Dopo l’appello a collaborare di Meloni alle opposizioni, Piantedosi impugna (metaforicamente) il manganello per randellarle

(di Antonio Pitoni – lanotiziagiornale.it) – Per un governo che aveva fatto della sicurezza uno dei pilastri del suo programma elettorale, ritrovarsi a tre anni e mezzo dal suo insediamento ad affrontare il tema ancora con la logica e gli strumenti (il decreto legge) dell’emergenza, equivale ad ammettere il proprio fallimento.
Ma se a Meloni va riconosciuta una dote è quella di riuscire sempre a spostare i riflettori lontano dai propri disastri. Gli scontri di Torino, questione di ordine pubblico sotto la diretta responsabilità del ministero dell’Interno e quindi dell’esecutivo, sono diventati l’alibi perfetto non solo per giustificare la nuova stretta in arrivo contro il dissenso ma anche per equiparare – facendo di tutta l’erba un fascio tra qualche decina di estremisti violenti e le migliaia di persone che hanno manifestato pacificamente – i partecipanti al corteo di sabato scorso ai sostenitori del No al referendum sulla riforma Nordio che demolisce il Consiglio superiore della magistratura.
L’ultimo colpo di teatro dell’esecutivo, però, è andato in scena ieri a Montecitorio, durante l’intervento del ministro Piantedosi. Dopo l’appello a collaborare lanciato nei giorni scorsi dalla premier alle opposizioni, proprio sul tema della sicurezza, il titolare del Viminale ha impugnato – metaforicamente, s’intende – il manganello per randellare le opposizioni. “I disordini di sabato confermano il vero volto degli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente, talvolta anche grazie a coperture politiche ben identificabili – ha detto il ministro in Aula -. Credo che chi sfila a fianco di questi delinquenti finisce per offrire loro una prospettiva di impunità”.
Un’accusa, neanche troppo velata, di connivenza tra i violenti e una certa sinistra. È qui che le opposizioni, dopo aver cincischiato sul da farsi, hanno realizzato che l’appello di Meloni era solo l’ennesimo bluff. Anche se, dopo tre anni e mezzo di governo, dovrebbero ormai aver imparato la lezione a memoria. Ma è proprio su questo condizionale, evidentemente, che anche stavolta il governo confidava per lucrare politicamente, scaricando la responsabilità degli scontri di Torino sul centrosinistra, persino dalle proprie mancanze.
Giustizia on demand
(Di Marco Travaglio) – Più il governo prova a convincerci di non voler ridurre, ma aumentare l’indipendenza dei magistrati, più dimostra di volerli ai suoi ordini. La Meloni, volata a Torino al capezzale del poliziotto picchiato in piazza appena in tempo prima che fosse dimesso dall’ospedale, ha spiegato alla Procura che il reato è “tentato omicidio”. Possibile, ma può pure essere “lesioni personali a pubblico ufficiale”: il pm e il gip che hanno arrestato un presunto aggressore hanno optato per il secondo. E solo provvisoriamente, perché poi dovranno pronunciarsi, sulla misura cautelare, il Riesame e la Cassazione e, sul merito, il gup e i giudici di primo, secondo e terzo grado: premier e governo non sono (ancora) previsti. E meno male, perché a quasi un mese dall’assassinio a sangue freddo di Renée Good da parte dell’Ice, le squadracce dell’amico Trump, né la Meloni né i ministri hanno detto una chiara parola di condanna su quella barbarie e su quella gemella costata la vita ad Alex Pretti. Quindi non sono le persone più qualificate per discettare di omicidi e violenze. Tant’è che stanno architettando un altro pastrocchio per trasformare le nostre forze dell’ordine in qualcosa di simile all’Ice, con scudi penali quando sparano e fermi preventivi di gente caso. Cioè per far decidere al governo ciò che in ogni Stato di diritto decidono i giudici.
