
(Alessio Mannino – lafionda.org) – Caro amico di destra,
se per caso non fai parte della vasta schiera di cultori acritici dell’equivalenza Vita=Mercato (e quindi: Individuo=Capitale Umano, Felicità=Successo economico, Cittadino=Imprenditore di sé, Stato=Azienda, ecc ecc) significa che in cuor tuo, in buona fede, credi a valori che in genere vengono riassunti nel trinomio Dio-Patria-Famiglia. Che questi siano inflazionatissimi, nella cosiddetta narrazione del tuo emisfero politico, dovrebbe già farti venire un dubbio circa la loro corrispondenza effettiva alla realtà: di solito, quanto più un valore è rivendicato, tanto più è facile che sia svalutato nei fatti. Converrai che non c’è periodo della Storia più di questo, in cui Domineddio, la Patria o la Famiglia siano meno determinanti nelle decisioni che contano. Non in tutte: in quelle che contano, quelle che investono la gerarchia sociale e la condizione del popolo. Esempio: in Italia il governo Meloni ne ha presa una giusta, anni fa, dichiarando illegale la maternità surrogata (e ci sta anche l’universalità del reato: altrimenti, basterebbe oggi affittare un utero, che so, in California, come fece il compagnuccio Nichi Vendola prima della legge vigente, per aggirarla e fare i furbi). In nome di cosa, sora Meloni ha voluto mettere tale paletto? Sulla base di una considerazione etica: la vita umana non è riducibile a merce, a un oggetto collocabile nelle transazioni di mercato. Bene.
Anzi male, perché poi, su tutto il resto, il criterio etico va a farsi benedire. Ci si erge a tutori della sacralità dell’esistenza al concepimento, ma sull’esistenza intesa come normale quotidianità, fatta di sperequazioni economiche e disparità sociali che minano alle basi il diritto a viverne una, la sola a disposizione, “libera e dignitosa” (art. 36 Costituzione), le preoccupazioni morali evaporano. Concesso qualche niet, magari corretto nel merito ma dalla valenza simbolica di bandierina, la politica finanziaria ed estera persegue l’indirizzo neoliberale di sempre, sintetizzabile in un’altra triade: Ue-Usa-Israele. Unione Europea: bilancio vincolato e spesa sociale a vantaggio dei più ricchi. Stati Uniti d’America: vassallaggio materiale e culturale alla potenza egemone nel campo atlantico (Nato o non Nato). Israele: il totem e tabù per eccellenza, in ragione della sedicente “democrazia”, per la retorica l’“unica” in Medioriente, da difendere come falsa coscienza ideologica generalizzata. Ovvero a copertura di inevitabili logiche di nuda e cruda potenza ovunque, mica solo per la Palestina genocidata.
Cosa vuol dire, in concreto per noi comuni mortali, “neo-liberale”? Servitù volontaria e complice di masse acquiescenti, anche se sempre più disilluse, verso una libertà scambiata come consumo di prodotti e servizi, per altro sempre più standardizzati e obbligati (tecno-capitalismo di monopolio). La sottomissione del politico all’economico, col giochino binario Destra contro Sinistra che concede il lusso di non coltivare il pensiero critico. Il principio di giustizia subordinato all’efficienza tecnica, cioè fine a sé stessa. La balla epocale del lavoro come sacrificio in vista del profitto, a fronte di un mercato dominato dalla rendita di pochi signori della finanza. Se vogliamo usare, invertendola, un’antica formula di certa destra, quella più radicale, potremmo dire, caro il nostro amico di destra, che l’oro ha lottato e vinto sul sangue. Il sangue, beninteso, qui nel senso di vite compresse, negate, schiacciate dall’auri sacra fames, dall’ingordigia di denaro che vuole ed esige più denaro, e più denaro, e più denaro ancora. La crescita infinita, tumore dell’umanità.
Volete una prova provata fresca di giornata? Le 38 pagine del ”New Gaza”, il piano made in Usa di ricostruzione della Striscia presentato in quel raduno di psicopatici che è il World Economic Forum di Davos. Un caso di “catastrophic success”, l’ha definito Jared Kushner, genero del presidente americano e responsabile del dossier. Una storia, cioè, di futuro successo fondato su un territorio completamente distrutto, come lo avessero spianato con l’atomica. Dirai tu: è il cinismo spudorato, ma almeno onesto, che ha sostituito l’imperante ipocrisia dell’era pre-Trump. Troppo facile, cavarsela così. Sottostante a quelle slide traboccanti cattivo gusto, tra selve di grattacieli e resort di lusso, c’è l’ideologia diffusa e vincente al suo stato alchemico puro: il business. Il semplice, quantitativo, contabilizzabile business. Totalmente scevro dalla famosa etica di cui sopra. “Vogliamo portare una mentalità imprenditoriale a Gaza perché le persone possano prosperare”: testuali parole di Kushner. Traduciamo: non ci frega niente di quanti cadaveri hanno concimato quei terreni, di quante famiglie (ah, la famiglia…) piangono i loro morti, feriti, menomati e traumatizzati, di quante vittime innocenti, ripetiamo innocenti, sono state mietute per colpire Hamas in una rappresaglia in perfetta continuità con decenni di apartheid (ah la sovranità popolare, ah la patria…), di quanto orrore è stato compiuto in forme barbaramente gratuite, nonostante ci diciamo cristiani (ah, il buon Dio…).
A noi, civiltà superiore perché abbiamo inventato il diritto (che oggi scarichiamo nel cesso, dopo averne abusato) e, soprattutto, le peggio diavolerie tecnologiche (bella, questa intelligenza artificiale che ci depaupera di quella naturale, gran genialata), a noi interiormente americani, fedeli a Dio, Patria e Quattrino, l’unica cosa che ci garba e ci entusiasma è la prosperità, è il benessere, l’arricchimento, il godere del bottino, meglio se facile e assicurato. Questo è il nostro vero credo, la religione autentica, una volta grattata la superficie dei nostri ideali o idoli compensativi. Perciò, caro amico di destra a cui scrivo questa letterina che so già inutile, quando mi vieni a sbandierare i Tuoi sacri valori, la tua religiosità, il tuo patriottismo, la sana adesione agli affetti primari, sei ipocrita tanto quanto il tuo dirimpettaio di sinistra, che crede a favole della buonanotte tipo la “democrazia”, i “diritti occidentali”, lo “sviluppo” scambiato per progresso. A ben guardare, fra parentesi, tutti birignao che sottoscrivi pure tu, nella sostanza, quando manifesti per il “popolo iraniano” (che ti immagini omologato a noi), fai la ola per Maduro trattato come un criminale comune (e di quel che rimane del socialismo bolivariano, cioè patriottico, non hai neppure il vago concetto), o approvi l’assurda continuazione della guerra in Ucraina (che vedevi bene nella Nato, o no?).
Hai venduto il sangue per l’oro, caro lontano epigono di una “destra sociale” che, salvo nella lugubre Salò, non ha mai inciso un tubo. E sospettiamo non solo il sangue. Ma tu continua pure a tifare Donald, che quando mai sbaraccasse Nato o Ue sarà soltanto per sottoporci a un diverso tributo e differente stato di soggezione. Sull’altare del business – suo unico Dio, sua sola Patria, sua esclusiva Famiglia.