Nuovo round trilaterale 1 febbraio a Abu Dhab. Raid colpisce treno in regione Kharkiv, 4 morti e 4 dispersi. A Kiev due morti e 4 feriti. Kallas: “Russia rimarrà una minaccia a lungo termine”

(adnkronos.com) – “Se Zelensky è pronto ad incontrare Putin, venga a Mosca“. A rinnovare l’invito, dopo le parole del ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha – secondo il quale il leader di Kiev è pronto a incontrare personalmente il presidente russo – è il consigliere del Cremlino, Yury Ushakov, in un’intervista ai media statali rilanciata dall’agenzia Tass.
Secondo Ushakov, Putin non avrebbe mai escluso un faccia a faccia con Zelensky e avrebbe ribadito più volte la propria disponibilità anche pubblicamente. “Se Zelensky è davvero pronto a incontrarsi, saremmo lieti di accoglierlo a Mosca”, ha affermato, sottolineando che la Russia “non ha mai rifiutato e non rifiuta” contatti diretti.
Il tema di un possibile incontro tra i due leader sarebbe emerso anche durante diverse telefonate tra Putin e Donald Trump. Stando alle parole di Ushakov, sarebbe stato proprio il presidente americano a suggerire di valutare un vertice diretto tra Mosca e Kiev.
Dal Cremlino arriva però una precisazione: eventuali colloqui dovrebbero essere accuratamente preparati e orientati a risultati concreti. “I contatti devono essere ben organizzati e finalizzati a obiettivi positivi”, ha spiegato Ushakov, assicurando che, in caso di visita, la sicurezza di Zelensky e le condizioni di lavoro sarebbero pienamente garantite.
In precedenza, Sybiha aveva dichiarato ad European Pravda che Zelensky era pronto ad incontrare Putin per discutere la questione dei territori e della centrale nucleare di Zaporizhia. Il capo della diplomazia ucraina ha sottolineato che Kiev prevede di firmare un piano di pace in 20 punti, a condizione che venga concordato, perché le questioni più delicate, ovvero i territori e la centrale nucleare, restano ancora irrisolte. Sybiha ha definito i negoziati ad Abu Dhabi “molto difficili”, ma ha notato un cambiamento qualitativo nella composizione del team negoziale russo. “Si tratta di persone diverse, e non ci sono state più lezioni pseudo-storiche. Le conversazioni erano molto mirate”, ha detto Sybiha.
Il ministro ucraino ha anche spiegato che l’Ucraina firmerà un piano di pace in 20 punti con gli Stati Uniti, e la Russia farà lo stesso separatamente con gli Stati Uniti. Non ci sarà alcuna firma da parte europea, ma, come ha osservato Sybiha, è presente nel processo di pace e negli accordi sulle garanzie di sicurezza.
Nuovo round trilaterale 1 febbraio a Abu Dhabi
Intanto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha annunciato che il nuovo round di colloqui trilaterali tra Russia, Stati Uniti e Ucraina dovrebbe tenersi ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, il primo febbraio. “I negoziati sono previsti per il primo febbraio”, ha dichiarato secondo quanto riferito dall’agenzia Tass, precisando che si tratta di una data “provvisoria”, ma è “quella su cui stiamo lavorando per ora”.
Il gruppo “continuerà senza dubbio a lavorare”, ha detto Peskov. “E’ positivo che i contatti diretti siano iniziati. Sono trattative molto difficili, iniziate a livello di esperti”, ha aggiunto. Due round di negoziati sull’Ucraina si sono svolti a porte chiuse ad Abu Dhabi il 23 e il 24 gennaio scorso. Il 24 l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff aveva anticipato un terzo round per la settimana successiva, vale a dire questa.
Nuovi attacchi
Nuova notte di attacchi della Russia contro l’Ucraina. Le forze di difesa aerea di Kiev hanno riferito di aver neutralizzato 103 dei 146 droni lanciati tra il 27 e il 28 gennaio 2026. Lo ha comunicato l’aeronautica militare ucraina, citata da Ukrinform.
