Ho il vago sospetto che questo governo si sia posto l’obiettivo di rendere sempre più difficile il dissenso di piazza tramite due modi

(di Marco D’Ercole – ilfattoquotidiano.it) – È doveroso e – ahimè – anche necessario fare una premessa. Qualsiasi forma di violenza è inutile e deleteria per perorare la propria causa. La violenza dei facinorosi negli scontri di Torino e di Milano è da condannare senza se e senza ma. Questa è gente che non ha nulla a che vedere con una protesta non violenta, organizzata nei modi previsti dalla legge.
Ho il vago sospetto che questo Governo si sia posto l’obiettivo di rendere sempre più difficile il dissenso di piazza. Tramite due modi: il primo con leggi repressive del dissenso e l’altro con la possibilità di dare agli agenti libero sfogo alle loro frustrazioni (ahimè). Trovo entrambi i modi complementari tra loro.
Però vorrei soffermarmi su un altro aspetto. Chiudete gli occhi e immaginate la scena. Dopo una protesta pacifica arrivano sempre un gruppo di persone incappucciate, guanti neri e con materiale pericoloso (pesante – pietre etc – oppure infiammabile). Sicuramente questo materiale ha viaggiato parecchi chilometri. Basti vedere l’ordinanza del prefetto di Torino – nessuna vendita di alcoli e percorso condiviso con i manifestanti. Ad un certo punto escono fuori i violenti.
Perdonatemi ma già questo semplice racconto presuppone una marea di domande. Nessuno ha visto manco uno di questi incappucciati avvicinarsi al luogo prestabilito della battaglia? Nessuno si è accorto che un gruppo di persone, ognuno di loro proveniente da zone diverse della città e vestiti similarmente, sono converse nello stesso luogo della battaglia? Davvero l’intelligence della Polizia non ha svolto nessuna analisi sui possibili rischi? Davvero è così semplice trovare pietre o materiale infiammabile in centro città? Davvero i prefetti delle città coinvolte non si sono posti il dubbio del dopo manifestazione, con il calare del buio? Davvero un poliziotto è rimasto da solo, in tenuta antisommossa, a difendersi dai violenti?
Ammetto che potrei andare avanti per ore a listare tutte le domande che ho sugli scontri di Torino e Milano. Potrei anche cercare tutte le motivazioni possibili e immaginabili per cercare di spiegare gli scontri e la violenza. Nel mio piccolo, ho già notato che troppi pennivendoli hanno già scritto troppo sia in quantità che in sciocchezze.
Invece preferisco soffermarmi sulle palesi carenze dei vertici della Polizia. Troppe coincidenze che si incastrano perfettamente tra di loro. Riprendete le domande e togliete il punto di domanda: magicamente diventeranno affermazioni di ciò che è successo. Il ministro Piantedosi ha scaricato la colpa sui violenti – ma! La Polizia ha fatto il suo dovere? Credo proprio di no. E non parlo del poliziotto in strada (sacrificato, forse, da questo Governo, per aumentare la repressione?) – la classica guerra dei poveri: manifestanti da un lato e poliziotti dall’altro. Credo che Piantedosi dovrebbe fare un immenso mea culpa degli errori madornali commessi a tutti i livelli. Sono nato dopo e chiedo: le città negli anni di piombo erano vandalizzate più o meno di adesso? Per quel che ci ho capito, la Polizia il suo lo sapeva fare!
Gentili manifestanti, incazzati e violenti: smettiamola. Non di protestare! Ma di fornire assist a questo Governo che non aspetta altro per inasprire le pene e la repressione. Questo Governo teme il confronto, teme il libero arbitrio, teme cittadini pensanti. L’unica lotta che porterà dei risultati sarà una battaglia simile alla nonviolenza di Gandhi durante la marcia del sale (gli indiani che sono andati al mare a prelevare un po’ di acqua salata per produrre il sale e non pagare la tassa del sale). Hanno reagito? No. Le hanno prese di santa ragione. Se avessero reagito, immediatamente gli inglesi avrebbero ribadito la loro superiorità: “gli indiani non sono capaci di autogestirsi da soli, hanno bisogno della mano ferma del padrone!”.
Non sostengo di prendere botte da tutti e non reagire. Siamo uomini e non santi; ma almeno non spianare la strada a questo Governo!
I violenti sono coloro che pensano che si può sovvertire l’ordine solo con atti di violenza.
I manifestanti pacifici invece pensano che il proprio dissenso debba essere espresso pubblicamente e in piazza al fine di pressare il governo per fare o non fare ciò che si propone.
Le due tipologie non vanno insieme.
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Direi ,come già dissi in altro post,che i non facironosi ,all’inserimento di questi incapucciatti, si fermassero,alzassero le mani e tornassero indietro e lasciare costoro nudi difronte alla polizia.
Manca il coordinamento dei pacifisti!
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Dubbi più che leciti! Davvero è così facile trovare un sasso sotto ad un cavalcavia o in un’aiuola di Milano? Non può essere vero! Sarà giunto per lo meno da una cava nel carrarese!
Possibile che la nostra intelligence non sia riuscito a intercettarlo alle porte della città?
E delle batterie di fuochi artificiali vogliamo parlarne? Come fanno ad arrivare in centro? Possibile che sia così semplice recuperarle in qualunque negozio cinese della periferia, a meno di un mese dal Capodanno? Non ci credo assolutamente, saranno arrivate direttamente dall’Ucraina, dove sono bravi con gli esplosivi.
Che fa la Polizia, dorme? Perchè non le ha fermate alla frontiera?
Proprio non sanno fare il loro lavoro….
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