
(Dott. Paolo Caruso) – I temi della sicurezza e il DDL approvato in questi giorni dopo i fatti incresciosi di Torino e Milano sono i temi politici dominanti di questa destra meloniana che progressivamente sta portando il Paese Italia verso un sistema autoritario. Con questa Riforma della “Giustizia”, ovvero la separazione delle carriere dei Magistrati, lo sdoppiamento del CSM e la creazione dell’ Alta Corte disciplinare, se approvata dal voto referendario, verrà attuato quel progetto politico che fu del piduista Licio Gelli, di Berlusconi, di Previti e di Verdini. Un progetto estremamente pericoloso che vuole il controllo politico della magistratura, limitando l’autonomia del Csm, e stravolgendo così quello che i Padri Costituenti avevano pensato a difesa della democrazia, con i tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario indipendenti. L’attacco continuo alla magistratura portato avanti anche dalla Premier Meloni dimostra l’ insofferenza dell’ Esecutivo al controllo di Organi terzi. La vorrebbe addomesticata alla politica, con giudici sorteggiati e… (in)”dipendenti” . Il modello pare assomigliare parecchio a quello ungherese dell’amico Orban, dove il giudizio è emesso in base alla appartenenza di governo. In questi ultimi anni si è fatto di tutto per delegittimare la magistratura, limitandone anche il campo d’azione con leggi tendenti a favorire i cosiddetti Colletti bianchi, i politici e certa imprenditoria. Infatti l’abolizione del reato di Abuso d’ufficio e del Traffico di influenze illecite, la Riduzione a soli 45 giorni delle intercettazioni telefoniche, la Procedibilità d’ufficio relegata a querela di parte, la Denuncia con avviso di 5 giorni, e inoltre la conferma della Improcedibilità processuale retaggio della “Schiforma Cartabia”, rappresentano in pieno il volere di questa destra di governo. Un vulnus per la nostra democrazia. Una democrazia che con il Premierato in gestazione e la Sottomissione dei magistrati alla politica si avvierebbe speditamente verso una forma di Autocrazia moderna elettiva. I segnali già sono presenti. Non c’è confronto tra Premier e libera Stampa, il tutto ridotto a fuggevoli parole o a monologhi autocelebranti. Andremo al voto referendario ” confortati ” dalla dichiarazione esplicita della Meloni che, in caso di vittoria del No e la bocciatura della sua riforma, “essa non si dimetterà dal governo”. Allora si che sarà buio l’ orizzonte ! I tempi lunghi della Giustizia, le carenze, insomma tutto quello che interessa alla gente, qualunque sia l’esito del Referendum, non cambierà. Si capisce bene allora come al governo serva solo la separazione delle carriere per sottomettere la magistratura alla politica. Ora a Tele-meloni e alle Reti Mediaset il compito di infinocchiare gli elettori, orientandoli al voto. Un voto che si spera razionale scevro da condizionamento politico. Basta già la vergogna del voto precluso ai tanti giovani fuori sede. Intanto i problemi reali del Paese, come la casa, la disoccupazione giovanile, gli stipendi, le pensioni, il lavoro precario, la sanità, la scuola, e la denatalità possono attendere… poi magari forse un domani si vedrà!
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E lo fa DAVVERO, il gesto!
Testimonianza diretta, riferita a mio marito da persona (purtroppo) attendibile, durante una riunione di fascistelli.
Fascia di m., falsa come 💶 da 3€
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