
(ANSA) – ROMA, 03 FEB – In Italia accanto al 10% delle famiglie che vive in povertà assoluta, secondo i dati Istat, emerge anche una vasta area di fragilità strutturale: quasi il 20% delle famiglie vive stabilmente attorno alla soglia di povertà, tra chi è “appena povero” (circa il 6%) e chi è “appena sopra” la soglia (8,2%).
Inoltre nel 2024 oltre il 10% degli occupati in Italia è a rischio di povertà, pari a circa 2,3-2,4 milioni di persone, un valore superiore alla media europea. Il lavoro non rappresenta più una garanzia di inclusione sociale, anche a causa del forte calo dei salari reali: -7,5% tra il 2021 e il 2025, il dato peggiore tra i principali Paesi Ocse. Allarmante anche la condizione delle famiglie con figli. Nel 2024 oltre 1,29 milioni di minori vivono in povertà assoluta, il livello più alto dal 2014. La nascita di un figlio continua a rappresentare in Italia un fattore di rischio di impoverimento molto più elevato rispetto alla media europea.
È la fotografia scattata e dal nuovo Rapporto “L’Italia delle povertà. Dinamiche sociali, risposte pubbliche e racconto dei media”, promosso dall’Alleanza contro la Povertà in Italia e realizzato da un gruppo di studiosi ed esperti di politiche sociali e da cui emerge che la povertà in Italia non è più un fenomeno marginale o emergenziale, ma una condizione strutturale, stratificata e sempre più normalizzata, che attraversa ampi segmenti della popolazione e si radica nella vita quotidiana.
Questo, secondo i promotori, è dovuto al fatto che le politiche di contrasto non stanno funzionando bene e anche l’informazione gioca (male) la sua parte. Il Rapporto sarà presentato giovedì 5 febbraio 2026, dalle 9.30 alle 13.00, a Roma al Chiostro San Salvatore in Lauro. “Siamo molto contenti e orgogliosi del lavoro fatto che si inserisce nell’ambito dell’impegno di Alleanza contro la povertà nella raccolta, nell’analisi dei dati e nell’approfondimento dei comportamenti socioculturali che si manifestano nel nostro Paese, – afferma il portavoce nazionale Antonio Russo –
Questa pubblicazione ci restituisce la fotografia di un’Italia in cui le povertà crescono e chiamano con urgenza una serie di soggetti a precise responsabilità. Questa è la ragione per la quale periodicamente intendiamo produrre e offrire ai decisori politici, agli operatori pubblici e ai soggetti sociali, studi e proposte che promuovano un serio programma di contrasto e di lotta alla povertà”.
“Credo che Meloni lo sappia bene: sa che spesso chi è in difficoltà finisce per votare proprio per chi ne peggiora la condizione. È consapevole che più aumenta la povertà, più cresce il consenso alle sue politiche; chi lotta ogni sacrosanto giorno per la sopravvivenza non ha il tempo di approfondire, diventando preda di slogan urlati e quasi sempre falsi.
Lo stesso schema vale per l’immigrazione: più gli arrivi vengono percepiti come fuori controllo, più sale il consenso di chi alimenta la paura collettiva proponendo soluzioni palesemente irrealizzabili — come il celebre ‘blocco navale’, un miraggio propagandistico tecnicamente e giuridicamente impossibile da attuare.”
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mettici pure che gran parte della gente si beve di tutto ed ha un livello cognitivo pari ad un criceto e la frittata è fatta
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