(Stefano Rossi) – Ascoltando Corrado Formigli, che intervistava l’ex Capo della polizia Franco Gabrielli, leggendo Andrea Scanzi, che difende la giornalista de il ManifestoRita Rapisardi (che avrebbe specificato che il poliziotto non è stato colpito con un martello ma con un martelletto), vorrei precisare una questione che riguarda l’ordine pubblico e il diritto di manifestare.

Dunque, secondo Formigli, è vero che alcuni manifestanti hanno aggredito brutalmente un poliziotto, ma è altrettanto vero che, molti poliziotti, hanno manganellato a sangue molte persone che non costituivano un problema per la sicurezza e l’ordine pubblico.

Andrea Scanzi, difende (giustamente) la Rapisardi da attacchi dei soliti leoni da tastiera, perché avrebbe preso le difese più dei manifestanti che dei poliziotti (sto semplificando ma di questo si tratta).

Ma tutti e tre sbagliano mettono sullo stesso piano le forze dell’ordine, che devono garantire un regolare svolgimento delle manifestazioni, e i manifestanti, non quelli pacifici, ma quelli con intenti criminosi che si infiltrano con tattiche ben consolidate.

Questo è un errore madornale!

Da decenni, molte manifestazioni pacifiche sono degenerate per colpa di una piccola parte di soggetti, anche provenienti dall’estero, che si infiltrano al solo scopo di provocare incidenti, devastazioni, scontri con le polizie. Non hanno alcun interesse o legame con gli organizzatori o con il motivo della manifestazione.

Gli agenti dei Reparti mobili, i carabinieri, i finanzieri comandati per “mantenere la piazza” rappresentano lo Stato, sono lì per garantire la sicurezza e quando degenera la situazione, hanno una sola possibilità: caricare e sgomberare quanto possibile le pubbliche vie.

Il dott. Franco Gabrielli ha spiegato molto bene come si gestisce l’ordine pubblico dal punto di vista del Viminale, della dirigenza, di chi dà ordini e deve predisporre i servizi per la manifestazione che si svolgerà.

Nella rappresentazione di Piazzapulita, però, manca un pezzo: quella di chi, poi, quel servizio lo deve svolgere non organizzare. C’è differenza tra quello che dispone  il questore e quello che devono eseguire gli agenti con casco, scudo e manganello.

Pochi sanno che ci sono problemi anche di coordinamento tra polizia e carabinieri. Questi ultimi non vogliono essere comandati da un civile, quindi, l’ordine che impartisce il vicario, o un funzionario a tutti i reparti di una zona, dovranno poi essere ripetuti da un ufficiale dei carabinieri per i suoi uomini. Tutto questo, magari, mentre incalzano lanci di pietre, razzi, bombe carta, bastoni e scontri fisici.

Spesso, la visiera del caso, per il caldo, la tensione, il sudore, si appanna e non consente una buona vista. Chi deve eseguire gli ordini, mentre si scatena la guerriglia deve pensare a portare la pelle a casa e non può solo ricordare l’ordine di servizio impartito dalla questura. Una volta ordinata la carica, quel tipo di servizio, è di bassa manovalanza, con tutto il rispetto per chi si deve esercitare nelle palestre, nelle caserme, per conto proprio. La carica non è un’attività investigativa, non ci sono scrivanie, non ci sono penne e calamai; ci sono gli scudi, il manganello, un casco protettivo, e ogni tanto senti il sangue che da qualche parte scorre. E le pietre arrivano pure alle ossa delle gambe.

Questi particolari mancano sempre quando si parla di ordine pubblico.

Non basta dire che è mancata la mediazione da parte di un governo che non capisce nulla di ordine pubblico e sicurezza. Il dott. Gabrielli ha fatto capire che è stato un errore da incompetenti; di più non poteva.

Ma bisogna spiegare che lo sgombro delle vie la fanno i sottufficiali non i dirigenti.

Ed è tutta un’altra musica.

Ma rimane un fatto incontrovertibile: c’è un abisso tra chi ha una divisa ed è costretto a lavorare in condizioni estreme per lo Stato, per tutti noi e chi, invece, si infiltra con mazze, armi, sassi, fionde con l’intento di degenerare una pacifica manifestazione.

In questi casi, è storia comune, normale, sempre accaduta in tutti gli Stati, che durante la carica le manganellate possono arrivare anche a chi non c’entra nulla con le violenze in atto.

Sarà difficile farlo capire, ma i Reparti mobili, spesso, fanno fatica a distinguere chi è facinoroso e chi sta lì pacificamente.

Ma sarebbe utile chiarire che una cosa è il servizio pubblico per mantenere l’ordine, una cosa sono gli atti criminali durante una manifestazione.

La Rapisardi dice che caricavano su pochi manifestanti. E meno male!

Hanno devastato un quartiere, bruciato distrutto auto private.

Ma chi sta dalla parte della ragione e chi dal torto?

Ancora devo vedere un servizio giornalistico in favore dei proprietari delle auto e negozi distrutti da queste devastazioni.

Non c’è niente da fare.

Chi sta a sinistra tende sempre a stare dalla parte del ladro che viola la proprietà privata che dal proprietario che si difende.

Nelle manifestazioni, vedo che preferiscono spaccare il capello in otto parti e stare, comunque, più dalla parte dei  manifestanti che dalla parte di chi rappresenta lo Stato e non ha alcuna intenzione di provocare incidenti.