“Fact-checking” fasulli per attaccare le toghe. Come si sa, il video in cui Alessandro Barbero esprimeva le motivazioni del suo No al referendum sulla separazione delle carriere è stato oscurato su Facebook con capziosi distinguo (Meta in Italia si avvale per il controllo sui contenuti di enti come Open, il quale a sua volta si avvale di cosiddetti fact-checker); ci chiede se valga ancora l’art. 21 della Costituzione, che […]

(di Daniela Ranieri – ilfattoquotidiano.it) – Come si sa, il video in cui Alessandro Barbero esprimeva le motivazioni del suo No al referendum sulla separazione delle carriere è stato oscurato su Facebook con capziosi distinguo (Meta in Italia si avvale per il controllo sui contenuti di enti come Open, il quale a sua volta si avvale di cosiddetti fact-checker); ci chiede se valga ancora l’art. 21 della Costituzione, che stabilisce il diritto per “tutti” di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. È paradossale: mentre i giudici veri sono sotto attacco e si fa di tutto per depotenziarli, anche manomettendo la Costituzione, i fact-checker diventano onnipotenti nel dibattito pubblico, esprimendo giudizi che quasi sempre coincidono col mainstream. Chissà come mai tanto zelo, proprio nel momento in cui i sondaggi danno una quasi parità tra il Sì e il No.
L’inconscio digitale, unito alla potenza d’archivio, regala sincronicità divertenti. Giorni fa, il ministro Nordio ha rimproverato il segretario dell’Anm Maruotti, autore di un post che associava le violenze a Minneapolis alla riforma delle carriere, post poi rimosso con tante scuse. Nordio non le ha accettate, definendole “una retromarcia tardiva e grottesca, indice di intelletto inadeguato alla importanza della carica”. A proposito di Minneapolis, che si trova in Minnesota, e di intelletto, sovviene che nel 2024 il governo ha introdotto i test psicoattitudinali detti “Minnesota”, finora riservati alle forze dell’ordine, anche per i magistrati,al fine di intercettare eventuali loro disturbi psichici o di personalità. Nordio si vantò di aver superato ai suoi tempi il test brillantemente, ciò che non ha instillato dubbi nei membri del Consiglio dei ministri sulla precisione dello strumento approvato. Allora non si ritenne offensivo dare agli aspiranti magistrati degli psicopatici fino a prova contraria.
A parte la psicolabilità dei magistrati, che già Berlusconi diagnosticò “mentalmente disturbati” senza Minnesota test (per dire quanto era avanti), uno degli argomenti più demenziali a favore della separazione delle carriere è che attualmente i giudici vanno a cena con i pm e questo sarebbe indice di non imparzialità dei giudici stessi; come se, separandone le carriere, giudici e pm non potessero andare lo stesso a cena insieme. Se avessero voluto evitare che ciò accadesse, sarebbe bastato fare una legge sulla separazione dei ristoranti, in base alla quale il cameriere che prende la prenotazione deve chiedere preliminarmente al cliente se è giudice o pm e nel caso dirottarlo sul ristorante vicino. Ma a proposito di cena: nel 2003 Nordio, da magistrato abilitato dal Minnesota test, cenava da “Fortunato al Pantheon” con Previti, corruttore di giudici (condannato un mese dopo), perché “è simpatico e brillante e non è un mio imputato”.
A parte l’unicum universale e patologico di Berlusconi, il discredito sulla Magistratura non è un’invenzione del governo Meloni. Tralasciando gli attacchi di Renzi ai magistrati (il più incredibile: quando disse “non prendiamo lezioni di antimafia da Scarpinato”, senatore del M5S, ex magistrato antimafia; chissà da chi le prendono, forse da Cuffaro, con cui Italia viva stava per allearsi in Sicilia alle Europee del 2024, per poi fare marcia indietro), ricordiamo le parole di Mattarella: “La toga non è un abito di scena, non si tratta di un simbolo ridondante”, disse ai 324 vincitori del concorso per magistrati. I poveracci non si erano ancora messi la toga, che già sono stati monitati.