E non vale solo per i poliziotti: quando Chico Forti, pregiudicato negli Usa per omicidio volontario premeditato, fu estradato per scontare il resto della pena in Italia, la Meloni lo mandò a prendere col volo di Stato e lo accolse a Ciampino con tutti gli onori, manco fosse Cristoforo Colombo. Forse pensava che le toghe rosse americane, per quanto separate dai prosecutor, avessero condannato un innocente, o l’aveva saputo dalle Iene. Più di recente ha detto che, con le carriere separate, “non avremmo avuto la vergogna di Garlasco”: nessuno ha capito se parlasse della condanna di Stasi in appello e in Cassazione o dell’immonda gazzarra politico-mediatica scatenata da tanti suoi amici sulla nuova indagine piena di nulla contro Sempio; ma soprattutto come faccia lei a sapere chi ha ucciso Chiara Poggi. Invece Nordio, presunto ministro della Giustizia, ha spiegato che su quel delitto “bisognerebbe avere il coraggio di arrendersi” perché “è difficilissimo dopo 10, 20, 30 anni ricostruire la verità giudiziaria: lasciamola agli storici”, evidentemente ignaro del fatto che gli storici non si occupano di cronaca nera e, soprattutto, che l’omicidio non si prescrive mai, dunque è la legge a vietare ai magistrati di “arrendersi”. Noi comunque siamo grati a Meloni e Nordio: più parlano e più anche chi odia la magistratura preferisce che le indagini continui a farle lei, vista l’alternativa.
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Stasi assolto in primo grado, assolto in appello.Senteza di assoluzione annullata dalla cassazione, condannato nell’ appello bis e dalla Cassazione definitivamente.
Non mi pare colpevole oltre ogni ragionevole dubbio e non sarei così sicuro che la nuova inchiesta non portasse a niente.
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Tuttavia le nuove prove portate dalla difesa di Stasi aprono la strada ad una revisione che è uno strumento con cui l’ordinamento può correggere eventuali errori giudiziari.
Ciò, per restare in tema, evince la ricerca della verità processuale da parte della magistratura mentre, allo stesso tempo, evince la superficialità del giudizio della politica.
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Grazie alla Redazione di Infosannio…..!!!!
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La fortuna di Nordio è stata che Santi Licheri è morto da un pezzo, altrimenti se lo scordava di fare il ministro della giustizia. Vedo tanta gente nervosetta in giro a edicole e reti TV unificate, pronta a dare la colpa di tutto alle carriere non separate dei magistrati. C’è gente ormai che confonde una escoriazione di un poliziotto aggredito da un gruppo di delinquenti (da sbattere velocemente in galera) per una tentata strage e secondo qualcuno, pare pure che la pizza all’ananas l’abbia inventata una toga rossa. Non so voi, ma io sento sempre più forte fischiare il meteorite sottoforma di urna. Preparo i pop corn per il 24 marzo, ci sarà da ridere.
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Mah… con l’imbecillità dilagante, sarò pessimista, ma ho idea che il rischio che ci sarà poco da ridere, non è così basso. Ma spero francamente di sbagliare.
Il tifo pro poliziotto, piuttosto che pro manifestante, assomiglia molto a tante altre questioni in ballo: Israele-Gaza, Ucraina-Russia, Salvini- Vannacci, Ponte o non Ponte….come dice la Zia Genoveffa della Gialappas, potrei andare avanti per ore…, il problema è che non sono partite di calcio, nè tantomeno barzellette. Spesso ci si affretta a schierarsi da una parte piuttosto che da un’altra, senza voler approfondire, per cercare di comprendere i problemi e nel frattempo i casi e la confusione conseguente, aumentano.
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Referendum giustizia, i No recuperano sul Sì. Ora è testa a testa:
https://www.ilfoglio.it/politica/2026/02/04/news/referendum-giustizia-i-no-recuperano-sul-si-ora-e-testa-a-testa-8616198/
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Ripropongo 2 miei post postati sotto altro articolo:
Questo è l’articolo di Rita Rapisardi, pubblicato dal Manifesto:«Picchiati e scherniti».
