
(di Michele Serra – repubblica.it) – Non sapevo niente del comico Pucci. Leggendo le sue battute mi sembra che appartenga all’ondata, piuttosto folta, di quelli che credono che per fare ridere basti essere “politicamente scorretti” (e no, che non basta). Ma al netto del suo calibro artistico, fa un certo effetto il numero esorbitante di dichiarazioni di esponenti politici su di lui, a partire da quella, autorevolissima, della prima ministra Meloni.
Sono fioccate tonanti prese di posizione prima sul reclutamento di Pucci a Sanremo, poi sul suo passo indietro a causa degli insulti ricevuti via social. Opposizione e governo si sono dunque scontrati sulla scaletta del Festival di Sanremo, e se non è certo una novità, è il segno perdurante di una patologia: il ruolo anomalo e nefasto dei partiti nella televisione pubblica italiana.
Con l’occupazione militare della Rai da parte di truppe governative incapaci di svestire la divisa di partito prima, durante e dopo la messa in onda, questa patologia è diventata devastante — oltre che ridicola, a causa della scadente qualità media degli occupanti. Forse spetterebbe all’opposizione cercare di dare il buon esempio opponendo un elegante “no comment” alla richiesta di esprimersi sulla scaletta di Sanremo.
Ognuno dovrebbe fare il suo mestiere. Sono ancora in vita, e in piena attività, alcuni critici televisivi. Qualcuno anche competente. Ho un’idea: vogliamo chiedere a loro se Pucci merita la prima serata o è solo un miracolato politico?
…il ruolo anomalo e nefasto dei partiti nella televisione pubblica italiana …Appunto, l’opposizione dovrebbe dire basta ma non lo fa’. Perché non lo fa’ ? È qui tutto l’inghippo ! Perché poi tornano loro e la giostra continua a girare.
"Mi piace""Mi piace"