
(Tommaso Merlo) – Trump ammazza cittadini americani per strada e deporta bambini mentre tutti attendono il prossimo bombardamento, siamo agli Stati Uniti di Israele. Invece dei palestinesi, sono gli immigrati l’ossessione del regime di Trump, sono loro i colpevoli di ogni male e vuole imporre con la forza bruta la sua volontà. Rigurgiti ideologici da secolo scorso. Fastidio per contrappesi democratici e opposizioni, fastidio per libertà, diritti civili ed ovviamente minoranze e diversità. Regimi di cartapesta che speculano sulla paura e sull’odio. Peccato che gli Stati Uniti sorgono da un genocidio che gli europei hanno compiuto con successo sterminando i nativi americani, rinchiudendoli in campi profughi ribattezzati riserve e schiavizzando i superstiti. Esattamente il grande sogno del sionismo in Palestina. Il popolo americano non esiste, o meglio sono tutti immigrati e discenti di immigrati. Sono coloni che ce l’hanno fatta a rubare le terre altrui e spadroneggiare mentre i loro discendenti hanno fatto la fortuna nordamericana. Dai primi europei fino ai genitori e alle mogli di Trump con ondate che si susseguono da oltre due secoli. Ieri quelle bianche tra cui quella italiana, oggi quelle latinoamericane e di altri paesi vittime dei disastri occidentali e del nostro folle modello di sviluppo. Già, se il mondo fosse equo e sicuro, se tutti avessero di che vivere decentemente, nessuno avrebbe bisogno di emigrare. E se il mondo è conciato così, la colpa principale è di noi occidentali che da secoli sfruttiamo gli altri popoli e gli rubiamo risorse per arricchirci sempre più. Negli ultimi decenni ci siamo messi perfino a bombardare chi non la pensa come noi creando milioni di profughi, gli Stati Uniti di Israele in testa e noi schiavetti europei al seguito. Invece di crescere con gli altri, siamo cresciuti sfruttando gli altri ed oggi che gran parte del pianeta vive in miseria, non ce ne vogliamo assumere la responsabilità storica. Vorremmo lavarcene le mani e blindarci dietro a qualche muro mentale. Poi certo, se tutti i bisognosi emigrassero, scomparirebbe la nostra civiltà e questo non è né giusto né intelligente. Non abbiamo prodotto solo robaccia e come tutti i popoli abbiamo diritto di vivere in una società che rispecchia le nostre conquiste politiche, sociali e culturali qualunque esse siano. Ed è l’immigrato che si deve adattare come del resto avviene da sempre. Da sempre è faticoso integrare le prime generazioni, ma le seconde assorbono la cultura in crescono volenti o meno. Già, l’immigrazione è in gran parte un falso problema perché l’unica cosa che cambia alla fine, sono le sembianze dei cittadini. La forma, non la sostanza. Ma l’immigrazione di massa è il fenomeno storico più rilevante degli ultimi decenni e per evitare un devastante karma coloniale, noi occidentali dobbiamo riuscire a gestirlo in maniera intelligente. Il vero problema è che il cambiamento fa paura e la paura rende un sacco di voti. Ed una politica sempre più arrivista ed incapace, sfrutta la paura e gli istinti razzisti peggiori per raccattare poltrone. Altro che campi di prigionia e Gestapo, altro che destra rozza, serve uno sforzo internazionale che coinvolga i paesi da dove partono e quelli da dove arrivano per costruire insieme un percorso comune di crescita sia economica che democratica, di supporto umanitario e di gestione dei flussi. Ponti, non muri. Dialogo e fatti, non propaganda. Gli immigrati non sono pericolosi invasori, sono esseri umani che cercano di garantire un futuro migliore ai loro figli. Esseri umani provenienti da paesi impoveriti e distrutti sovente da noi occidentali e dal nostro folle modello di sviluppo che ci sprona a produrre roba utile giusto a soddisfare egoistici bisogni superflui mentre il pianeta che sta diventando una discarica anche morale. Esseri umani di cui paradossalmente abbiamo bisogno visto che ci siamo imborghesiti e non facciamo più figli. È tempo che l’Occidente si assuma le sue responsabilità storiche e cambi marcia invece di lavarsene le mani o addirittura scagliarsi contro i più fragili. È tempo di abbandonare rigurgiti ideologici da secolo scorso e regimi di cartapesta che speculano sulla paura e sull’odio. In un mondo devastano dall’ingiustizia sociale e da una guerra ormai permanente, i popoli si sono rimessi in marcia in cerca di un futuro migliore ed è con loro e non contro di loro che dobbiamo costruire un mondo più giusto, intelligente e vivibile per tutti.
Prima o poi , la Storia presenta il conto, a tutti.
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più che altro fa il suo giro, questa ICE mi sembra l’unione delle camicie nere + camicie brune del secolo scorso.
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