Torino, i racconti di chi era in piazza
Torino, 31 gennaio, poliziotto manganella un ragazzo che tenta di scappare – foto Ansa
FUORI I VIOLENTI Fotografi manganellati e identificati, giovani raggiunti dagli agenti fino in ospedale. «Sembrava il G8 di Genova nel 2001»
Edizione 03/02/2026
Rita Rapisardi TORINO
Il volto insanguinato di Claudio Francavilla è diventato, suo malgrado, uno dei simboli della guerriglia durante la manifestazione in sostegno ad Askatasuna di sabato scorso. Francavilla ha raccontato a La Stampa di essere finito in mezzo a una carica pure essendo sceso in piazza pacificamente. Soccorso da due fotografi che chiedevano un’ambulanza alla forze dell’ordine, è rimasto sul ciglio della strada abbandonato per molto tempo.
SONO DECINE i manifestanti rimasti feriti sabato, diversi video si trovano sul web, uno di questi ritrae il fotografo Federico Guarino buttato a terra e manganellato da diversi agenti mentre, nonostante la maschera antigas, gridava «stampa!». «Ero lì a fare le foto, è partita una carica e l’ho fatta sfilare finendo dietro le forze dell’ordine, poi si sono girati e altri agenti sono arrivati dalla direzione opposta».Si accorge che hanno preso una persona. Erano andati tutti via mentre il fotografo continuava a scattare: «All’improvviso mi hanno buttato a terra e si sono accaniti. Urlavo, ma penso che con la maschera non si sentisse. Ho dato per scontato che con la macchina fotografica capissero, avevo anche fatto una foto con il flash poco prima». Guarino dice di essere stato trattato come un delinquente violento. Mentre lo portano via viene colpito con scappellotti sulla testa, manate sul volto e schernito, mentre ripete di essere un fotografo. «L’atteggiamento era provocatorio», racconta, fino a quando non hanno capito che effettivamente fosse lì solo per lavoro: perquisizione, foto identificative e controlli. È rimasto in mano alla polizia per un’ora. Il giorno dopo è andato in ospedale avendo ricevuto diversi colpi in testa: cinque giorni di prognosi, ghiaccio e antidolorifico a esigenza. «Zoppico e sono ammaccato ma sto bene, ho chiesto i nomi degli agenti, ma mi hanno detto che non ne danno».
IN PIAZZA È ARRIVATA una pioggia di lacrimogeni sparati spesso ad altezza uomo. Francesco Anselmi fotografo dell’agenzia Contrasto racconta: «Ho ricevuto un lacrimogeno dritto all’inguine, per fortuna ho solo un livido sulla gamba perché avevo tre strati che mi coprivano. Tutti lanci ad altezza uomo, una pratica sdoganata con i No Tav». Per questo ha deciso di rimanere dietro la linea delle cariche, spiega, nascondendosi dietro un’auto. Anche nelle vie limitrofe, dove le persone si raggruppavano per sfuggire ai fumi densi, schizzavano lacrimogeni. Uno, su largo Montebello, ha colpito un passeggino. Sempre sulla piazza all’improvviso sono arrivate due camionette a tutta velocità: «Una con un agente con il portellone aperto che brandiva un manganello – racconta un testimone -. Poi si è bloccata e tornata indietro, credevo sarebbero scesi in venti a massacrarci».
A FINE MANIFESTAZIONE molti lacrimogeni sono stati lanciati sui palazzi e sono finiti contro le finestre dei residenti e sui balconi. «La sensazione è che stessero cercando lo scontro, l’incidente. Ho assistito ad alcune manovre azzardate, non pareva che lo scopo delle forze di polizia fosse ridurre il danno», racconta un altro fotografo che vuole rimanere anonimo, che ha partecipato anche al G8 di Genova. «Ad esempio sono avanzati in una carica con la camionetta e sono venuti in contatto con una barricata con le fiamme, hanno abbandonato la camionetta lì che poi ha preso fuoco. Sicuramente una di quelle foto che poi resta».
IN MOLTI RIEVOCANO quella che è stata Genova 2001 per il movimento e per la gestione dell’ordine pubblico. In tanti video e testimonianze si vedono manifestanti colpiti mentre scappano via, alcuni inciampano, cadono a terra e vengono trascinati dalle forze di polizia. In sei sono finiti in questura fino alle due di notte, ne sono poi usciti con un’accusa di resistenza a pubblico ufficiale aggravata, raccontano di essere stati presi a caso tra la folla. Una turista francese con un braccio rotto è stata mandata via velocemente, forse così non sporgerà denuncia.