Memorabili i colpi di doppiette di Napolitano contro i magistratiincapaci di “rigore e equilibrio”, affetti da “comportamenti impropri e fuorvianti” o meglio “impropriamente protagonistici”, autori di “esternazioni esorbitanti” e colpevoli di “guardare con diffidenza i politici”. Tutto per ribadire la verità, non smentita dai fact-checker, del famoso “intreccio tra politica e Magistratura”, non quello tra politica e Codice penale. Sul referendum, leggiamo, Mattarella mantiene un “vigile silenzio” e auspica “serenità, armonia e correttezza istituzionale”. Alcuni ricordano che nel ‘97, durante i lavori della Bicamerale, l’allora deputato del Partito Popolare Italiano Mattarella votò a favore di un doppio Csm, giudicante e requirente. Comunque il 19 gennaio, nel pieno delle polemiche per la data stabilita per il voto e delle manovre del governo per non dare al No la possibilità di rimontare, Mattarella ha ribadito che i magistrati devono “testimoniare imparzialità in ogni contesto, anche fuori delle proprie funzioni, per non compromettere la fiducia dei cittadini”, il che, detto dal capo del Csm, francamente un po’ la compromette. I magistrati, ha aggiunto, sono autonomi, ma le loro decisioni “non sono verità assolute” (al contrario di quelle dei fact-checker); poi li ha invitati all’“umiltà” e al “rifiuto di ogni forma di presunzione”, tara che non affligge il ministro Nordio: lo dice il Minnesota test.
Ci manca solo il ritiro spirituale su un ermo per magistrati e poi finalmente ci siamo . Siamo il paese dell’ assurdo . Ma come è possibile che i rei confessi o quasi condannano i loro giudici e non ci si renda conto di quanto sia inammissibile ?
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Bene ho fatto a non volermi mai intruppare in social di qualsiasi genere, a parte infosannio. Fra non molto perderò pure il vizio di attingere a youtube dove non cederò, mai e poi mai, all’invito di ripristinare la pubblicità. Anche se da molti anni ho adottato la pratica di non comprare beni pubblicizzati. Le statistiche dicono che per uno che si rifiuta ce ne saranno mille che vengono convinti dagli spot. Ergo… agite anche voi così. Al supermarket andate oltre quando incontrate beni i cui nomi vi risuonano in testa. Praticamente è il godimento sublime della vendetta! Se prende piede questa pratica diventando di massa… pensate che Mentana (e non solo) non avrà più lo stipendio che oggi Cairo gli paga. Le imprese penseranno che è meglio rinunciare alla pubblicità in tivvù. WOW!
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A proposito di Barbero , oggi Calenda lo accusa di essere stato ubriaco per aver affermato che la Crimea negli ultimi due secoli è sempre stata parte dell’ impero russo.
Non sapevo che Calenda fosse anche esperto di storia ( anzi mi piacerebbe sapere di cosa e’ esperto Calenda)
Calenda dimentica che fu Kruscev a donare la Crimea all’ Ucraina negli anni ’50, perché Kruscev era ucraino.
Pochi erano gli ucraini in Crimea prima del dopoguerra.
C’erano Tatari , russi e anche italiani.
il problema di Calenda e’ che studia poco.
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Personalmente stimo Barbero almeno quanto detesto Calenda, ma in questo caso si tratta di applicare la banale logica aristotelica: se la Crimea è stata donata all’Ucraina, allora non appartiene più all’impero russo, a partire dall’istante in cui anche l’Ucraina ha smesso di farne parte.
E’ oltremodo evidente (perlomeno a qualunque normodotato) come una cosa escluda obbligatoriamente l’altra: se ti regalo qualcosa, questo qualcosa non può contemporaneamente continuare a rimanere anche mio (altrimenti non è più un regalo, ma un prestito).
Forse è arrivato il momento di posare il fiasco.
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povero imbecille,l’Ucraina non è MAI esistita come entità politica, l’ha creata amministrativamente Lenin e il territorio amministrato chiamato Ucraina faceva parte dell’URSS e prima ancora della Russia, infatti c’era lo zar di tutte le russie, Russia propriamente detta, Russia bianca e appunto la “terra di confine” Ukraina, dal 1917 senza gli attuali territori a Nord-Ovest di Kiev, inseriti solo dopo la IIWW. Diverso il discorso di Odessa e Crimea, russe dal 1784-1794.
Quello che invece tralasci, (tu tralasci sempre), è che l’odierna Ukraina su spinta anglo-‘mericana ha violato il Trattato di amicizia russo-ucraino del 1997, per non parlare degli altri accordi: Trattato Bilaterale del 1990, Accordo di Belaveža, Protocollo di Lisbona, Memorandum di Budapest, più recentemente Minsk1 e 2.
La Crimea è da 2 secoli e mezzo la base navale della RUSSIA, altro che Ukro-nazi.
Fate una bella coppia col Calenda, piena di LOGICA, forse è il caso che cambiate pusher, la roba che prendete è deteriorata.
