
(di MICHELE SERRA – repubblica.it) – La lettera di Trump al presidente della Norvegia non sarebbe stata concepibile nemmeno dal più geniale sceneggiatore di film comici di tutti i tempi. Per dire: neanche Mel Brooks, neanche Monty Python. È un capolavoro di nonsense, una parodia feroce (quanto involontaria) della megalomania del potere, un esercizio di scuola sulla instabilità psichica che si attribuisce ai dittatori.
Partiamo dalla forma: lamentarsi con il presidente della Norvegia per non avere ricevuto il Nobel per la Pace è come protestare con la Casa Bianca perché il proprio film non ha vinto l’Oscar. La Norvegia in quanto Stato c’entra zero con il comitato indipendente, e di composizione internazionale, che assegna i Nobel. Passando poi al contenuto, spero che abbia già fatto il giro del mondo per quanto è esilarante: siccome non mi avete dato il Nobel per la pace — dice quasi esplicitamente Trump, ma alla persona sbagliata — allora non potete pretendere che io non invada la Groenlandia. Alla stessa stregua, gli scienziati non premiati dal Nobel potrebbero dire, per ripicca: siccome non mi avete dato il Nobel per la fisica, allora mi rimangio tutti i miei studi e vi dico che l’atomo non esiste e la materia è fatta di marzapane.
Viene perfino il sospetto che Norvegia e Danimarca, nella mente rudimentale dell’attuale presidente degli Stati Uniti, in questo democraticamente simile a quella di molti suoi elettori, siano su per giù la stessa cosa: paesi molto freddi del Nord Europa, tutta roba che con la Groenlandia c’entra sicuramente.
So bene che cosa state pensando: il momento è gravissimo, cosa c’è da ridere? Che una persona di zero cultura e di smisurata prepotenza sia il padrone del mondo, dovremmo considerarla una cosa buffa? La risposta è sì. Il fatto che un buffone possa mettere in ginocchio il mondo non significa che non sia un buffone.
Asimmetrie. Sono legittimi solo i nostri governi, gli altri si possono massacrare
(di Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – L’idea dell’uomo-massa è che siano “legittimi” soltanto i leader politici eletti con i sistemi elettorali delle democrazie occidentali. In realtà, la legittimità di una classe governante può essere radicata nel principio democratico (“sono legittimato a governare perché sono stato eletto dal popolo”); nel principio dinastico (“sono legittimato a governare perché sono il figlio di un re”), nel principio teocratico (“sono legittimato a governare dalla volontà divina”), nel principio rivoluzionario (“sono legittimato a governare grazie alle masse che hanno abbattuto il regime precedente”). Lenin era un leader legittimo in base a una rivoluzione: fu la rivoluzione del 1917 a stabilire il criterio della legittimità politica in Russia. Vittorio Emanuele II era un governante legittimo perché era il figlio di un re. Il Papa è il legittimo governante dello Stato del Vaticano per intercessione dello Spirito Santo. Khamenei è un leader legittimo in base alla rivoluzione antioccidentale del 1979. Questo, perlomeno, è ciò che le scienze sociali, che in teoria dovrebbero essere avalutative, insegnano. Tutto questo per dire che la situazione in Iran è molto più complessa di come appare all’uomo-massa: gli iraniani schierati con Khamenei sono milioni, come dimostrano le folle che, negli anni, sono scese in piazza a sostenerlo. Teheran è stata attraversata da folle oceaniche in sostegno di Khamenei quando, il 3 gennaio 2020, Trump uccise il generale Soleimani a Baghdad, e in occasioni più recenti. È contrario all’evidenza pensare che Khamenei sia al potere contro il 100% degli iraniani. Nell’elaborare le proprie strategie contro l’Iran, l’Occidente dovrebbe tenerne conto.