Un video in particolare, ripreso da un palazzo di corso Regina, dove c’è Askatasuna, vede protagonisti più di dieci agenti intorno a due persone disarmate che cercano una via di fuga dai lacrimogeni: vengono circondati e manganellati. In un altro filmato un manifestante scappa riceve diversi colpi alle spalle mentre è a terra.Una quarantina di persone sono ricorse alle cure mediche. Ma molti evitano i pronto soccorso per il rischio di essere denunciati. Arianna, studentessa di 19 anni, è finita in ospedale perché svenuta per i troppi lacrimogeni: «Una mia amica ha notato che non respiravo più, per fortuna c’erano le squadre mediche volontarie che mi hanno soccorsa, non riuscivo a muovere la gamba sinistra e la mano destra. Sono svenuta, poi ho avuto le convulsioni, hanno dovuto chiamare l’ambulanza». Al Giovanni Bosco, con la flebo al braccio, si ritrova due poliziotti in divisa che le chiedono i documenti. È lenta, i poliziotti le dicono di muoversi: foto ai documenti a lei e all’amico, minorenne, che viene cacciato fuori. Di fianco a lei un ragazzo insanguinato con la testa aperta: «Sono andati anche da lui per i documenti, nonostante le condizioni».Anche all’ospedale Gradenigo gli agenti sono entrati, questa volta in borghese: «I pazienti avevano fatto il triage e si trovavano in un’area sanitaria, non andrebbe fatto. I medici purtroppo non hanno detto nulla», racconta l’avvocato Gianluca Vitale. «Hanno preso il cellulare di un ferito su una barella e l’hanno messo in una busta intimandogli che non avrebbe potuto più usarlo. Ma non glielo hanno sequestrato». Poi hanno detto al personale medico: «Aspettate a dimetterlo che dobbiamo tornare. Una pratica largamente usata a Genova durante il G8», conclude Vitale.”
Mi pare che il clima fosse ben diverso da ciò che quei 23 secondi vogliono far passare…Perfetto modo per strumentalizzare, contro l’opposizione parlamentare e soprattutto in vista del referendum e del prossimo decreto insicurezza, una vicenda ben più complessa.Tutto ciò, grazie alla piena padronanza (in tutti i sensi) dei mezzi di comunicazione che mostrano, sottolineano e vittimizzano solo ciò che è funzionale ai loro interessi.
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«Ad esempio sono avanzati in una carica con la camionetta e sono venuti in contatto con una barricata con le fiamme, hanno abbandonato la camionetta lì che poi ha preso fuoco. Sicuramente una di quelle foto che poi resta».
E questo NON È cinema?
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Il referendum si avvicina l’ agitazione aumenta e forse questi sondaggi non sono poi tanto più rassicuranti e allora come disse il merlo al tordo lo sentirai er botto si nun sei sordo 🤔
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😆😂🤣😆😂🤣😆🤣😂
Ho riso troppo per il “detto”!
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Andrea Scanzi
L’iMPAVIDO VESPA E L’IMPALPABILE BONELLI
“Se voi, come mi pare di capire, non vi dissociate politicamente dalla loro partecipazione, siete di fatto conniventi. E siete di fatto, la prego di consentirmelo, anche oggettivamente responsabili in parte politicamente di quanto è successo”. (Bruno Vespa, ieri. Testuale. In Rai. Rivolgendosi a Bonelli)
Scopro adesso per caso (non ho la perversione di guardare le sue noiosissime e diversamente fortunate trasmissioni) che Bruno Vespa, ieri, ha avuto il coraggio di accusare uno dei tre partiti di opposizione (AVS) di essere “oggettivamente responsabili in parte” delle violenze di Torino.
Vespa ha detto questa oscenità nei servizio pubblico, dove da 50 anni fa quello che gli pare. Ha esalato questa accusa, che circola da due giorni e che ho sentito anch’io ieri personalmente (con toni molto più garbati) a Otto e mezzo da Severgnini, perché tre componenti – da me mai sentiti nominare – di AVS hanno partecipato alla manifestazione PACIFICA di sabato pomeriggio.
