Eliseo Entertainment in crisi. La società di Barbareschi va verso il concordato preventivo. Con 40,2 mln di debiti, la casa di produzione si ritrova ad affrontare una profonda crisi, aggravata dalla mancata vendita del Teatro Eliseo nella Capitale. Ora si attende la decisione del tribunale di Roma

(di Claudio Plazzotta – italiaoggi.it) – La casa di produzione Eliseo Entertainment spa, con le sue divisioni cinema, fiction, intrattenimento, documentari (ovvero la vecchia Casanova multimedia) e teatro, controllata al 100% da Luca Barbareschi, è in crisi e va verso il concordato preventivo.

In particolare, con provvedimento iscritto al Tribunale di Roma lo scorso 22 dicembre 2025, la società Eliseo Entertainment spa ha presentato domanda di ammissione al pre-concordato, «al fine di richiedere al competente tribunale la concessione del termine massimo di legge per il deposito della proposta di piano di concordato preventivo in continuità».
Montagna di debiti: peso non più sostenibile
Il grosso problema della casa di produzione di Barbareschi è rappresentato dalla montagna di debiti sotto i quali è sepolta: 40,2 milioni di euro alla fine dell’esercizio 2024, di cui ben 25,6 milioni verso le banche, e poi 4,3 milioni di debiti tributari, 7,7 milioni verso i fornitori. Un peso non più sostenibile per una società che ha chiuso il 2024 con 16,6 milioni di euro di ricavi (27,7 milioni nel 2023) e con 1,7 milioni di perdite. Insomma, Barbareschi ha trovato il tempo di battibeccare in tv su Rai 3 con Sigfrido Ranucci, anche se il momento della sua società di produzione è drammatico.
Barbareschi a Ranucci: «Watch out»
Domenica 11 gennaio, in apertura del suo programma Allegro ma non troppo, in onda su Rai 3 (subito dopo Report), Barbareschi, rivolgendosi a Ranucci aveva detto: «Vorrei ringraziare il conduttore di Report e ricordargli che mi chiamo Luca Barbareschi e dopo il suo programma c’è il nostro, ma lui fa fatica a dirlo. E allora voglio ricordargli che non dovrebbe fargli fatica, perché il suo consulente commerciale è quello che mi sta spiando da due anni, l’ho letto sui giornali, e per questo verrà querelato. Io non spio voi ma, almeno, ricordatevi il nome. Watch out, stai attento».
L’inchiesta sul Teatro Eliseo
Domenica 18 gennaio Ranucci aveva però chiuso la sua trasmissione Report proprio con un’inchiesta sui finanziamenti pubblici al Teatro Eliseo, di cui è proprietario lo stesso Barbareschi, chiosando: «Barbareschi dovrebbe restituire otto milioni di euro al ministero della Cultura che glieli ha anche chiesti, ma lui si è rifiutato. Ora Allegro ma non troppo può cominciare».
Dal botta e risposta alla sfida a duello
E non si è fatta attendere l’ulteriore replica di Barbareschi: «Ranucci mi annoia, l’ho ribattezzato Torpor. Milena Gabanelli faceva una bella trasmissione, lui no. Ed è un impiegato della Rai come me. Però è maleducato, il programma successivo si lancia sempre, ce lo insegnò Berlusconi. Non gli voglio male. È uno dei tanti finti eroi che poi finiscono nel nulla. Lo sfido a duello. A cazzotti o con la spada, scelga lui».
Stop alle due fiction in cantiere per Rai
In realtà, prescindendo dal cat fight tra le primedonne Barbareschi e Ranucci, nei salotti romani, sotto le feste di Natale, si parlava molto delle due fiction che Barbareschi avrebbe dovuto produrre per Rai (una, A casa di papà, con Serena Autieri e Fortunato Cerlino, l’altra, a quanto pare, sul padel), con riprese però bloccate e set fermi poiché la situazione della sua società si era aggravata al punto che le banche avevano chiuso i rubinetti.
Nessun salvagente: fallisce la vendita dell’Eliseo
Ed è lo stesso Barbareschi, amministratore unico di Eliseo Entertainment spa, a sottolineare, nella relazione sulla gestione al bilancio 2024 che «per superare la tensione finanziaria venutasi a creare nel corso del 2024 la società aveva già sottoscritto, in data 30 aprile 2024, un accordo vincolante per la vendita del suo principale asset immobiliare, il teatro Eliseo di Roma. Purtroppo il potenziale acquirente non ha portato a termine l’operazione, rinunciando alla caparra versata».
Aprile 2025, al via la ristrutturazione
Si è aperta quindi una crisi, con una importante «attività di ristrutturazione iniziata formalmente in data 9 aprile 2025 quando è stata presentata in camera di commercio domanda di accesso alla procedura di Composizione negoziata per la soluzione della crisi di impresa».
Da parte le strategie, ora si attende il tribunale di Roma
Le strategie messe in atto da aprile a dicembre 2025 non hanno però portato a grandi risultati: il piano quinquennale di risanamento proposto ai creditori non è stato accettato, e il 5 dicembre 2025 la Eliseo Entertainment, non ricevendo le adesioni alle proposte inviate, ha preferito archiviare la composizione negoziata della crisi, puntando invece allo strumento del concordato preventivo in continuità.
Ora si attendono le decisioni del tribunale di Roma. Per il futuro di una casa di produzione che, andando a guardare ai contenuti realizzati in questi anni, non ha certamente brillato per successo di pubblico e critica.
Chiunque sia di Roma e passi davanti al Teatro Eliseo (io l’ho fatto ieri sera uscendo da un cinema dove ho visto un film che mi ha particolarmente sconvolto, Sirat, che consiglio a tutti) si può rendere conto dello stato in cui è ridotto. Un luogo dal valore storico incredibile, che ha visto andare in scena opere memorabili, a cominciare da quelle di Visconti, tappezzato di cartoni. Come quando in alcune attività commerciali capita di leggere “svendo tutto”. Barbareschi è un arrogante, un incapace.
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Ma Barbareschi…..chi……????
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Il gne.gne.. di chi ha avuto una fortuna(soldi) e non la saputa gestire perchè ….avido di soldi…sempre più soldi …ed ora poverino non arriva a fine mese… sempre con soldi pubblici.Non gli hanno ancora proposto di presentarsi candidato per la destra?Solo così potrà risolvere tutti i suoi problemi!
Che vergogna che circoli ancora gente di sta risma…il berlusconismo rivive!
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Barbareschi, un bellimbusto.
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