Apprendiamo dalla stampa che nei giorni scorsi sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ha inaugurato una  piazza intitolata  a Bettino Craxi per ricordare: “ … una personalità di qualità della storia politica italiana. Io da ministro sono andato sulla sua tomba ed oggi come sindaco gli riconosco che è stato un fuoriclasse della politica. A Sigonella, nell’ottobre del 1985, resterà nella storia il coraggio con cui fece prevalere l’orgoglio nazionale anche di fronte al gigante USA. Forse pagò un prezzo politico anche per questo, ma la sua lezione resta imperitura e attuale anche nel labirinto geopolitico odierno”.

    A tal proposito, nell’esprimere il più sincero apprezzamento al sindaco Mastella, l’occasione è buona per chiedere pubblicamente che cosa ne pensano di questa iniziativa i consiglieri comunali guardiesi che, 24 anni orsono, mandarono a casa il sindaco Amedeo Ceniccola ( che aveva avviato, per davvero, la rinascita del paese) accusandolo di tante colpe inesistenti e, in particolare, di aver:  “messo nel ridicolo su tutta la stampa nazionale  Guardia Sanframondi conferendo addirittura la cittadinanza onoraria a Craxi, Andreotti e Forlani”.

     In attesa di una cortese risposta, per dovere di cronaca, non possiamo non ricordare che:

  •  Craxi è stato sicuramente un grande  uomo di governo che nel 1984 con il cosiddetto “Decreto di San Valentino” aveva quasi azzerato l’inflazione, portandola dal 16% al 4% ed aveva portato l’Italia al quinto posto nell’economia del mondo con un tasso di sviluppo di circa il 3% annuo ed ottenuto per la prima (ed unica) volta il massimo di affidabilità da parte delle maggiori agenzie di “rating” internazionale che attribuirono all’Italia la valutazione massima, la cosiddetta  tripla AAA, portando in questo modo il nostro Paese nell’ aristocrazia dei paesi industrializzati.
  • Il 19 gennaio 2000 Bettino Craxi è morto ad Hammamet suscitando il cordoglio di tutto il mondo democratico  ed  il governo dell’epoca -presieduto dall’on. D’Alema –  propose di tributare a Bettino Craxi i funerali di Stato in Italia (e non furono svolti perché rifiutati dalla famiglia).
  • La Corte di Giustizia Europea dei diritti umani ha condannato lo Stato italiano per violazione dell’articolo 6 della Convenzione di Strasburgo sull’equo processo. In poche parole, la Corte europea ha sancito che i più elementari diritti e le regole del diritto furono violati pur di arrivare ad una condanna del leader socialista.
  • Il Procuratore Capo del Tribunale di Milano Gerardo D’Ambrosio (poi Senatore  eletto nelle liste del PD) che condusse le indagini che portarono alla condanna di Craxi  fu il primo a riconoscere che l’ex segretario del PSI non aveva mai intascato soldi a titolo personale e in un’intervista al “Foglio” del 22 febbraio 1996 affermava: “…La molla di Bettino non era il suo arricchimento ma la politica” ed ha confermato in più occasioni che  Craxi aveva ragione quando affermava che: “il sistema dei partiti della prima Repubblica si reggeva sul finanziamento illecito”.
  • La difesa della libertà dei popoli oppressi è stata per Craxi una ragione di vita. Non ebbe paura di accusare le multinazionali per l’aiuto dato al golpe cileno di Pinochet, così come aiutò i socialisti portoghesi  a combattere la dittatura di Salazar. Non ebbe d’altra parte alcuna remora nel denunciare con forza i regimi comunisti dell’Europa dell’Est e a impegnarsi nella difesa del popolo palestinese. Tutti i perseguitati politici, prima o poi, sono arrivati  a Roma per ringraziare Bettino Craxi per il sostegno (non solo politico) che avevano ricevuto.

Ciò che desiderava per lui lo avrebbe voluto davvero per tutti.  Anche per  coloro che ancora oggi, a distanza di 26 anni dalla sua morte, non riescono a liberarsi dalla faziosità ideologica e politica.

 

RINASCITA GUARDIESE