Ora: io, a quella manifestazione, non sarei mai andato. Non ho mai avuto il mito dei centri sociali (la retorica legata ad essi mi annoiava anche ai tempi dei 99 Posse), non mi convince PER NIENTE Askatasuna e tal Grimaldi (mai visto o sentito nominare fino a ieri) ha rilasciato delle dichiarazioni molto alla ca**o dopo i fatti di Torino. Io però non mi sognerei MAI di vietare a 50mila persone di manifestare pacificamente, come pure di incolpare loro e/o Fratoianni delle violenze di un gruppo di criminali infami (verosimilmente) infiltrati. Ma stiamo scherzando???
Tutto questo è surreale, vergognoso e fuori dal mondo. E può accadere solo in Italia, dove l’informazione sta messa come sta, l’ignoranza è a livelli da repubblica delle banane fradicie e l’opposizione è troppo spesso molle come i fichi (cit Alberto Fortis).
Non a caso Vespa ha pronunciato queste parole abiette rivolgendosi non a un pesce grosso ma a Bonelli. Uno che sarà anche una brava persona, per carità, ma può essere un leader politico quanto Drupi può essere il nuovo leader dei Metallica. Ma chi lo ha fatto leader uno così? Davvero pensano di riconquistare gli astenuti con uno come Bolelli? Ma siete tonti, masochisti o cosa?
BASTA con i Bonelli. BASTA con questa gente anche brava e onesta, non ne dubito, ma del tutto incapace di portare voti e consensi in un momento storico in cui servirebbe un’opposizione forte e coinvolgente. Vi volete svegliare o no?
Le Meloni, i Donzelli e I Vespa possono fare i bulli perché è facile mostrare i muscoli quando si parla coi Bonelli, ma non possono mai farlo con interlocutori anche solo minimamente pugnaci, preparati e scafati. Se sapete fare televisione, andateci. Se siete grintosi come una betulla morta, state a letto. Easy.
Bonelli può essere forse un gregario volitivo in un partito minore: lo faccia, se proprio ci tiene a stare in parlamento. Ma in questo delicato momento storico, PER FAVORE, faccia due passi indietro e lasci il posto a gente più efficace e più capace. Anche ieri, dopo un attacco così orrendo, ha reagito come un fagiolo zolfino lesso. Allucinante. Non se ne può più di questa opposizione troppo spesso così MOSCIA e IMBELLE.
Vespa, da sempre, fa il duro (?) coi deboli e il debolissimo coi forti (o con chi teme). Ieri ha nuovamente oltrepassato il limite della decenza. Ha indirettamente incolpato milioni di elettori, ha accusato un partito di essere connivente con dei criminali. E lo ha fatto sul servizio pubblico. Lo stesso film del g8 di Genova e di troppe altre narrazioni colpevolmente parziali, faziose e intollerabili. Una roba intollerabile.
Per quanto ancora intendete accettare tutto questo schifo?
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Inviterei l’egregio giornalista Andrea Scanzi dopo che vavrà abiurato la frase scolpita su pietra : i no vax li schiaccerei tutti come mosche a diventare lui un capo popolo se ne è in grado lo aspettiamo alla pugna
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Quella che fu una tragedia nazionale con un epilogo terribile nella seconda guerra mondiale,ora ripetendosi storicamente anche se con modalità diverse e,nonostante le negazioni,è diventata una farsa grottesca con recitazione pessima con guitti di terz’ordine. Ci mancava a riprova di ciò anche il restauratore che ,evidentemente innamorato , ha scempiato un’ immagine che doveva essere sacra con una volgare profanazione : neanche nei film di Risi o Comencini si sarebbe immaginato tanta stupidità .La giustizia poi …manco a parlarne .
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Il talento “chirurgico” di MT su questi temi è impareggiabile. La capacità di mettere in mutande la controparte non ha eguali nel giornalismo italiano.
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Vero.
