Barbero censurato mentre i politici straparlano. Propaganda I controlli funzionano soltanto sullo storico: nessun problema per chi lega la riforma a casi che non c’entrano nulla

(di Ilaria Proietti – ilfattoquotidiano.it) – Hanno messo sulla graticola lo storico Alessandro Barbero accusandolo di essere uno sparaballe perché ha osato dire che voterà No al referendum. Ma al Sì tutto è concesso, compresa la censura dell’altrui opinione. Aiuta il fatto che Meta, nel suo regolamento, preveda appositamente di non fare le pulci ai post dei politici. Ovvio che il meglio allora siano proprio le bufale ripetute senza rischi di fact checking: la separazione delle carriere compirà i miracoli più disparati come finalmente far funzionare i centri d’Albania che ci costano 1 miliardo per rimanere deserti. Ma renderà anche più sicura la nazione spedendo altrove gli irregolari e mettendo in ceppi gli scalmanati nostrani e pure in gattabuia i pedofili. Provare per credere.
Matteo Salvini lo scorso 14 gennaio ha fatto bingo associando il referendum alla sconfitta del male. “Siamo oltre l’assurdo. Per me, per aver fermato gli sbarchi e difeso i confini, avevano chiesto 6 anni di reclusione. Per questo MAIALE che ha stuprato una bambina di dieci anni mettendola incinta, una condanna di 5 anni? Difficile definirla ‘giustizia’: sempre più convinto a votare SÌ al referendum”, ha detto, anche se poi la riforma serve pure per i bimbi del bosco e molto altro. La tesi la declama in un post del 24 novembre. “Il referendum sulla riforma della giustizia è un passo avanti fondamentale di civiltà. Anche la cronaca degli ultimi giorni lo dimostra, dal sequestro dei tre bambini portati via in modo indegno e vergognoso all’incredibile vicenda di Garlasco”. Per rimanere in zona Garlasco, va detto che Giorgia Meloni alla kermesse di Atreju ha trovato il vero colpevole. “Avanti con la storica riforma della giustizia. Votate per voi stessi e per il futuro della nazione. Votate perché non ci possa più essere una vergogna come quella di Garlasco”. Ma che c’entrano i bimbi nel bosco o Garlasco con la riforma? Assolutamente nulla, come del resto il caso di Enzo Tortora.
Ma tutto fa brodo e ognuno gli dà la piega che vuole. Quella di FI è la solita. “Mai più casi come quello del presidente Berlusconi! Mai più una giustizia usata come una clava. Il referendum è per tutti gli italiani: per dare voce ai cittadini e trasformare le parole in fatti” ha detto la vicepresidente del Senato di Forza Italia, Licia Ronzulli. Ma c’è pure chi vuol far credere che si deve votare Sì alla riforma perché i magistrati scarcerano pure senza motivo alcuno ogni tipo di teppaglia e di malviventi compresi i ProPal: è un dettaglio che il caso preso ad esempio dell’andazzo si riferisca a una decisione assunta dalla giustizia amministrativa di cui la riforma non si occupa affatto.
Ecco qui però in azione la propaganda social di Fratelli d’Italia che rilancia il titolo del Tempo con chiosa di rito – Sì, bisogna cambiare –: “Il Tar sospende il Daspo urbano ai proPal che devastarono Milano”. Ma fanno gioco pure gli Imam. Sentite qui. “La giustizia funziona in Italia? No. Votiamo #Sì al referendum: soggetti simili non resteranno più sul suolo italiano” si legge in un post del meloniano Galeazzo Bignami dopo un intervento su Libero cavalcando il sempreverde teorema delle “Toghe rosse” associato “alle follie Islamiche”.
Idem per un’altra intervista dello stesso capogruppo FdI al quotidiano di Capezzone. “Per avere un’Italia sicura va riformata la giustizia. Così chi sbaglia dovrà pagare”. Rilanciata con questo commento sui social meloniani: “Non possiamo fingere di non vedere una parte della magistratura che agisce per motivi ideologici. Toghe rosse pronte a sabotare, a suon di cavilli e con l’appoggio della sinistra, quanto fa il governo. Chi ha a cuore la sicurezza dell’Italia deve votare Sì”. E via postando con altre card fabbricate per accostare il tema dei migranti e della sicurezza alla riforma. “I centri in Albania sono un modello per l’Europa, ma non per certi giudici politicizzati. Il 22 e 23 marzo non fermare il cambiamento!”. Per finire con la chicca: “Voglio che non ci siano disegni politici della magistratura sull’immigrazione” spiega la card su fondo bianco e barcone carico di clandestini. Che incassa like ma pure i pernacchi per la disinformatia che gode dell’immunità dei fact checking zelanti.
E’ dimostrato che le dittature si appropriano dei mezzi di comunicazione,mettono all’indice l’informazione avversa,censurano i dissidenti, aboliscono la giustizia indipendente,cambiano le leggi a loro favore con colpi di mano,aggirano le costituzioni esistenti ….insomma si fanno i loro interessi.
E sotto di loro una massa di dereliti incapaci di reagire.
La strada nostra è questa … la vendetta sopita per anni oggi risorge con il beneplacido di una minoranza…e il grave è proprio questo…una minoranza!
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