
(Dott. Paolo Caruso) – Niscemi frana…Impressionante! Come fosse costruito sulla sabbia, smotta un intero Paese di venticinquemila abitanti verso la Piana di Gela, nel Nisseno. Si rimpallano le denunce e le accuse. Occasione per fare politica dai versanti contrapposti, senza qualche sensibilità verso i veri protagonisti della tragedia: i tanti cittadini che, con la casa, hanno perso tutto e forse la speranza. Era prevedibile? Sembra proprio di sì. Infatti si racconta che, in un non lontano passato, avvisaglie non ne fossero mancate. Ora sì è all’emergenza, cosa frequente in Italia, molto gradita alle bande di speculatori che da queste tragedie traggono enormi ricchezze. In un territorio fragile come il nostro, sanatorie, speculazioni, attività sismica, mancata prevenzione e messa in sicurezza di vaste aree, oggi sempre più esposte a condizioni meteo estreme, favoriscono il ripetersi di tali eventi calamitosi. E’ così che si provocano danni ingenti alla popolazione, agli immobili, ai beni mobili, alle attività produttive, economiche, agricole e artigianali. L’ ansia di questo governo è rivolta non tanto alla prevenzione dei territori ma al costruendo “Ponte di Messina” a beneficio di Salvini, e delle aziende del Nord con annesse società mafiose del sud, “Cosa nostra e ‘Ndrangheta”. Esso assorbe tutte le attenzioni e le intenzioni del Governo con finanziamenti miliardari ( 14 miliardi ) che in atto restano congelati dopo la sonora bocciatura della Corte dei Conti. Ma le strade, la ferrovia, il territorio, che costituirebbero la materia prima per cui quel “ponte” si vuole costruire, sono in perenne dissesto. Basta percorrere le strade siciliane per rendersi conto della precarietà dei collegamenti. I Rappresentanti del popolo, e la stessa Meloni con la sua escursione in elicottero, forse vorrebbero raccontarci la favola di essere all’ oscuro del deterioramento del territorio? Attenzione è soprattutto prevenzione. Questo è quello che deve capire la politica. Il ciclone “Harry” è conseguenza del clima caraibico nel “Mare nostrum” per il surriscaldamento della Terra. Ora, dopo questi ingenti danni, ci allarmiamo, e ci riteniamo fortunati perché non non ci sono stati morti. Lì è mancata la prevenzione, e la fortuna…… non sempre ti soccorre. Ma quanti, feriti nell’animo, a Niscemi e non solo sono coloro che hanno perso tutto?