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L’ottimo e chirurgico Travaglio, giusto un paio di editoriali fa, sottolineava-a mio avviso giustamente-come sia ridicolo nonchè inutile prendere le distanze da tutto/i e su tutto; specialmente per fatti avvenuti al di fuori degli italici confini. ora però rimprovera a Meloni di non distaccarsi dall’ICE….bella coerenza…
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A me pare che l’ incoerenza più che di MT, sia proprio del governo, che si fa coinvolgere o prende le distanze a seconda delle vittime e contesti….quando fu ucciso l’ attivista Charlie Kirk mi sembra che ci sia stata attiva partecipazione, mentre per Alex Pretti manco una parola……evidentemente anche i morti valgono fino ad un certo punto….ed il metro di peso e misura, diversi, per uno , centomila o un milione di morti …..che squallore! Mai una volta che si riesca a prendere le distanze dalla violenza , condannandola, oltre le tifoserie! Il guaio è che una volta create le tifoserie e ben attizzate, poi possono sfuggire di mano….e con un mondo/umanita’ lacerata e disgregata da conflitti sociali, bellici e culturali il gioco diventa pericoloso! Basta un pretesto, e la svolta autoritaria e’ dietro l’angolo……storia già vista! E pure facile nel paese dei pretesti, dei segreti di Stato, delle impunità e delle inopportune fascinazioni da cialtroni!
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Una cosa non esclude l’altra. Dal governo (qualunque) me lo aspetto, da MT meno
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Certo, ma il peso dell’ incoerenza è diverso dal governo del paese ad un giornale/giornalista……peso di scelte politiche o geopolitiche, rispetto a quello della propria opinione, erronea, giusta, condivisibile, criticabile od incoerente, comunque limitata rispetto alle conseguenze dell’ altro ! MT e Meloni fanno due “ mestieri “ diversi, con diverse responsabilità…..e’ la differenza che passa fra il cittadino privato e l’ istituzione!
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Son d’accordo sui due pesi diversi; ciò non toglie che il paladino della perfezione, secondo me, pecchi anche egli talvolta di incoerenza. E che una blanda critica a MT si debba trasfomare nell’indirizzare l’attenzione altrove trovando chi fa peggio di lui (e ce ne sono senz’altro molti, in vari ruoli). Oltretutto per criticare sempre tutti bisognerebbe non dico essere senza peccato ma quasi…
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MT è criticabile come qualunque altra persona, ma la tua condizione di cittadino/italiano, condizione sociale, economica, giuridica, giudiziaria, politica, non dipende da lui! I difetti di MT, non pesano sulla vita quotidiana degli italiani quanto i difetti di chi è al governo del paese……Criticare MT, anche duramente, è lecito e doveroso, ma rientra nell’ ambito del confronto di opinione, criticare il governo significa dissentire rispetto a scelte che condizionano la vita di ognuno….ma magari questo ad alcuni italiani va benissimo! Mentre ci si può permettere di non leggere MT che critica tutti, senza essere perfetto , non ti puoi permettere di ignorare le leggi varate da governo e maggioranza…..A me sembra una differenza sostanziale! Poi va bene tutto, e non voglio continuare a polemizzare, buttiamo via MT e teniamoci Gioggia……hanno ruoli assolutamente diversi e non confrontabili, ma tanto in Italia siamo tutti dottori ed allenatori….
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sotto un articolo scritto da MT mi andava di muovere una leggera critica all’autore. ma magari a qualcuno può sembrar strano non approfittare di qualsiasi occasione per saltare alla gola del governo. a me no, in questo contesto mi sono limitato a quanto sopra. d’altra parte, tra medico e allenatore, ahimè credo di essere più un allenatore.
quanto al deludente governo, verrà da me ‘colpito’, facendogli mancare il voto alle prossime elezioni e per sempre.
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@Rustin D Cohle, io mi riferivo agli aspetti GIURIDICI non a quelli POLITICI.
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Il Pianta-m3rda ieri ha definitivamente gettato la maschera, ogni volta che succede qualcosa si nascondeva dietro la sua figura di funzionario dello stato, difensore dei cittadini.
Con l’intervento osceno di ieri, ha tradito il giuramento allo stato secondo l’art. 54 della Costituzione, accusando falsamente parlamentari e milioni di cittadini e tutti quelli che hanno partecipato alla manifestazione PACIFICA di Torino, di connivenza e copertura del TERRORISMO.