Sono interessato a studiare i processi di pensiero dell’Occidente nei confronti delle altre civiltà. Secondo Giorgia Meloni, la soluzione alle sofferenze dei palestinesi è l’eliminazione di Hamas. Eppure, Fratelli d’Italia non propone di porre fine alle sofferenze dei manifestanti iraniani eliminando le sanzioni degli Stati Uniti o sanzionando Israele per il bombardamento dell’Iran. I problemi a Gaza si risolvono mantenendo Netanyahu al potere; i problemi a Teheran si risolvono rovesciando Khamenei. Ai tempi delle crociate cristiane, soltanto i governanti cristiani erano legittimi. Ai tempi delle crociate democratiche, soltanto i governanti democratici sono legittimi. Che cosa hanno in comune queste due crociate apparentemente diverse? In entrambi i casi, sono legittimi soltanto i governanti occidentali. La conseguenza pratica di questo processo mentale è che i leader occidentali possono massacrare le società non occidentali come vogliono. Il problema non era Hitler, ma la Germania. Il problema non è Trump, ma l’Occidente. Credere di poter capire il trumpismo, al di fuori dell’Occidente, è come pensare di capire Michelangelo al di fuori del Rinascimento. Quando l’Occidente produce qualcosa di esecrabile, la prima operazione che compie è espellere quella cosa dal suo seno dopo averla allattata. Trump è più normale che eccezionale. Netanyahu, Smotrich e Ben-Gvir non hanno nulla di anormale. Gaza è una vecchia storia. L’unico modo di difendere l’Occidente è criticarlo perché l’Occidente passa la gran parte del suo tempo nella negazione dei valori che professa. Ora che la categoria del “putiniano” sta passando di moda, sotto il crollo dell’Ucraina e la mortificazione permanente dell’Europa, è urgente che il Corriere della Sera inventi una nuova categoria per continuare a camminare ad occhi chiusi. Quale autocelebrazione potrebbe aprire gli occhi?
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Pensavamo che il nemico fosse Putin e invece ancora una volta il vero nemico è l’ignoranza.
Inoltre questo fa molto riflettere su cosa significa avere l’uomo (o la donna) solo/a al comando: finchè è persona di cultura e rispettosa delle istituzioni può anche starci, ma se ti capita una Giorgia Trump qualunque, sono mazzi amari.
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Due pensieri contrapposti quelli di Serra e di Orsini . Io la penso come il professore riguardo al fatto che non si può estrapolare Trump dall’ occidente per convenienza del momento i lo stesso Netanyahu. Essi sono dei prodotti ,diciamo estremi, del modo di pensare ed agire di noi occidentali. La polarizzazione tesa a mettersi da una parte in modo manicheo dando alla parte contrapposta tutte le colpe ,in una sedicente democrazia , dimostra il fallimento dell stesso principio su cui si fonda cioè la sovranità del popolo . Se gli elettori hanno scelto Trump, che piaccia o meno, quelle persone erano statunitensi come lo erano quelli che hanno scelto Clinton o Obama , che poi non si sono comportati con l’ impero in modo molto dissimile ma solo molto più ipocritamente badando alla facciata come i sepolcri imbiancati .
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Tutto questo per dire che la situazione in Iran è molto più complessa di come appare all’uomo-massa: gli iraniani schierati con Khamenei sono milioni, come dimostrano le folle che, negli anni, sono scese in piazza a sostenerlo. Teheran è stata attraversata da folle oceaniche in sostegno di Khamenei quando, il 3 gennaio 2020, Trump uccise il generale Soleimani a Baghdad, e in occasioni più recenti.
Bravo Orsini: negli anni, è stata; adesso non è più così
È contrario all’evidenza pensare che Khamenei sia al potere contro il 100% degli iraniani. Nell’elaborare le proprie strategie contro l’Iran, l’Occidente dovrebbe tenerne conto.
E’ contrario all’evidenza? No Orsini E’ EVIDENTE, non contrario.
1 USD to IRR – US Dollars to Iranian Rials Exchange Rate
1MLN di Rial per un dollaro non ti sembra evidente? Non basta?
Se un iraniano oggi va al mercato a comprare 4 pomodori e due cipolle e prova a pagare quanto chiesto con la valuta locale, i casi sono due: o il commerciante gli mette due dita negli occhi o altrimenti gli dice: se li tiri in faccia ad Orsini te li do gratis.
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