
(ilfattoquotidiano.it) – “Come è umano lei”. Le cronache giornalistiche di Sergio Mattarella sul quel tram chiamato Olimpiadi non sfigurano affatto al cospetto del ragionier Ugo Fantozzi. Perché il tram – “il vecchio tram” – è esso stesso il simbolo, come Mattarella dell’Italia e del lavoro, senza grilli per la testa, ma geniale come Enzo Jannacci e grande come Beppe Viola. “Quel geniale tram che mette tutti vicini, occhi negli occhi, sullo stesso piano, andata e ritorno: il tram “senza business class” scrive La Stampa piegando alla narrazione il campione – orgoglio&normalità – Valentino Rossi, tranviere per un giorno alla guida del convoglio “scelto” dal Capo dello Stato. Ma il meglio è Mattarella, “un presidente umano al tempo della disumanizzazione totale”, “un uomo che prende il tram, come tutti prendono il tram”, “il presidente spettinato quando tutti gli italiani erano spettinati – ricordate il siparietto al Quirinale sul ciuffetto fuori posto durante il Covid? – ma anche il presidente “dottore” al Niguarda per i ragazzi della tragedia di Crans Montana. Insomma: “Il corpo del presidente sempre, come argine allo sprofondo”. Applausi, anzi boati – “Sergio, Sergio!” – l’Italia chiamò.
Articolo non firmato che lascia interdetti . Non è né carne né pesce . Non si capisce dove mira e che c..vuole dire .
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forse è il “tram dei desideri”….. irrealizzati…chiedere allo scrittore.
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Non lo trovi un filo ironico?
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Caro Marco
sono rimasta esterefatta dal tuo editoriale di oggi in cui parli del tram arancione di Mattarella. Ma possibile che non ci fosse nulla di più importante di cui parlare? Mentre sta esplodendo la scoperta di una setta satanica che stuprava, torturava e forse uccideva bambine, un caso clamoroso in cui sono implicati i capi di poteri mondiali, i servizi segreti israeliani e il padrone degli Stati uniti e si sono “suicidate” già 20 persone, tu parli del tram arancione di Mattarella? Ti associ al silenzio complice del Governo e dei media???
Io sono sbalordita
viviana vivarelli
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Mattarella come Ajeje Brazorf ? Ce l’aveva il biglietto ?
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GIULIO CAVALLI
Hanno paura di una parola. Non di un gesto, non di una protesta, non di un disordine. Di una parola detta su un palco. La vicenda Ghali racconta l’Italia meglio di qualunque dichiarazione ufficiale: la censura preventiva elevata a valore civile, il silenzio imposto presentato come buona educazione. Il ministro Abodi parla di “rispetto”. Dice che la cerimonia d’apertura dei Giochi è costruita in modo da “azzerare i rischi di libera interpretazione”. Azzerare. Come se la libertà fosse un errore di sistema. Come se l’etica coincidesse con l’assenza di parole scomode. L’arte ammessa solo se decorativa, la cultura valida solo se muta. Poi arriva il paternalismo esplicito. L’idea che Ghali debba ricevere “indicazioni”, “linee guida”, capire “cosa deve fare” in quel momento. È il potere che si concede il diritto di decidere il perimetro del pensiero altrui. Un artista trattato come un funzionario da addestrare. Un microfono visto come una minaccia. Intanto Gaza continua a esistere. Mentre qui si discute di galateo istituzionale, l’artiglieria israeliana colpisce l’est di Gaza City. Mentre qui si invoca il rispetto, ministri del governo Netanyahu parlano di regime militare sulla Striscia. Mentre qui si sorvegliano le parole, in Cisgiordania le case vengono demolite. I fatti non hanno bisogno di interpretazione. Il cortocircuito è totale. La parola “Gaza” fa più paura dei bombardamenti. Una frase detta da un cantante spaventa più delle macerie. Per questo bisogna neutralizzarla prima che accada. Per questo si costruisce il silenzio come valore morale. Ma il rispetto e l’etica obbligano a parlare. L’arte e il pensiero sono liberi. E Gaza non è un’opinione: è un genocidio che si vorrebbe consumare senza disturbo, lontano dai palchi, lontano dalle cerimonie, lontano dalle coscienze.