Questo pezzo di sc!fo, ha giurato di difendere tutti i cittadini, non di accusarli e perseguire falsamente ed ingiustamente dei cittadini, solo perchè hanno cercato di manifestare il loro dissenso. Invece di verificare cosa è andato storto DOPO la manifestazione, ha usato il mestolo con la m3rda che ha nel cervello per metterla nel ventilatore.
Se passa la SCHIforma, sarà lui in primis che avrà il controllo della polizia giudiziaria e deciderà lui chi perseguire o meno, non sotto il controllo dei magistrati, i quali, saranno pure difettati come esseri umani, ma devono seguire imparziabilmente le leggi.
Questi mal3detti non riconoscono manco la PRIMA legge e il Pianta-m3rda ne è l’esempio, stanno alzando sempre più lo scontro..
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Bisogna capirla la Pesciarola, è abituata alle sore Lelle e burini vari del suo elettorato scarsamente avvezzo alle sofisticate questioni giurisdizionali. Cose troppo complicate. Costoro, c’è poco da fare, sono convinti dell’identificazione tra governo e magistratura. Il giorno che si dedicherà a spiegare loro cosa siano i contrappesi istituzionali, quelli si diranno: “Hai visto com’è brava sora Gioggia a spiegarci di stare attenti alla bilancia del pizzicagnolo… io ci sto sempre attenta quando pesa. Non si sa mai che quello lì abbia inventato qualche trucco”. Il Trav ha dimenticato di citare il caso di Crans Montanà, sul quale subito alla Garbatella avranno pensato che ha fatto bene la Nostra (anzi la Loro) a invitare il governo svizzero a fare le cose per bene nel decidere di mettere dentro, senza se e senza ma, il proprietario del locale: “Così si fa!”.
E poi – una cosa che non c’entra – come cavolo si trucca?? Sarà che io non capisca niente ma… mettere due dita di stucco multicolore, specie agli occhi, mi sembrerebbe un po’ esagerato. Mi pare una inesperta adolescente alle prime armi che si acconcia per andare in discoteca. Col risultato di ottenere la faccia che sembra fatta di plastica. Qualcuno le spieghi che esiste anche lo sfumato, più adatto a una signora. Ma sarà che io non capisca nulla al riguardo. Chiedo soccorso alle infosannite.
PS. Non vedo l’ora di vedere all’opera, sul referendum, quella gran signora di madame Ariannà. Ne sentiremo delle belle.
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Verissimo, si trucca male (quantunque, ammettiamolo, chili di trucco non possono comunque farti diventare “bella” come dice Trump. Ma questa è un’altra storia). Fa senso e entro un certo limite, pure tenerezza. Penso però che insista perché stia ostinatamente tentando di eguagliare il celestiale cherubino apparso come per incanto nell’affresco di una basilica romana (cfr. Il Fatto Quotidiano del 31 Gennaio scorso) giorni fa, dimostrando così tutta la sua capacità espressiva nel make-up, il suo talento creativo e soprattutto… il suo senso del ‘divinamente bello’. 🤣
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Il vaticano ne ha ordinata la copertura e il restauratore ha già cancellato la faccia da cubo.
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Purtroppo ho uno strano tic. Come appare Vespa il dito preme sul telecomando.
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Spero che Pd, M5s e AVS non si facciano incantare dalla ducetta cialtrona! In realtà il governo è nel caos più totale perché ha fallito clamorosamente nella gestione della Sicurezza nelle città. Come disastrosa è stata la gestione dell’ordine pubblico a Torino che è di stretta competenza del MinInt e quindi di Piantacosi.
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Il tempo passa e ancora meno credo in quello che vedo. La realtà è mistificata, oggi più di ieri, la tv serve a mentire o distorcere ad uso e consumo delle parti più forti, chi la guarda abbocca, crede e tifa per il boia, affinchè prolunghi la sofferenza del condannato, altrimenti non c’è spettacolo. Quante volte la parte peggiore dello stato ha condizionato eventi e situazioni, usando ogni mezzo, compreso l’omicidio? Barando ,sono emersi partiti politici e singoli attori , che mai avrebbero avuto un palcoscenico nazionale e internazionale. Gente incapace , portata in trionfo, da chi a malapena arriva a fine mese.
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Ecco la giracaciotte in una delle tante versioni precedenti.
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