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ecco dove hai “imparato” la Storia, dalla pubblicità del corriere della serva
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la penisola della crimea era parte della russia fino a quando, nel 1954, il presidente sovietico nikita krusciov, di origine ucraina, decise di “regalare” la penisola della crimea all’ucraina per commemorare il trecentesimo anniversario dei trattato di pereyaslav tra i cosacchi ucraini e la russia, nessun membro del soviet supremo russo ebbe il coraggio di opporsi alla decisione di krusciov e la donazione fu approvata, anche se, secondo il censimento del 1959, a soli cinque anni dalla cessione, il 71,4% della popolazione della crimea era russo e il 22,3% ucraino
in ogni caso questa donazione, che aveva conseguenze solo simboliche, non fu allora un fatto traumatico, in quanto la crimea restava in ambito sovietico, ma i problemi cominciarono con l’indipendenza dell’ucraina
nel febbraio 2014 infatti con un colpo di stato fu deposto il presidente ucraino filorusso viktor janukovyč che fuggì in russia, nonostante fosse stato liberamente eletto e a questo punto la crimea, abitata prevalentemente da una popolazione di etnia russa, proclamò l’indipendenza dall’ucraina e truppe russe entrarono nella regione e, in un referendum successivo, fu votata l’annessione alla russia col 95% di “si”
il presidente russo vladimir putin dichiarò allora che fu la decisione di krusciov a violare la costituzione sovietica e che la crimea era parte “inalienabile” della russia, anche l’ex segretario del PCUS e presidente dell’unione sovietica michail gorbaciov affermò che la decisione di putin di annettere la crimea correggeva un “errore storico” commesso in violazione della costituzione sovietica, sottolineando inoltre che il referendum si era concluso con successo e corrispondeva alle aspirazioni degli abitanti della crimea
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… e “regalare” significa che l’oggetto della donazione può essere ripreso in qualsiasi momento, giusto?
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Allora io ti regalo la Sardegna, SENZA avere ovviamente alcun titolo per farlo!
Infatti nel caso della Crimea “il regalo” non è stato RATIFICATO dal Parlamento, quindi?
Se un giorno Mattarella decidesse di regalare la Sicilia, metti, all’ Ucraina, contro il cattivone nazista Putin…ah, beh…ma è un regalo!!! 🤔
Tutto a posto!!! 🙄
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Basterebbe prendere un libro di storia di quando gli storici raccontavano fatti accaduti e non barzellette giuridiche, per leggere, forse già in quinta elementare, che nel 1853 ci fu una guerra tra la Russia zarista e l’impero ottomano per il controllo della Crimea. Fino ad allora la Crimea faceva parte dell’impero ottomano. Tutti avremo letto o avremmo dovuto leggere che accanto all’impero ottomano c’era pure il regno di Sardegna di cui era primo ministro Camillo Benso Conte di Cavour
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Secondo lei chi c’era nella Sebastopoli assediata dal contingente Anglo-Franco -Piemontese?
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Si, ma assicurati di leggere ben il libro di storia.
La Crimea, faceva parte dell’impero russo sin dal 1783 ( guberniya di Tauride) sotto Caterina II.
Quindi la guerra di Crimea (per altro avvenuta dopo l’invasione dei territori ottomani della Valacchia e della Moldavia) non fu fatta per “controllare” la Crimea che già faceva parte dell’Impero Russo.
La guerra avvenne in Crimea perchè li si trovava la flotta che aveva il compito di proteggere i traffici russi nel Mar Nero.
Le ragioni della guerra erano legate al fatto che lo zar voleva usare le basi in Crimea (il porto di Sebastopoli) per espandere i propri commerci nel Mar Nero e da li nel Mediterraneo.
Chiaramente tale espansionismo commerciale era contro gli interessi non solo dei turchi, ma anche dei GB e Francia.
Il Regno di Sardegna, fece la sua parte perchè aveva bisogno dell’appoggio a 360° di quelle che erano le maggiori potenze dell’epoca: Francia e GB
Tutto qui.
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Non so quanto studi Calenda; per certo posso dire quanto studi tu dopo quello che hai scritto: poco.
Non esiste nessun “regalo” fatto da Kruscev, men che meno perchè era Ucraino.
La Crimea, che è sempre stata a maggioranza russa, fu ceduta all’Ucraina per ragioni di carattere amministrativo legate alla contiguità territoriale (rete idrica, trasporti); non fu un “regalo”; semplicemente un riassetto amministrativo all’interno dell’URSS.
Non si trattava di un confine internazionale tra stati sovrani, perché sia Russia sia Ucraina erano repubbliche sovietiche sotto lo stesso governo centrale.
Fu trasferita LEGALMENTE nel 1954; la decisione fu approvata dal Soviet Supremo dell’URSS, quindi Kruscev da solo non “regalò” la Crimea.
Fu un atto politico-legale interno alla struttura sovietica; meglio, anche se so che è inutile, ribadirlo.
Quanto ai tatari di Crimea, questi furono deportati da Stalin in Siberia e fecero ritorno dopo gli anni 90, alla fine della seconda guerra mondiale erano praticamente inesistenti.
Se hai bisogno dei link con i censimenti dillo pure.
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Che tipo di suola Vibram usi?
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Se questa è la tua replica, di sicuro non quella che hai tu al posto del cervello
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