
(Giancarlo Selmi) – Come possa convivere la sbandierata esigenza di sicurezza con il provvedimento, uscito dal cilindro di Nordio, che obbliga ad avvertire l’indagato del suo arresto, una settimana prima dello stesso, dando all’indagato accesso preventivo ad atti ed elenchi di testimonianze, non è dato sapere. Come possa convivere con la sicurezza l’esclusione dall’azione penale obbligatoria di molti reati, perseguibili solo dopo querela o denuncia è un altro mistero. I numeri, infatti, sono impietosi: a una crescita dei reati tipici della microcriminalità (furti, scippi, furti in casa, reati sessuali ecc ), corrisponde un crollo degli arresti.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Mai come adesso, proprio nel periodo in cui ha governato Meloni, l’Italia è stato un paese così insicuro. I numeri parlano chiaro. La tutela dei colletti bianchi è il vero motivo di una schizofrenia giudiziaria senza precedenti. Da una parte si introducono nuovi reati, peraltro già sanzionati dalle precedenti normative, dall’altra se ne depenalizzano altri. Un giustizialismo feroce (a parole) contro alcuni, contrastato da un eccesso di garantismo sui reati dei colletti bianchi. Assistiamo ormai giornalmente a processi mediatici garantisti o giustizialisti, in base alla provenienza di razza, di religione, o politica della persona.
Processi mediatici attivati da esponenti, compresi ministri e PDC, della maggioranza di destra e del governo. Giudizi preventivi di colpevolezza o innocenza, nel primo caso addirittura con la indicazione del supposto reato commesso e pressioni ai magistrati, sono diventati cosa normale e ripetuta. E, quando il risultato non è quello da loro auspicato, si attacca volgarmente e violentemente il magistrato decisore. Pressioni che sono un’anticipazione di quello che vorrebbero con la modifica costituzionale e che diventeranno norma se passerà il sì al referendum.
Vogliono semplicemente cambiare la Costituzione per poter controllare ciò che oggi non controllano. Modificare ciò che scrissero i Padri Costituenti per potere poi, con la promulgazione di leggi ordinarie a corredo, controllare la magistratura. Personaggi come La Russa, Montaruli, Santanchè, Nordio, Bignami e Del Mastro vogliono cancellare ciò che scrissero Calamandrei, Terracini, Luigi Einaudi, Costantino Mortati, Emilio Lussu. A vedere gli sponsor del sì troviamo pregiudicati, indagati e, nel migliore dei casi, prescritti. Un nome a caso? Formigoni. Non basta questo per mettere la ics sul NO?