
(Giancarlo Selmi) – Pochi, a quanto pare, hanno dato importanza e hanno riflettuto sulle parole del regista Gabriele Muccino: “Meloni ha il vantaggio di poter parlare solo alla persone che la votano”. Io, contrariamente agli altri, ho dato a quelle parole un’importanza rivelatrice. Perché è esattamente così. Perché il nuovo paradigma degli equilibri politici italiani e, quindi, elettorali, vede un elettorato italiano caratterizzato da uno zoccolo duro, anzi marmoreo, di elettori di destra destra, che sono divenuti ancora più di destra negli ultimi tre anni e che garantiscono il loro voto a prescindere.
Il numero degli elettori di destra è sempre lo stesso. Le variazioni avanti e indietro dello zero virgola nei sondaggi di Mentana, a opinione del sottoscritto i meno credibili, non spostano la sostanza delle cose. Gli elettori di destra sono solidamente ancorati ai loro partiti e quando smettono di votare uno, votano un altro della stessa area politica. E non si astengono, sono elettori militanti. Il loro voto non si basa sui risultati del governo, sul mantenimento delle promesse o altri aspetti pragmatici, è un voto esclusivamente ideologico e tifoso. Questo è lo stato dell’arte e di questo occorre tenere conto.
Il voto del centrosinistra è molto più frammentato e gli elettori sono molto più esigenti. Un solo dettaglio, anche insignificante, può portare all’astensione. Mentre l’elettore medio di destra, a prescindere dalla bassa media di scolarizzazione e di cultura che lo caratterizza, è di bocca buona, quello di sinistra pretende altre cose. Nel mondo dell’astensione è ampiamente preponderante la presenza di potenziali elettori di sinistra. A queste persone occorre parlare. E non con le parole o le politiche del moderatismo di centro, come dicono i similgiornalisti di sistema. Perché quelle parole e quelle politiche hanno causato un aumento dell’astensione e hanno consegnato il Paese alla destra.
Non sono stati né saranno i moderati a decidere le sorti delle elezioni, ma il numero di quelli che non andranno a votare. La pseudo sinistra dei Fassino e delle Picierno, condannerà la sinistra a perdere se non ci saranno le giuste contromisure. Spiegare alle persone che la Meloni ha aumentato le accise ha un effetto che non modifica nulla, perché continueranno a votarla ugualmente. Occorre spiegare che l’unica maniera possibile per riportare in Italia la persona al centro delle politiche future, sarà ritornare al voto e votare contro la Meloni. Che la partita non si giocherà fra Meloni e il futuro avversario politico.
Ma fra i mondi che quei Leaders rappresentano. Il mondo dell’accumulazione dei capitali e del capitale stesso, in qualunque forma rappresentato, contro il mondo della giustizia sociale, della redistribuzione della ricchezza, della giustizia giusta e uguale per tutti, del welfare, dell’attenzione a tutte le imprese, non solo i grandi gruppi, del bene comune, del miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Ma attenzione, a prescindere da quali saranno le alleanze, le suddette cose non potranno essere spiegate con le parole di Renzi o di Gentiloni, perché neoliberisti e privi di credibilità.
Ma con quelle di Giuseppe Conte, il cui secondo governo è stato l’unico, nella storia d’Italia, ad aver tentato e in molti casi attuato, la redistribuzione della ricchezza. Tutti coloro che si dichiarano contrari a questa destra, ma continuano ad attaccare Conte, in realtà appartengono a quel mondo che rappresenta la Meloni. Sono le stesse persone che hanno contribuito alla defenestrazione di Conte e lo hanno fatto perché quel mondo continuasse a governare. E che in continuità con Renzi e Gentiloni, con Draghi e Meloni, nelle scelte di politica economica tutti praticamente uguali, sta governando.
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chi ha consegnato il paese alla destra, è stato il PD di Letta.
Prima schifando il M5S, sperando che morisse, poi cercando alleati improbabili (Calenda poi scappato con Renzi) +Europa di Emma Bonino e Impegno Civico di Luigi Di Maio per poi affossarsi con una campagna elettorale da anni 80. Un disastro che ha portato al record di astensioni.
La destra ha avuto quasi sempre gli stessi elettori, travasandosi tra un partito e l’altro come vasi comunicanti. La destra non è maggioritaria, sono gli altri che o sono finte sinistre o sono spaccati o sono c0gli0ni
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