La presidenza Trump è una sorta di “ri-feudalizzazione” della politica: il potere dello Stato viene usato come estensione degli interessi personali del leader. La questione non è dunque se l’ipocrisia americana sia finita, ma come sia cambiata

(Chiara Cordelli* – editorialedomani.it) – La presidenza di Donald Trump è spesso vista come la prova che in politica non vi sia spazio per la morale: la politica sarebbe sempre e solo realpolitik – azione volta al perseguimento di interessi materiali e fini strategici – mentre i principi morali servirebbero da semplice copertura.
In questa prospettiva, l’America avrebbe da sempre agito per interessi economici e imperiali, cercando poi di legittimare le proprie azioni facendo appello ai principi liberal-democratici; la differenza starebbe nel fatto che Trump rende espliciti gli interessi sottostanti, rinunciando all’ipocrisia del passato. Trump non rappresenterebbe dunque una rottura, ma solo una versione più sincera di un crudo realismo politico.
Questa lettura non convince. Non perché l’America abbia mai agito in modo altruistico, ma perché Trump ha introdotto una novità importante: la personalizzazione del potere politico. Nel periodo egemonico postbellico e fino all’era pre Trump, la politica americana era segnata da una tensione tra interesse nazionale e principi liberal-democratici.
Con Trump la tensione è tra interesse nazionale e interesse personale. Le sue scelte politiche sembrano infatti spesso favorire soggetti legati al presidente, anche a costo di indebolire considerazioni di interesse nazionale. Si pensi alla sua decisione di esportare negli Emirati Arabi i chip per l’intelligenza artificiale.

Tale scelta, volta a beneficiare gli investitori sauditi del World Liberty Financial, la società di criptovalute cofondata dai figli di Trump, ha richiesto la revoca di restrizioni motivate da ragioni di sicurezza nazionale.
O si pensi alla cattura di Maduro in Venezuela, che rischia di destabilizzare la posizione geopolitica dell’America ma allo stesso tempo beneficia società petrolifere aventi legami stretti con Trump, inclusa quella del suo compagno di golf Harry Sargeant III, consultato dal presidente sui piani economici per il Venezuela. Il progetto di ricostruzione di Gaza, le relazioni favorevoli con i paesi arabi e quelle amichevoli con Putin sono anch’essi rappresentativi della tensione fra interesse nazionale e vantaggio personale.
Si assiste così a una “rifeudalizzazione” della politica: il potere dello Stato viene usato come estensione degli interessi personali del leader. La questione non è dunque se l’ipocrisia americana sia finita, ma come sia cambiata. Sotto Trump, l’interesse nazionale funziona spesso come norma di copertura per azioni orientate all’utilità personale, svolgendo un ruolo simile a quello che l’esportazione della democrazia e dei diritti umani aveva nell’era liberale. L’ipocrisia resta. La realpolitik fondata su interessi strategici ma pur sempre nazionali viene pero’ sostituita da una politica privatistica.

Dobbiamo allora chiederci: cosa ha reso possibile questa trasformazione? Perché Clinton, Bush e Obama non usavano il potere dello Stato in modo apertamente personalistico? Una spiegazione istituzionale, basata sull’erosione dei vincoli imposti dallo Stato di diritto, è insufficiente poiché tale erosione è in larga parte essa stessa il risultato di politiche personalistiche, come la rimozione di funzionari ostili, la delegittimazione delle elezioni, l’attacco vendicativo ai media e alle università. Non è affatto detto che Clinton, Bush o Obama non avrebbero potuto intraprendere le stesse azioni se lo avessero voluto.
Nemmeno una spiegazione ideologica è pienamente convincente. Il populismo di destra legittima l’azione personalistica del leader, ma basta pensare a Berlusconi per capire che l’uso personalistico del potere non ha bisogno di un’ideologia populista già consolidata. Al contrario, è il populismo che spesso nasce dall’uso personalistico del potere. Inoltre, la popolarità di Trump è molto bassa. Non può essere quindi essa a consentirgli di fare ciò che Obama o Bush non facevano, almeno non in maniera sistematica.
Per spiegare l’uso personalistico del potere occorre quindi un’altra spiegazione. I presidenti pre Trump non erano privi di interessi né di ipocrisia, ma condividevano una concezione liberale del dovere pubblico che li portava ad autoimporsi dei limiti nell’uso del potere. Trump dimostra così non che la politica, in quanto realpolitik, sia priva di morale, ma l’opposto: la realpolitik, intesa come perseguimento strategico dell’interesse nazionale, non personale, presuppone l’integrità etico-morale del leader. Senza morale non c’è realismo politico, ma solo feudalesimo.

Chiara Cordelli insegna all’Università di Chicago e a Sciences Po di Parigi
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Vorrei in tanto ricordare alla giornalista che Berlusconi in piccolo (si fa per dire) ha fatto quello che lei imputa a Trump . Poi ,ad onor del vero, I problemi economici ed industriali degli Usa sono così gravi che Trump non ha altri sistemi se non quelli di usare i propri mezzi “coercitivi ” per ottenere introiti necessari al proprio paese senza curarsi della facciata . Per quanto riguarda il resto e cioè che le amministrazioni statunitensi hanno sempre agito con cinismo ed ipocrisia all’ ennesima potenza , è storia che è persino noiosa ripetere visti che se n’è parlato a iosa da decenni. Ricordo alla scrivente che il figlio di Biden curava gli interessi di famiglia come l’ attuale presidente . Dove ! Strano, in Ucraina
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Mi si consenta esprimere la mia piu’ totale solidarieta’ agli Artisti, Fabrizio e Valentina Galli, che hanno costruito il “carro allegorico” con Trump…!! Cosa è successo: ier pomeriggio il tg.it della 7 ha comunicato che Trump intentera’ una causa per un importo di 20 miliardi di dollari in quanto raffigurato su di un “carro allegorico”….evito di andare oltre nella descrizione…e perche’ negli USA Jimmy Kimmel ha mandato in onda, citandolo in un programma seguito da 20 milioni di followers, il carro dove Trump viene raffigurato…Mi chieda ma cosa dovrebbe chiedere come risarcimento a Trump i coniugi Obama….???
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Eccolo:
https://www.facebook.com/cinemaserietv.it/videos/dal-carnevale-di-viareggio-alla-tv-americana-%EF%B8%8Fil-carro-native-american-return-co/1251521693780250/
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