
(di MICHELE SERRA – repubblica.it) – Oxfam è un’associazione internazionale di organizzazioni no profit che si occupa di studiare le diseguaglianze economiche a livello globale. Secondo l’ultimo rapporto Oxfam, l’uno per cento della popolazione mondiale (diciamo: i molto ricchi) possiede beni pari al triplo dell’intera ricchezza pubblica del pianeta. Scuole, ospedali, ferrovie, strade, infrastrutture, parchi, terreni, edifici pubblici, insomma i beni comuni: non valgono che un terzo del patrimonio privato dell’uno per cento degli esseri umani.
È un dato così eloquente, così soverchiante, così enormemente rappresentativo dell’attuale stato del mondo, che ci si domanda come si possa parlare d’altro. Oxfam spiega che, dal 1975 a oggi, la forbice tra beni privati e beni pubblici è costantemente aumentata, e continua ad allargarsi in modo esponenziale. Il capitalismo è in una fase ferocemente selettiva, e il mito liberista della ricaduta “a pioggia” della ricchezza (per contagio? per miracolo?) da poche mani a tante si è rivelato una fola consolatoria che i suoi fautori si guardano bene dall’ammettere.
Tutte le elucubrazioni, qualcuna anche divertente, sulla confusione post-ideologica e il conseguente appannarsi delle differenze tra destra e sinistra (se preferite: tra una visione rassegnatamente classista e una ostinatamente solidale della società), si sciolgono come neve al sole di fronte all’evidenza: tassare i miliardari è di sinistra, non tassarli è di destra. È anche possibile ipotizzare che se il dibattito politico tornasse a focalizzarsi su questo aspetto strutturale del nostro presente e del nostro futuro, sarebbe sicuramente meno noioso; e forse, addirittura, più partecipato.
Qualte patrimoniali per ricconi ha fatto la sinistra di Serra in Italia ?
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