
(Giancarlo Selmi) – Nonostante l’avvilente e rivoltante silenzio dei media italiani, lo scandalo Epstein sta esplodendo. E vedete, non è una cosa che si possa tenere entro gli argini del “non facciamoci del male” che molto spesso, anche trasversalmente, accomuna i potenti. È una vera e propria schifezza che supera di gran lunga qualunque schifosa fantasia, qualunque ipotesi complottista, qualunque spazzatura possibile e immaginabile.
E apre scenari terribili che potrebbero spiegare molte scelte di politica internazionale, dare i motivi veri della chiusura di occhi e di scelte geopolitiche, anche inspiegabili, perché molte di quelle scelte potrebbero essere frutto di ricatti. Nei files c’è Bannon, c’è l’organizzazione e il finanziamento della internazionale nera, c’è molto Israele. Ci sono molte cose che andrebbero chiarite. E occorrerà farlo perché questa vicenda destabilizza e toglie credibilità, sempre che a qualcuno ancora interessi l’etica, a governi di mezzo mondo.
Dovrà essere chiarita la relazione di Epstein con il Mossad e con alcuni alti esponenti israeliani. I rapporti con il mediatore norvegese degli accordi di Oslo fra Israele e Arafat, Terje Rød-Larsen. Rapporti ben stretti. Il norvegese definì Epstein “il mio migliore amico”, con aiuti finanziari, prestiti e dazioni di denaro, conclusi con l’inclusione della figlia del norvegese nel testamento di Epstein e con una conseguente cospicua eredità.
Epstein era diventato, a quanto pare, il regista occulto di tutto. Decideva alleanze e inimicizie, veniva informato in anticipo di decisioni importanti, a livello politico ed economico. Alcune di quelle informazioni sono state usate per fare insider trading sui principali mercati mondiali. Organizzava feste molto particolari. Si parla di festini con bambini, di torture filmate, di video presenti nella darknet. Di bambini uccisi e fatti sparire
Bambine violentate ripetutamente. Altre avviate alla prostituzione a vantaggio di potenti. Non so quanto sia vero (le cronache insistono su questo) di festini a base di antropofagia. Pare che una testimonianza di una bambina abbia indicato e spiegato come fu aiutata dalla “grande mano” di un partecipante alla “festa”, a tagliare la testa di un suo coetaneo. Orge fra adulti, vecchi, ragazzini e ragazzine. E molto altro ancora. Esistono testimonianze, video, mail ma nessuno è finito in galera.
Donne che hanno denunciato senza esito. Alcune di loro si sono suicidate. Una di loro prima di suicidarsi ha scritto un libro. Ha vinto due cause legali. Si chiamava Virginia Giuffrè e diceva “se dovessi suicidarmi non ci credete. Non voglio farlo, amo la vita”. Fu violentata a 15 anni. Ci sono suicidi e misteriose sparizioni. Elon Musk che scrive a Epstein: “quando ci sarà una delle tue bellissime feste? Fammi sapere”. Epstein che scrive a qualcuno con il nome oscurato dalle autorità statunitensi: “mi è piaciuto molto il video con le torture”. In questo panorama satanico, che vede gravitare intorno a sé interessi politici, geopolitica, pedofilia, prostituzione minorile, abusi e tutta la merda di questo mondo, il nome di Trump è citato oltre 38.000 volte.
Marjorie Taylor Greene una delle più ferventi sostenitrici di Trump, figura preminente del mondo MAGA, ha accolto le denunce di alcune donne vittime delle “feste” di Epstein e ha dichiarato la sua disponibilità ad aiutare. Trump l’ha aggredita telefonicamente, insultata e invitata a smetterla perché altrimenti “persone a lui care avrebbero avuto problemi”. Marjorie Taylor Greene ha abbandonato Trump e l’ha sputtanato.
