Vannacci sollecita emozioni ancestrali e il suo bacino elettorale è cruciale per vincere. Se la scissione dalla Lega è sicura, quella dalla maggioranza è tutt’altro che scontata

(Flavia Perina – lastampa.it) – Si fa presto a dire: generale fellone. Ma se il generale sventola le bandiere che sono anche tue, che piacciono anche ai tuoi – remigrazione, lotta all’Europa dei burocrati, morte al politicamente corretto – dov’è la fellonia, dove il tradimento, dove il voltafaccia? Roberto Vannacci, a guardar bene, si propone al pubblico della destra come un Badoglio al contrario: uno che straccia il presunto armistizio firmato dalla maggioranza con i “poteri forti” per governare e durare, proponendosi come alfiere della battaglia originaria del sovranismo contro gli immigrati, il woke, il buonismo, i falsi idoli dell’integrazione, la modernità, la tolleranza verso i diversi. Le possibili percentuali elettorali di Futuro Nazionale sono in fondo una questione relativa, che il centrodestra può rimandare a quando avrà un quadro esatto della legge elettorale. Più pressante è il problema di tenere testa nel quotidiano a un controcanto che sollecita emozioni ancestrali dell’elettorato, e oltretutto si avvale del fascino che le divise – e specialmente le divise da parà – hanno sempre avuto a destra.
Si fa presto a dire: ha disertato. Ma se il disertore si piazza in prima linea, sul bordo della trincea, e offre il petto alle accuse di razzismo, fascismo, maschilismo delle orride sinistre, la tesi della defezione sleale crolla. E tutto fa pensare che Roberto Vannacci abbia intenzione di fare esattamente questo: diventare il primo bersaglio polemico dell’opposizione, sostituire Giorgia Meloni e Matteo Salvini in ogni discussione di giornata, in ogni scontro da talk show, in ogni meme satirico. Il suo terzo libro, annunciato a breve, avrà come soggetto la remigrazione, uscirà sull’onda di una legge di iniziativa popolare che è già arrivata a centomila firme, i suoi si leccano i baffi immaginando le mobilitazioni di Avs e Verdi sotto le sale dove sarà presentato, il rifiuto di qualcuno di ospitare le presentazioni, e tutto il cucuzzaro delle conseguenti zuffe. Ci censurano! Non si tollerano gli intolleranti, leggete Popper! Leggete la Costituzione, in Italia l’opinione è libera. Eccetera, eccetera, eccetera.
La prima uscita pubblica di Vannacci dopo la scissione ieri ha confermato il copione. «Sono gli altri che tradiscono, non io». Segue elenco: hanno tradito le promesse fatte agli elettori sull’abolizione della Fornero, sullo stop delle armi all’Ucraina, sulla famiglia. Con lui non sarebbe successo. Con lui «destra più forte». Altro che traditore, altro che Badoglio. Vannacci è il nostro De Gaulle, chiosa Emanuele Pozzolo, primo ad aderire a Futuro Nazionale, forse con qualche confusione perché lo status a cui Vannacci aspira somiglia più a quello del colonnello Mathieu immortalato in mimetica e Ray-ban da Gillo Pontecorvo nella battaglia di Algeri (pure lui guidava una Decima, guarda la coincidenza). E dunque il racconto è già fatto: l’uomo forte contro i proni, i rinunciatari, i rassegnati al quieto vivere della maggioranza, e magari la scissione di Futuro Nazionale alla fine risulterà un altro Papeete, il catastrofico atto di ubris di un politico ubriacato dal successo, ma vai a vedere.
Di sicuro Fratelli d’Italia e Forza Italia, nel dubbio, preferiscono lasciare solo Salvini nell’anatema contro il generale. Perché si fa presto a dire traditore, disertore, sleale, ma persino se il generale facesse flop all’uno o due per cento quel miserrimo risultato tornerebbe assai utile alla coalizione, forse indispensabile alla vittoria: se la scissione vannacciana dalla Lega è sicura, quella dal centrodestra è tutt’altro che scontata. Lui registra la continenza delle dichiarazioni di maggioranza e ricambia volentieri: «Un partito come quello che mi approccio a fondare è interlocutore naturale della destra». Vogliamo funzionare «da sveglia, da adunata del mattino». Ne vedremo delle belle.
“..uno che straccia il presunto armistizio firmato dalla maggioranza con i “poteri forti” per governare e durare..”
Con quale naturalezza si fa una ammissione simile ..
Chiaramente non si può parlare di un qualcosa di peggio della eversione, perché i cosiddetti “poteri forti” sono entità ampiamente accettate e riconosciute. Spesso abbiamo addirittura firmato per accoglierli e farci accogliere.
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quando non hanno un kazzo da dire tirano fuori dei nomi evocativi:
tipo Churchill (che malgrado un immenso impero mondiale senza gli IUESEI avrebbe perso),
piano Marshall (un generale ricattatore),
De Gaulle (il più grande falsario della storia recente).
mentre loro sono dei mediocri ciarlatani
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la PIerina ha un orgasmo ogni volta che nomina Roberto Vannacc!
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