(di MICHELE SERRA – repubblica.it) – Vannacci può essere il Charles de Gaulle italiano”, dice il deputato Pozzolo — tra i possibili parlamentari di Futuro Nazionale — arricchendo il “caso Vannacci” di ulteriori dettagli grotteschi. L’ennesimo capo dell’ennesimo partitello fascista può essere il nuovo De Gaulle quanto io posso essere la nuova Callas, ma come spiegarlo a Pozzolo, fin qui noto per una sparatoria di Capodanno e non per i suoi studi storici sulla destra europea?

De Gaulle fu il capo della Resistenza francese. Uomo sicuramente di destra e sicuramente antifascista, termini per nulla in contrasto fino a che la nuova destra (quella in cui sono cresciuti i Pozzoli) li ha resi inconciliabili. “Di destra e antifascista” è diventato un ossimoro proprio grazie ai Vannacci, ai Pozzoli e purtroppo al partito di maggioranza relativa, che è certamente di destra e altrettanto certamente non antifascista.

Chissà se Pozzolo è a conoscenza del fatto che un leader (uno solo) della destra neofascista italiana, Gianfranco Fini, ebbe effettivamente l’intelligenza, e l’estro, e l’ostinazione, di dichiarare il fascismo “male supremo”, e di richiamarsi, appunto, alla destra gollista: europea e antifascista. Venne massacrato dai giornali di destra (non antifascisti, no di certo) nel nome di Berlusconi. Debolezze private costarono a Fini quella morte politica che debolezze private ben maggiori non costarono a Berlusconi, primo artefice della distruzione della destra liberale italiana e della sua triste conversione al populismo. A futura memoria: Fini espulse da Alleanza Nazionale il Pozzolo, definendolo “un violento estremista”. Perché Fini voleva essere gollista. Pozzolo e Vannacci sono fascisti. Se lo facciano bastare, e lascino in pace De Gaulle.