(Gioacchino Musumeci) – Il governo Meloni è sempre molto tempestivo se l’obiettivo è sgomberare i centri sociali. Questi sono indicati come crogiuoli mefistofelici della sinistra radicale. Tuttavia se ci si azzarda a definire Gioventù Nazionale crogiuolo della destra neofascista apriti cielo; e ciò nonostante l’inchiesta di Fan Page che ha scoperchiato forme aberranti e conclamate di nazifascismo perfino nei dirigenti di Gioventù Nazionale.

In realtà i cittadini generalmente non conoscono nemmeno le ubicazioni precise dei centri sociali, ma nella propaganda del governo, la esistenza di questi centri sembra inficiare il benessere degli italiani, i quali per la verità hanno più a che fare col pieno di benzina e gasolio, oppure con le fatture dell’energia piuttosto che con dinamiche di centri sociali. E mentre il governo pubblicizza gli sgomberi, il tema della sicurezza mette in imbarazzo FDI e la premier più chiacchierona di sempre.

Governo e sostenitori esultano ogni volta che uno spazio occupato da potenziali nemici della patria viene liberato con l’intervento di forze dell’ordine a cui Meloni non aumenta gli stipendi perché non ci sono risorse- ma aumenta gli stipendi dei ministri e trova miliardi per sostentare la difesa da cui sono esclusi però gli organi di polizia- oltre chiacchierare su quanto siano necessari gli apparati deputati al mantenimento dell’ordine pubblico.

PROBLEMA: in questo clima di liberazione dalla tirannide dei centri sociali abusivi, non è dato sapere quando lo stabile occupato abusivamente da Casa Pound al centro di Roma da oltre 20 anni sarà finalmente liberato in nome della battaglia contro l’abusivismo. Il cittadino dovrebbe chiedersi se Roma, in quanto capitale dello stivale tenuto insieme con colla e bugie dal 1861, sia meno importante di Milano e Torino dove il ministero dell’interno di Piantedosi ha pensato bene di far valere le regole.

In compenso nella capitale qualora giornalisti ai quali Casa Pound non vuole concedere interviste, stazionino davanti all’edificio abusivamente occupato, l’intervente dello forza dell’ordine si fa attendere come documenta il video a cui accederete cliccando sul link.: https://www.facebook.com/reel/1229871229234878

Quindi in Italia ” Non si disturba chi produce, e non si disturba Casa Pound”.

I giornalisti si sono sentiti dire dall’agente ligio al dovere: “L’intervista la deve concordare con loro…Adesso identifichiamo tutti, non si preoccupi”. A parte che intervenire formulando l’obbligo di concordare le interviste con Casa Pound è ridicolo dato che non si tratta di intervistare il Sindaco, a che scopo identificare i giornalisti, non sarebbe più logico identificare gli occupanti abusivi dato che il decreto sicurezza condanna l’abusivismo? Oppure il governo tollera l’abusivismo dei propri elettori e amici e la polizia tollera il doppiepesismo del governo mostrandosi pubblicamente ridicola.

Poi l’agente aggiunge: “ Per favore spegnete le telecamere, stiamo facendo un operazione di polizia” …Se si tratta di un operazione di polizia perché spegnere le telecamere, bisogna mantenere il segreto sul fatto che la polizia voglia dissuadere giornalisti dal ficcare il naso laddove non si dovrebbe?

“Io non capisco l’utilità di tutto questo” obietta l’agente al giornalista, come se stabilire l’utilità del giornalismo per i cittadini sia diventato appannaggio dei funzionari di polizia che in realtà dovrebbero capire senza faticare i lavoro dei giornalisti e giustamente capire molto meno il senso di Casa Pound occupante abusivo da 23 anni e ignorato dal governo che condanna solo i centri sociali di presunta sinistra.

Allora finché gli Italiani non si decideranno di darvi una lezione alle urne e rimettervi al vostro posto, ditecelo chiaro“ l’eredita del fascio non si tocca e disponiamo della polizia come ci pare e piace”, almeno avrete quel minimo di coraggio che almeno per una volta vi consentirà di dire la verità su chi siete e cosa fate.