È questo signore, che peraltro non ha mai nascosto alcune attitudini, il migliore amico di Giorgia Meloni? Fossi in lei me ne vergognerei. Ma lei non se ne vergogna, non ne è capace. D’altra parte, non era Ruby rubacuori nipote di Mubarak? The show to be continued…
A me sembra uno scandalo enorme, e non me ne viene in mente un altro altrettanto grande, e il fatto che i media tentino di non parlarne è altrettanto sbalorditivo.
Un sacco di gente molto molto molto importante è coinvolta, e epstein l’hanno suicidato 7 anni fa, per cui questi circa 6 milioni di file (due e mezzo dei quali non pubblicati, e non penso sia solo per non urtare la sensibilità del pubblico) sono stati in mano per anni ai dem Usa senza che li facessero uscire..
Si è tentato di dire che rivelavano solo storie poco edificanti di prostituzione minorile, ma a quanto pare è molto peggio.
Lo scandalo sembrerebbe rivelare oltre all’estrema perversione che riguarda personaggi noti, il fatto che sia stata messa in piedi un’enorme fabbrica del ricatto, cosa che spiega in modo plausibile le condotte politiche della maggior parte dei leader uccidentali, altrimenti inspiegabili. I comportamenti di starmer merz e macron per esempio, diventano comprensibili.
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BILL CLINTON: “HO CHIESTO IO LA PUBBLICAZIONE “INTEGRALE” DEI FILE E HO DICHIARATO ALLE AUTORITÀ CIÒ DI CUI SONO A CONOSCENZA. I REPUBBLICANI TEMONO. FACCIANO TUTTO IN PUBBLICO. NON MI USERANNO COME UNA PEDINA. CHE IL POPOLO GUARDI DI COSA SI TRATTA”.
“Ho chiesto la pubblicazione completa dei file di Epstein. Ho fornito una dichiarazione giurata di ciò che so. E proprio questa settimana, ho accettato di comparire di persona davanti al comitato. Ma non è ancora sufficiente per i repubblicani del Comitato di Sorveglianza della Camera. Ora, il presidente Comer dice che vuole le telecamere, ma solo a porte chiuse.
Chi trae vantaggio da questo accordo? Non le vittime di Epstein, che meritano giustizia. Non il pubblico, che merita la verità. Serve solo a interessi partigiani. Questa non è ricerca di fatti, è pura politica.Non starò a guardare mentre mi usano come una pedina in un tribunale farsesco, a porte chiuse, con un Partito Repubblicano che ha paura. Se vogliono risposte, smettiamo di giocare e facciamolo nel modo giusto: in un’udienza pubblica, dove il popolo americano può vedere da sé di cosa si tratta realmente.
http://www.quiradiolondra.tv
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FACEBOOK… Il tuo contenuto viola gli standard della comunità.
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Donald Trump viene spesso disegnato come elemento principale di attenzione di quella che viene definita “complosfera”. Dopo la parentesi di Joe Biden, il presidente eletto si ritrova in una posizione di potere molto più forte di otto anni fa. Tuttavia la sua campagna elettorale è stata costellata, come poche volte, da numerose fake news che hanno coinvolto direttamente o indirettamente il candidato repubblicano.
Tra queste, i migranti che divorano animali domestici* o immigrati che votano per Kamala Harris, o tentativi di omicidio da parte del deep State o Stato profondo. Ma questa retorica cospiratoria ha contribuito al successo elettorale di Trump?
Un richiamo alle dinamiche cospiratorie può essere fatto a partire da prima del 2019, ma la conclamazione dobbiamo riscontrarla nei disordini del 6 gennaio 2021 avvenuti a Capitol Hill, che comunque non hanno scalfito minimamente il percorso politico ed elettorale del candidato repubblicano. Anzi si può anche ritenere che queste enfasi complottiste abbiano contribuito al suo successo elettorale, anche in modo fin troppo spettacolare. Per Trump l’impatto negativo delle falsità cospiratorie è stato quasi nullo. Comunque anche i democratici hanno ceduto alle teorie del complotto. infatti il loro operare, anche se marginalmente, è stato contaminato da queste situazioni avvolte nelle nebbie delle congetture, in particolare durante il primo attentato a Trump quando un proiettile ha scalfito l’orecchio del candidato presidente. Tuttavia questa cospirazione sentita dai democratici non ha assolutamente avuto la stessa viralità delle teorie avanzate dai trumpisti.
