
(Tommaso Merlo) – Vogliono ridurre l’Iran come la Siria, l’Iraq, il Libano e la Libia. In ginocchio e nel caos in modo che il regime di Netanyahu possa finalmente conquistare l’egemonia sul Medioriente. È imposizione della volontà con la forza. Ma non la loro, quella americana. Anche questa volta saranno infatti i cittadini americani a pagare i miliardi che servono per colpire l’Iran che non costituisce nessuna minaccia per loro. E con una eventuale crisi petrolifera, pagheranno la guerra due volte. Nessuna novità tranne che i cittadini americani sono stanchi di essere presi per i fondelli e di pagare guerre e sacrificare uomini per Israele che non considerano più un alleato, ma un paese che ha corrotto la loro democrazia e che nei decenni li ha dissanguati e fatti odiare dal mondo intero. Lo pensano a destra come a sinistra, ma anche da quelle parti tra politica e cittadini c’è il vuoto. Con la potentissima lobby sionista che controlla entrambi i rami del Congresso, la Casa Bianca ed i media mainstream e detta quindi l’agenda. Anche Trump aveva promesso America First e basta con interferenze e guerre inutili, ma come tutti i presidenti americani, una volta eletto si è inchinato a chi comanda davvero. La lobby sionista e lo stato profondo guerrafondaio. Gli Stati Uniti hanno una economia di guerra, investono in armi ed esercito somme abnormi rispetto al resto del mondo ed hanno bisogno di scuse per svuotare gli arsenali di quell’immensa macchina della morte. Ed è questo il compito dello stato profondo che attraverso i servizi segreti manovra dietro le quinte. Per aggredire l’Iran la scusa è la bomba atomica peccato che a detenerla illegalmente è Israele, non l’Iran. Già, la bomba atomica è in mano ad un ricercato internazionale per crimini contro l’umanità. Lo chiamano doppio standard, ma è ordine mafioso basato sulla legge del più ricco e quindi del militarmente più forte. L’Iran ha sempre rispettato i trattati sul nucleare e produce energia atomica per uso civile. La vera colpa del regime degli Ayatollah è non essere allineato e succube. Come scusa per aggredirlo, hanno avuto pure il coraggio di tirar fuori i diritti umani dopo essere stati artefici e complici del genocidio del secolo a Gaza. Oppure panzane sulle donne come con l’Afghanistan che per ingannare le masse avevano sbandierato il burqa salvo poi ridare il paese ai Talebani dopo vent’anni di occupazione a bombardare matrimoni e far abbuffare l’indotto bellico. Poi certo, il regime degli Ayatollah è lontano dal nostro modo di vedere molte cose, ma è casa loro e sono liberi di vivere come vogliono. Se poi alcuni cittadini iraniani ambiscono ad un cambiamento politico e sociale, devono rimboccarsi le maniche e lottare per conquistarselo. Si chiama democrazia e anche da noi è sempre funzionato così. Le donne sono scese in piazza per conquistare la parità e popoli interi hanno lottato per ottenere diritti sociali e civili. Si chiama autodeterminazione che è l’unica a generare progresso, mentre l’interferenza esterna genera distruzione soprattutto se in malafede come quella occidentale. Noi non abbiamo nessun diritto e nessuna credibilità per dare lezioni morali e di democrazia a nessuno. La storia degli ultimi decenni e quindi i fatti e non le chiacchiere, dimostrano che gli incivili e perfino i terroristi, siamo quasi sempre noi. Da Kabul a Gaza passando per Minneapolis. Il ministro di Trump ha ammesso candidamente che la crisi monetaria in Iran che ha scatenato le recenti proteste, è stata causata ad arte da loro. Era parte di un piano di “regime change” che comprendeva agitatori violenti infiltrati dal Mossad e dalla Cia. L’ennesimo tentativo di colpo di stato per mettere al posto degli Ayatollah l’ennesimo fantoccio che parla inglese e già scalpita in America. Alla faccia della volontà del popolo iraniano sceso massicciamente in piazza e quindi alla faccia della democrazia e della sovranità altrui. Il vero obiettivo occidentale è ridurre anche l’Iran in ginocchio e nel caos in modo da imporre l’egemonia sionista nella regione. Il resto sono balle. E quindi eccoci qui, con le portaerei americane schierate per l’ennesima aggressione camuffata. Noi occidentali siamo talmente superiori che non sappiamo nemmeno la verità di quello che succede nel mondo, con le masse vittime di una propaganda ormai permanente tra media mainstream venduti e penosa faziosità politica. Siamo talmente superiori che le nostre democrazie sono solo apparenti, votiamo e poi comanda chi ha i soldi per manovrare dietro le quinte il circo partitocratico. Siamo talmente superiori che da decenni insanguiniamo il mondo e riduciamo interi popoli alla miseria per imporre i nostri deliri suprematisti senza mai assumercene la responsabilità. Siamo talmente superiori che votiamo per la pace e ci ritroviamo in una guerra permanente col rischio sempre più concreto di un terzo conflitto mondiale.