(Giancarlo Selmi) – Meloni parla di sicurezza un giorno sì e l’altro pure (pura propaganda) ma i reati aumentano e come si possa coniugare la esigenza di sicurezza con la legge che impone al gip di avvertire cinque giorni prima una persona della quale si è richiesto l’arresto, dandole accesso ad atti e testimoni, non lo spiega. In quei cinque giorni l’indagato ha il tempo di fare sparire droga, registri e bilancini. E pure di minacciare i testimoni. È proprio lì che entra in gioco la legalità. Questo governo dice di avere a cuore la sicurezza (con scarsi risultati, peraltro) ma dimostra di non avere a cuore la legalità.

L’eliminazione della legge sull’abuso di ufficio e la limitazione esiziale di quella sul traffico d’influenza, la dicono lunga su cosa pensino lorsignori della legalità e della necessaria lotta alla corruzione. E, a cascata, di cosa pensino della lotta alla mafia, che con la corruzione va a braccetto con corrispondenza di amorosi sensi. Non credo si possa accusare di dire eresie, chi afferma che questo governo è quello, nella storia dell’Italia repubblicana, che meno ha fatto nella lotta alle cosche. Anzi.

L’Italia è al 52° posto nella virtuosità rispetto alla corruzione, dietro a tutti i paesi più avanzati. È il paese dove sono radicate ben quattro mafie. La corruzione costa al nostro Paese almeno 237 miliardi ogni santo anno e non lo dico io. La legalità dovrebbe essere la prima delle esigenze per arginare l’emergenza mafia e corruzione, eppure… È strano che non ci siano mai stati mafiosi di sinistra, la mafia ha sempre diretto le indicazioni di voto dall’altra parte. E neppure questo lo dico io, lo dice la storia. È per questo che non sorprende che i più grandi sostenitori del sì siano politici condannati o indagati per corruzione o altro. Chi sceglieremo? Il sì di Formigoni e Santanchè, o il NO di Gratteri?

La mafia e i corrotti voteranno si, siatene certi. Il fatto che le destre, storicamente, prendano più voti là dove le mafie sono più radicate, fa pensare. Tanto quanto faccia pensare il 10% ottenuto dalla lega in Calabria. Tanto quanto quanto facciano pensare gli arresti di esponenti della destra che seguono senza interruzioni. Facciamoci due domande: la lotta alle intercettazioni che sta portando avanti questo governo, cui prodest? Gli attacchi alla magistratura, la necessità espressa da Tajani di togliere il comando della polizia giudiziaria ai PM, cui prodest? Mia madre mi diceva: “male non fare, paura non avere”.

Gli attacchi alla magistratura e il tentativo evidente di togliere a questo potere dello stato la costituzionale autonomia, è una dichiarazione evidente di mancanza di tranquillità. La separazione delle carriere è un volgare pretesto, non cambierà nulla rispetto all’esistente. Il sorteggio del CSM è una vera e propria truffa, basta vedere com’è stato previsto. Nordio e i suoi mandanti del governo vogliono la firma su una cambiale in bianco. Successivamente, con semplici leggi ordinarie, potrebbero cambiare uno dei fondamenti della nostra Costituzione: la separazione dei poteri.

Chi non delinque non ha paura. Un cittadino onesto perché dovrebbe avere paura dei magistrati? Di chi ha pagato un prezzo altissimo in termini di vite per difendere questo Paese da terrorismo e mafia? Il pericolo per la struttura democratica è grande. Una volta i magistrati venivano uccisi per impedire indagini e tutto il resto. Il sospetto che oggi si voglia impedire con altri mezzi il loro lavoro, non è provato ma è legittimo. Per tutto questo, per la difesa della Costituzione, per la salute della democrazia del mio Paese, per la difesa della legalità, per non fare un favore a mafiosi e corrotti, per non agevolare i loro sporchi affari, per mio figlio, per tutti noi, voterò NO al referendum.

Andate a votare e fate altrettanto.