La complosfera americana e internazionale esulta solo all’idea di avere alla guida della Casa Bianca una figura che appare come una sorta di “padre obbligato” dei complotti internazionali. È su questa idea che l’universo delle complosfere potrà dare spettacolarità a tutte le manifestazioni di complotto globale sia americane che internazionali.
Non dobbiamo dimenticare una figura che ha avuto un grande peso per il successo del tycoon e che non esula, per la sua storia, a richiami cospiratori: Robert F. Kennedy Jr. Il Kennedy è a capo delle questioni sanitarie negli Stati Uniti..
Circa il patron di Tesla, la sua è una sorta di cospirazione antisistema, libertaria e antimediatica, sulla linea di quanto Trump manifesta. Con l’aggiunta che Musk è il padrone di uno dei principali social network del pianeta. Ha quindi una capacità assoluta di influenzare l’opinione pubblica americana e internazionale, e con l’attuale ruolo che ha assunto nella vittoria di Donald, vedrà sciogliersi tutti i vincoli che gravavano su di lui sotto l’amministrazione Biden.
Ultima riflessione su cosa può portare alla futura presidenza il movimento QAnon, esploso particolarmente dal primo mandato di Trump. Certamente QAnon trae vita dopo l’inizio della prima presidenza del tycoon, diffusosi poi su buona parte del Pianeta. Quest’organizzazione a breve riapparirà magari sotto altra forma, probabilmente ancora più pericoloso, avendo Donald una struttura politica e di potere decisamente forte rispetto al 2016, è verosimile che una sorta di movimento QAnon 2.0 emerga e venga esaltato da questo nuovo mandato.
Oggi i movimenti complosfera, strutturati sulla rete con una quantità sterminata di siti e blog che hanno l’unico scopo di interpretare la Storia e l’attualità in termini di cospirazione, godono di un mercato globale dove la “macchinazione” e la disinformazione sono le colonne portanti del sistema. Sicuramente a breve termine un impatto sull’Unione europea dello tsunami complottista si verificherà, ma l’adattamento è una delle caratteristiche umane più spiccate, e questo si riscontrerà anche nel caso della complosfera esportata dagli Stati Uniti e abbondantemente nutrita dal gruppo creato da Donald Trump.
* ricordo che anche qui in Italia giravano video di immigrati che strozzavano i colombi per mangiarli o che facevano un BBQ del gatto…soprattutto da mesi prima delle politiche 2018
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Cominciamo col “chiudere” i nostri profili facebook. Io l’ho fatto nel 2018.
Così gli “standard” della comunità se li mettono nel kulo…
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TOMMASO MERLO – La libertà di stampa tra Epstein, Gaza e Corona
Il sistema mediatico minimizza lo scandalo di pedofilia più impressionante della storia come ha fatto per mesi col genocidio a Gaza e anche la censura di Corona viene ignorata. Già, oggi a comandare davvero sono quelli che non possono essere criticati. I potenti che decidono le linee editoriali e quelle rosse da non superare e silenziano ogni notizia o voce fuori dal coro che non gli conviene. Più che comprensibile, per i potenti non c’è nulla di più pericoloso che la verità quando è scomoda e quindi nulla di più fastidioso dei veri giornalisti che non hanno nulla a che fare con l’ordine di mussoliana memoria. Oggi come oggi ci sono più giornalisti a spasso che nelle redazioni. Cittadini che condividono fatti ed opinioni in maniera totalmente libera, non impiegati della comunicazione per conto di qualche testata bacata. O il giornalismo è totalmente libero oppure è un’altra cosa, è propaganda al servizio di chi lo finanzia. Lo si capisce bene nei momenti di crisi oppure quando emerge qualche scandalo fastidioso per i padroni. È in quei momenti che si tolgono la maschera ed iniziano a contenere i danni, censurare e spargere fake news accusando