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ciancianella
Avete rotto il caxxo per mesi con la famiglia nel bosco e ora tacete sulle bambine rapite, stuprate, uccise e cannibalizzate da ricchi mostri bianchi sionisti in giacca e cravatta.
Andate a sputarvi allo specchio!
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LORENZO TOSA
È scandaloso il modo in cui ieri sera Telemeloni ha trattato Ghali, durante la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi. In tre minuti di performance, sulle parole di quel gioiellino di pace che è “Promemoria” di Gianni Rodari, Ghali non è MAI stato letteralmente nominato dai telecronisti di Rai1. Neanche un cenno. Un’informazione. Nulla. Di più. Non è mai stato neppure mostrato in primo piano, limitandosi a riprese da lontano della performance. L’unico tra tutti gli artisti a non essere stato neanche degnato dalla regia di un primo piano. Non sia mai che qualcuno a casa potesse scioccarsi nel vederlo lì. Quanta paura vi fa quest’uomo? Ma vi rendete conto a che punto del regime siamo arrivati? A quale grado senza ritorno di censura. Quello in cui si cancellano i personaggi scomodi, peraltro dopo averli ipocritamente chiamati pure. Una sorta di punizione per aver osato criticare il sistema. Non solo non gli hanno permesso di esprimersi su Gaza, figuriamoci. Non solo lo hanno censurato preventivamente. Non solo gli hanno impedito di cantare in arabo. Qui siamo all’oscuramento, all’obliterazione totale di un artista sgradito. Hanno cancellato Ghali. Come se non esistesse né si fosse mai esibito. Se questo è Servizio pubblico.
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L’ITALIA INCOMPIUTA – Viviana Vivarelli
Giubileo 2025 (Roma)
Il piano prevedeva oltre 600 interventi (tra PNRR, Piano Giubileo e Programma Caput Mundi).
Opere incompiute: Circa il 60-65% degli interventi totali non è stato ultimato entro l’apertura della Porta Santa.
Dettaglio: * Delle 175 opere considerate “essenziali”, solo il 25% circa è stato completato in tempo.
Molti cantieri strategici (come il parcheggio di Lungotevere Castello e il Porto di Fiumicino) sono stati ufficialmente posticipati al tardo 2026.
Il programma “Caput Mundi” (restauri culturali) ha registrato un completamento di circa il 25%.
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Olimpiadi Invernali 2026 (Milano-Cortina)
I Giochi sono iniziati il 6 febbraio 2026 con una situazione critica sul fronte infrastrutturale.
Opere incompiute: Circa il 59% degli interventi totali.
Su 98 interventi pubblici previsti, solo 40 sono stati completati (40,8%) entro l’inizio dei Giochi.
Il 49% delle opere pubbliche verrà terminato solo a Giochi conclusi, con alcuni cantieri stradali e ferroviari attivi fino al 2033.
Le infrastrutture sportive (piste e palazzetti) sono operative, sebbene alcune (come la Santa Giulia Arena) abbiano presentato finiture parziali e aree esterne ancora di cantiere al momento dell’inaugurazione.
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Quando finì la seconda guerra mondiale furono commissionatedagli alleati varie opere come i cimiteri di guerra.
A Bologna abbiamo l’War Cemetery, per i soldati britannici. E accanto il Cimitero militare polacco. A Firenze il Florence American Cemetery and Memorial (conosciuto anche come cimitero americano dei Falciani, vede sepolti 4.392 soldati delle forze armate degli Stati Uniti morti in Italia.
Si seguorno le leggi statunitensi che impegnavano a finire l’opera in tempi e modi esatti con multe pesantissime per i trasgressori, che prevedevano anche l’espulsione dall’albo degli architetti o direttori dell’opera.
Sarebbe bastato che una legge così semplice fosse stata adottata anche dalle leggi italiane per evitare gli scempi delle opere a metà o malfatte a cui assistiamo ora.
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