Due persone sono state uccise e altre quattro sono rimaste ferite a cause dei raid aerei russi nell’oblast di Kiev, nei pressi della capitale ucraina. “Nella comunità di Bilogorodska due nostri connazionali, un uomo e una donna, sono morti a seguito dell’attacco”, ha affermato Mykola Kalashnyk, capo dell’amministrazione militare della regione di Kiev, in un post su Telegram.
Inoltre, a Kharkiv, tre droni russi hanno colpito un treno con oltre 200 passeggeri a bordo. Almeno quattro le persone uccise, mentre altri quattro passeggeri risultano ancora dispersi e due sono rimasti feriti, ha denunciato Zelensky. “In qualsiasi Paese l’attacco di un drone contro un convoglio civile sarebbe considerato allo stesso modo, come un atto di terrorismo. Non c’è e non ci può essere una giustificazione militare per l’uccisione di civili in un vagone di treno”, ha aggiunto Zelensky sollecitando maggiori pressioni della comunità internazionale sulla Russia. Il ministro per lo Sviluppo, Oleksii Kuleba, aveva reso noto che sul treno da Barvinkove a Leopoli vi erano 291 passeggeri, il procuratore 155. I droni hanno colpito l’automotrice e un vagone passeggeri.
Mosca accura Zelensky di attaccare i civili
Intanto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, ha a accusato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky di voler interrompere qualsiasi dialogo di pace con la Russia ordinando alle sue forze di compiere attacchi terroristici e contro i civili. “Come risponde il regime di Zelensky ai contatti? Non colpisce per necessità militare o in base alla logica della situazione sul campo di battaglia”, ha dichiarato Zakharova a radio Sputnik.
“Gli attacchi vengono condotti proprio contro la popolazione civile e le strutture sociali. Non si tratta solo di attacchi, sono attacchi terroristici”, ha sostenuto Zakharova. Il motivo di questi attacchi ”è senza dubbio un tentativo di interrompere e far deragliare qualsiasi discussione e progresso verso la pace”, ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo.
Kallas: “Russia rimarrà minaccia a lungo termine”
“La crisi che stiamo affrontando si è aggravata drasticamente nell’ultimo anno. Mentre ci avviciniamo alla ricorrenza dei quattro anni di guerra della Russia contro l’Ucraina, stiamo respingendo attacchi informatici, sabotaggi contro le infrastrutture critiche, interferenze straniere e manipolazione delle informazioni, intimidazioni militari, minacce territoriali e ingerenze politiche. È diventato dolorosamente chiaro che la Russia rimarrà una delle principali minacce alla sicurezza a lungo termine”, ha detto l’Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, nel suo discorso alla conferenza annuale dell’European Defence Agency.
Kallas isola anche la Cina come una “sfida a lungo termine”, poiché “rappresenta un rischio per il nostro modello economico, minaccia i Paesi nei mari della Cina orientale e meridionale e sostiene la guerra della Russia contro l’Ucraina. A questo proposito, la Cina non è l’unica. Come ha sottolineato Volodymyr Zelensky a Davos la scorsa settimana, la Russia può continuare a costruire armi e a pagarle solo grazie alle importazioni di componenti critici e alle continue vendite di petrolio. Se vogliamo fermare la guerra, dobbiamo tagliare fuori la Russia da entrambi”, avverte.
purtroppo anche la kallas rimarrà una minaccia a lungo termine
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“A Mosca è il benvenuto”
…mi piacerebbe sapere se al Cremlino mentre proferivano questa frase han fatto qualche “gesto” con le punte dei pollici e indici delle due mani che si toccavano.
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Suggerirei alla Kallas di accompagnare Zelensky. Vedi mai che Putin non sia di parola.
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Ma che parla a fare la Kallas: non se la fila nessuno!
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La parola della kllas è come il ronzio di sottofondo di cui non riesci a liberarti.
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