gli altri di farlo. Nel secolo scorso erano i regimi totalitari a fare propaganda per imporre le loro ideologie e assicurarsi che le masse abboccassero e abbassassero la testa. Oggi siamo alla privatizzazione anche della propaganda con lobby che comprano o controllano i media e non certo per amore dell’informazione o della verità, ma esattamente il contrario. Perché è nel loro interesse controllare la narrazione e quindi l’opinione pubblica. Non giornalismo, ma manipolazione della realtà per difendere interessi e fazioni. Ormai i veri giornalisti sono rarissimi anche perché se fatto per davvero, è un mestiere pericoloso. Non si contano i giornalisti uccisi da qualche regime o da qualche mafioso o da qualche ideologia come a Gaza dove quelli locali sono stati sterminati in massa e quelli internazionali tenuti fuori mentre da noi finiscono con scorte e bombe sotto casa. Il tutto mentre il purgatorio dei ghettizzati colpevoli di essere troppo liberi dilaga a dismisura e i soliti parrucconi e tromboni resistono fino ad un passo dalla fossa. Del resto si sa, i sistemi premiano chi si omologa e combattono chi li sfida. E così molti presunti giornalisti delle retrovie si piegano anche perché sotto ricatto. Vorrebbero cioè fare i veri giornalisti ma hanno figli da mantenere e un mutuo da pagare. Il vero problema non sono loro ma un sistema in cui comandano i soldi e quindi le lobby che si comprano tutto e quindi anche il giornalismo. Per profitto, per contare politicamente e per manipolare la realtà alla bisogna. Oggi la stampa non è verità al servizio del popolo, ma propaganda al servizio dei potenti. Un bel problema perché noi conosciamo la realtà attraverso gli occhi degli altri. E soprattutto di quelli dei giornalisti che avrebbero dovuto sbarcare sull’isola degli orrori di Epstein ed entrare a Gaza come a Cologno Monzese o Viale Mazzini e ovunque vi siano notizie utili alla collettività per comprendere come funziona il mondo in cui viviamo e quindi migliorarlo. Ed invece eccoci qui, sommersi da un conformismo ed un piattume da far mancare il respiro, tra spot pubblicitari interrotti da insulse cagnare televisive e quotidiani che non legge più nemmeno chi li scrive talmente sono privi di ogni credibilità e senso. Testate mantenute coi soldi pubblici per accontentare interessi privati e sparuti tifosi superstiti. Ed hanno ancora ragione loro. E piuttosto di cambiare e tornare a fare vero giornalismo e darsi una regolata, si attaccano disperatati alla mammella pubblica e danno la colpa ai cittadini che scappano in rete in cerca di brandelli di genuinità e libertà. Ma anche lì sta arrivando la piovra lobbistica e ormai se ficchi il naso dove non devi e non usi toni appropriati per l’alta società, ti cancellano i post e ti chiudono gli account. Si illudono anche lì di poter fermare il vento con le mani. Ma perso uno spazio di libertà, i cittadini ne trovano un altro. Perché la storia va avanti e non ha la retro. Perché la verità è più potente di qualunque menzogna e trova sempre il modo per riemergere. Perché una vera libertà di stampa e di espressione sono diritti non in vendita, sono pilatri della nostra democrazia che dobbiamo riconquistare. Oggi a comandare sono quelli che non possono essere criticati, domani devono tornare a comandare i cittadini.
Tommaso Merlo
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20 anni di Berlusconismo non si cancellano facilmente anzi si ereditano…. olgiettine,bunga,bunga,trenini amorosi :tutti uniti nella compagnia del” bel vivere”.
E la morale? Sotto i piedi..schiacciano tutto come una “schiacciasassi” perchè loro hanno il “potere”!
Questa è la democrazia moderna priva di ideali morali e sociali..la nuova società che in nome di una qualsiasi religione tradita domina il pianeta.
Questi i grandi progressi .
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