La Russa si è aggiunto al coro, dapprima confusionario, della destra di vertice: “Non si può sindacare sulle scelte degli Usa”, ha sostenuto il nostro collezionista di busti. Ma certo…

(di Riccardo Bellardini – ilfattoquotidiano.it) – Avevo una mezza sensazione su ciò che il presidente del Senato, Ignazio La Russa, potesse pensare a proposito della presenza delle squadre della milizia trumpiana Ice alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Ma certo poi ho sperato in un sussulto di decenza, in una ventata d’aria nuova, limpida, che sostituisse almeno per un po’ le sferzate nere, nerissime, che provengono un giorno sì e l’altro pure dal monte oscuro chiamato governo Meloni. Ma no, niente da fare, il vento nero è dominante, troppo intenso, sembra quasi il ciclone Harry.

E come poteva restare assopito di fronte a questi agenti di tutto punto, che terrorizzano città? Che arrestano bambini? Che uccidono a sangue freddo gente inerme? Il vento nero ha voglia di dominare. Ha voglia di farlo ancor di più, se una nuova dominazione fascista (per citare Matteotti) si affaccia prepotente nella storia. Le squadre Ice son solo la punta dell’iceberg del ritorno di fiamma dell’onda autoritaria che strizza gli occhi a Hitler, ma pure e soprattutto (molti se lo dimenticano), al duce del fascismo, il quale ispirò il fuhrer tedesco in maniera determinante. La favola del fascismo attore buono, più mite rispetto all’orribile macchina malvagia del Reich, ancora resiste.

Dunque La Russa si è aggiunto al coro, dapprima confusionario, poi più deciso della destra di vertice: “Non si può sindacare sulle scelte degli Usa”, ha sostenuto il nostro collezionista di busti. Ma certo. A maggior ragione se quelle scelte ricordano i bei tempi andati al caro Ignazio. Quando per paura del rivoluzionario rosso gli uomini neri picchiavano duro e terrorizzavano, non preoccupandosi di ammazzare innocenti.
Picchiavano e picchiavano, spadroneggiavano. Violenti e senza remore. L’impero ventennale nacque e si resse sui loro metodi barbari e intimidatori, mentre Adolf in Germania prendeva appunti.

Dunque ben vengano questi eroi. E chi si mette a sindacare? Son scelte loro. Così penserà anche la premier Giorgia Meloni, che nel Giorno della memoria ha condannato il regime mussoliniano per la complicità nello sterminio degli ebrei, ma si guarda bene dall’esporsi sulle famigerate squadre anti immigrazione del Tycoon, in linea con l’asservimento portato avanti finora, accantonato solo per un barlume d’orgoglio, quando c’è stato da rispondere al capo della Casa Bianca sul contributo italiano nella missione in Afghanistan.

Anche dall’ala più moderata della coalizione di governo, non abbiamo parole di condanna, ma di giustificazione. Il ministro degli Esteri Tajani, in quota Forza Italia, rispetto all’Ice sostiene: “Non sono le SS”. Ma ha ragione. Non sono le SS. Sono un fenomeno nuovo. Che però ricorda di più, a mio avviso, le squadre fasciste. Nel tentativo giustificatorio, il ministro ha detto una verità. L’Ice costringe l’Italia a fare i conti con la fase più oscura della sua storia. Ma il governo fa spallucce, come accade quando vanno in scena le famose adunate rievocative suggellate dal grido del “presente!”.

Ed intanto le Olimpiadi invernali sono alle porte. Ma no, visto l’andazzo, forse è meglio chiamarle con un altro nome, ad esempio… Fasciolimpiadi! Che dite, suona bene?