Un ispettore mandato dal Papa sta ascoltando i membri della Curia. Controlli su conti e operazioni immobiliari. Il portavoce: «Tutto in regola»

(VALENTINA FREZZATO, PIERO BOTTINO – lastampa.it) – C’è una scena, in particolare, che è rimasta impressa in questi (quasi) quattordici anni del vescovo Guido Gallese alla guida della diocesi di Alessandria: l’arrivo al pranzo per i poveri del Natale 2023 a bordo della sua Tesla. Ed è da allora che in città si accumulano battute. E critiche.
Da qualche giorno dalle critiche si è passati agli «io lo sapevo», perché in via del Vescovado è arrivato un ispettore del Vaticano. Non si sa quanto tempo si tratterrà, ma la sua sola presenza inizia a far discutere: è il cardinale Giuseppe Bertello, uno dei più esperti e autorevoli porporati, inviato da Roma, dal Dicastero dei vescovi – l’organismo della Santa Sede che tra i vari compiti ha quello di vigilare sul governo delle diocesi – a indagare sull’operato di monsignor Gallese. L’arrivo di un visitatore apostolico solitamente è motivato da problemi economici o dottrinali, oppure entrambi: difficile al momento ottenere conferme da chi è già stato convocato. Si sa solo che Bertello ha iniziato a sentire i membri della curia, i sacerdoti, i laici. Quasi tutti molto riservati sulle domande e soprattutto sulle risposte.

Ma che cosa ha fatto scattare la visita apostolica? Non la Tesla, nemmeno le tavole da kitesurf, il suo sport preferito per il quale, si dice in città, «va ad allenarsi anche in Sudamerica». Pare che a Roma negli anni si sia accumulato un discreto dossier sul vescovo di Alessandria, alimentato da lettere e denunce di persone che, evidentemente, non lo apprezzano. È finito naturalmente anche sul tavolo dell’allora Prefetto del Dicastero dei vescovi, dal 2023 il cardinale Robert Francis Prevost, poi eletto papa Leone XIV.
Ciò che sembra già certo è che il cardinale ispettore stia verificando i conti, legati forse alle operazioni più importanti portate a termine in questi anni. A cominciare dall’attuale alloggio del vescovo, nello storico convento che fu dei frati cappuccini (all’epoca più volte definiti «sfrattati»), e al nuovo Collegio Santa Chiara, dove ora vengono ospitati (paganti) gli studenti universitari. Secondo alcuni la diocesi da diverso tempo ormai non pubblica i suoi bilanci.
Sulla visita il vescovo preferisce non rispondere direttamente. Parla però Enzo Governale, il suo portavoce: «Desidero dichiarare con estrema fermezza che il nostro vescovo, come accade di prassi per ogni visita apostolica, non conosce il motivo specifico per cui sia nata questa esigenza: la Visita è un dono che si accoglie con obbedienza, non un’indagine di cui si conoscono i capi d’accusa. È però naturale che un passaggio così autorevole porti con sé domande sui temi economici, da sempre uno degli argomenti più scandalosi quando si parla di Chiesa. Negli anni, purtroppo, abbiamo sentito cronache bruttissime e capisco che il sospetto possa essere un riflesso legittimo. Quello che posso dire con assoluta serenità è che sicuramente anche i bilanci verranno visionati, ma dubito che troverà un segno “meno” in fondo». Poi entra nello specifico: «Gli investimenti sul Collegio Santa Chiara e su Casa San Francesco sono sotto gli occhi di tutti e sono stati realizzati grazie al fondamentale sostegno dello Stato e della Fondazione Cassa di risparmio di Alessandria. Siamo di fronte a una gestione che non ha paura della luce ma che anzi trova nel controllo un’occasione per confermare la bontà del cammino intrapreso».
Cammino che ogni tanto il vescovo percorre in Tesla. «So bene – aggiunge il portavoce – che la scelta della Tesla ha sollevato curiosità e qualche critica, ma va letta con lo sguardo della Laudato Si’. Il vescovo percorre migliaia di chilometri ogni anno per raggiungere ogni angolo della diocesi e per i suoi impegni con la Conferenza episcopale italiana e regionale. Scegliere un’auto elettrica è stato un investimento consapevole sulla sostenibilità grazie all’abbattimento dei costi di carburante e manutenzione. L’auto comunque non è stata acquistata dalla Diocesi. Capisco che possa fare impressione vedere un vescovo su un mezzo simile, spesso associato al lusso, ma è una scelta di efficienza». Come si coniuga questa scelta con l’attenzione verso i poveri, non sufficiente secondo alcuni critici del vescovo? «In questi anni la cura dei più fragili non è diminuita, si è anzi strutturata per essere più efficace».
Di sicuro il Vaticano vuole vederci chiaro. Anche perché l’invio di un ispettore – e la scelta di un profilo altissimo, come Bertello, ex governatore del Vaticano – è un fatto piuttosto eccezionale.
Toh! Si scoprono gli altarini.
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