni di cittadini italiani che alza il livello dello scontro della campagna referendaria. Sono parole che insultano tanti irreprensibili magistrati, illustri giuristi anche di sinistra, come Augusto Barbera, Cesare Salvi e molti altri. Ritengo oltremodo grave che al clima avvelenato contribuisca un Procuratore della Repubblica. Tali spropositi confermano la necessità di questa riforma che rende il giudice pienamente terzo e indipendente, come vuole la Costituzione.” Così in una nota Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia.
A commentare le dichiarazioni del magistrato, condividendo il video su X, è anche il segretario Nazionale del Partito Liberaldemocratico Luigi Marattin: “Non ho mai – scrive – partecipato a crociate contro il procuratore Gratteri, che ebbi l’onore di conoscere molti anni fa. Perché so che, in contesti di legalità estremamente precari quali quelli in cui spesso ha operato, anche atteggiamenti come i suoi (che pur ho raramente condiviso) possono trovarsi essere, tragicamente, il male minore. Ma – aggiunge – non riesco a trovare le parole per quanto queste parole mi indignino. Ancor più al pensiero che stiamo parlando del capo di una delle procure più importanti d’Italia. Se è così che i sostenitori del NO intendono mettere in atto “la rimonta”, penso che abbiano qualcosa su cui riflettere”, la conclusione.
“Nicola Gratteri è un magistrato stimato e con una importante storia di impegno per la legalità e proprio per questo le sue affermazioni sembrano ‘parole dal sen fuggite’: distinguere chi è per bene dai delinquenti in base al voto referendario è offensivo nei confronti di milioni di persone, oltre che essere una sciocchezza sesquipedale. Gratteri dovrebbe scusarsi per quanto detto. Sarebbe grave se lui ed i comitati del no davvero pensassero una cosa del genere”, afferma il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi.
“L’affermazione del dottor Nicola Gratteri, secondo cui voterebbero per il ‘No’ le ‘persone perbene’ e per il ‘Sì’ indagati, imputati e poteri deviati, non è un’opinione: è un insulto. Riduce milioni di cittadini a una categoria di sospetti e li dipinge come moralmente indegni solo per la loro scelta di voto. Qui si è oltrepassato il limite”. Così in una nota la giunta dell’Unione Camere Penali italiane. “Un magistrato, per il ruolo che ricopre non può permettersi parole che dividono, diffamano e deformano la realtà. Non è libertà di espressione: è delegittimazione del pluralismo. E quando simili esternazioni provengono da chi amministra la giustizia – prosegue la nota – il danno non è personale ma istituzionale, perché incrina la credibilità dell’intera magistratura. Per l’Ucpi, “le consuete iperboli retoriche del dottor Gratteri sono note. Ma dopo le false affermazioni attribuite al dottor Giovanni Falcone, questa ennesima forzatura appare come una recidiva che inquina il confronto elettorale con disinformazione e allarmismo. È il volgare attacco di chi non ha argomenti, un moralismo antipluralista che svuota il confronto democratico e sostituisce il merito delle idee con la delegittimazione personale. Non è dibattito: è greve propaganda. Per questo ci auguriamo un richiamo da parte del Presidente della Repubblica, quale garante dell’equilibrio istituzionale e Presidente del Cosiglio Superiore della Magistratura, a tornare nell’alveo di un conforto rispettoso sul merito della riforma”.
Si é trasformato in un politicante qualunque. Speriamo che nelle funzioni di PM non usi gli stessi metodi che sta usando in questo periodo nel dibattito politico sulla riforma della magistratura.
"Mi piace""Mi piace"
"Mi piace"Piace a 1 persona
È vero, Gratteri ha saltato la categoria più diffusa: quella dei poveri ignoranti destrorsi che credono a tutte le fesserie che questo Governo pre/post/neo e becero fascista sta spacciando a favore del SÌ, laidi manifesti compresi.
"Mi piace"Piace a 5 people
Ieri un tizio che ha assistito ad un incidende fra auto ha dichiarato…. “se c’era la seperazione della carriere” questo non sarebbe accaduto!
hahahaha…
"Mi piace"Piace a 3 people
Più che altro la separazione delle carr…ozzerie!😆🤣😂
"Mi piace"Piace a 3 people
Di seguito Tajani,Bignami,La Russa,Calenda, Mule’,Paolo Sisto,Malan,Marattin,Lupi.Tutta gente non indagata e per bene che nella loro storia politica hanno sempre dimostrato con i fatti di stare dalla parte degli operai,pensionati e indigenti.Per questo al referendum voterò convintamente NO.🤔
"Mi piace"Piace a 4 people
Infatti, proprio un bel parterre de roi…! 😆🤣😂
🤦🏻♀️Aiuuutooooo
"Mi piace"Piace a 1 persona
Viva Gratteri e viva la verità: il mio NO è più convinto che mai!!!!! NO, NO, NO, è NO!
"Mi piace"Piace a 4 people
"Mi piace"Piace a 5 people
Esatto, Carrie.
Vogliono attuare il primo punto del Piano di Rinascita democratica (!!!) di Licio Gelli, P2.
“BASTARDI” è il giusto appellativo che compete loro!
"Mi piace"Piace a 1 persona