
(Giancarlo Selmi) – Musumeci parla come se si trovasse lì per caso. Come un qualunque passante. Fischietta, come se lui, nel problema, non ci entrasse per nulla. Peccato che lui c’entra. Eccome c’entra. È stato presidente della Regione Sicilia per cinque lunghissimi anni e relazioni e studi sui problemi geologici di Niscemi ne ha ricevuti qualche centinaio. E li ha tenuti sulla sua scrivania. Anche in quei casi è passato oltre, anche in quei casi ha fischiettato.
Dal 2022, questo straordinario esponente della incapacità, è ministro della protezione civile. Ha fatto le stesse cose che sa fare e per le quali ha un sontuoso curriculum: ha fatto nulla. Insieme a lui un intero governo e la sua capa, la stessa che attaccava Bonaccini per le alluvioni in Emilia Romagna e che oggi non dice bah sull’azione politica di un suo amico, quello Schifani, campione della destra, che la Sicilia sta finendo di rovinare. Forse per sempre.
Il governo preferisce pagare penali miliardarie per un ponte che non si farà mai e, per la stessa chimera idealistica, tenere fermi una quindicina di miliardi. Sarebbe interessante conoscere i veri motivi di tanta testarda resistenza da parte di Salvini. Ma anche degli altri. Sarà vero ciò che dichiara il peggior ministro dei trasporti nella storia, da quando esistono i trasporti? Le motivazioni sono quelle? O c’è qualcosa di meno confessabile?
Il dubbio viene, dopo averlo ascoltato escludere qualunque ricorso ai fondi per il ponte al fine di risolvere l’emergenza dovuta al maltempo e alla frana. Dopo averlo ascoltato dire: “quei soldi non si toccano. Per il maltempo provvederemo”. Provvederanno. Come (non) hanno provveduto per la Romagna, con il commissario medagliato. Non provvederanno. Provvederanno, invece, a fare passare un nuovo condono edilizio.
E agevolare la causa regina di frane, smottamenti, consumo di suolo quindi alluvioni, disastro idrogeologico: le costruzioni abusive. Sono ormai finiti i tempi in cui un illuminato Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, stanziava miliardi di euro per interventi a manutenzione del territorio e per evitare il peggioramento del disastro idrogeologico italiano. Il governo Meloni ha azzerato un fondo di 6,5 miliardi istituito da Conte a quello scopo.
Quei soldi verranno destinati ad altro. Forse alle armi? Conte venne fatto fuori da una manovra molto somigliante a un golpe bianco, perché aveva un’idea di utilizzo del PNRR che parlava anche di sistemazione idrogeologica. Un paio di miliardi che si univano agli altri. A “loro” non andava bene, c’erano altre priorità. Lo hanno dimostrato prima Draghi e poi Meloni: il problema idrogeologico è sparito dalle mappe degli investimenti.
Troverò sotto questo post i soliti commenti da parte di qualche minus habens che mi parlerà dei banchi a rotelle. Pazienza. Eppure basterebbe riflettere sulle azioni di chi governa. Non sulla propaganda e sui titoli dei fumetti italiani che vengono chiamati giornali. E pensare che quelle azioni, o non azioni, il dirottamento di fondi dal bene comune ad alcuni vantaggi particolari, diventeranno ulteriori frane ed ulteriori disastri. Da Genova in su e da Genova in giù.
Qualcuno di Niscemi che oggi è senza casa, avrà pur votato Musumeci e poi Schifani, vero? Qualcuno che ha una casa su qualche fronte che sta franando in Liguria, avrà votato Meloni, vero? Sappiano che i soldi destinati da Conte a salvare il loro territorio e la loro casa, verranno utilizzati per arricchire i conti correnti di qualche lobbista delle armi e di qualche produttore delle stesse. O di qualche banca. Che continuassero a parlare male di Conte. Non c’è problema.
Ma, mentre lo fanno, consiglio loro di mettere puntelli alla casa e al terreno sottostante. Perché nessuno lo farà. I soldi che Conte destinò a quello se li sono già fumati.
nessuno è innocente,
tutti i sindaci e i relativi tecnici comunali, chi ha approvato e chi non ha abolito, i vari condoni edilizi, le maggioranze del parlamento che non ha istituito una vera legge generale del territorio e fatta rispettare, tutte le assemblee siciliane che hanno pensato ai kaxxi loro, tutti i ministri della protezione civile, tutti gli elettori che hanno votato per gli amministratori e i politici che per 40 anni non hanno fatto nulla o che hanno peggiorato la situazione.
Sono tutti colpevoli, i primi sono i niscemesi, che sapevano ma hanno fatto finta di niente e ora protestano e piagono.
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