(di MICHELE SERRA – repubblica.it) – La lettera di Giuseppe Conte al Corriere della sera, nella quale spiega la posizione dei cinquestelle sull’Iran, avrebbe potuto essere controfirmata da Schlein. Nonché dalla grande maggioranza degli elettori di centrosinistra. Diceva (mi scuso per l’estrema sintesi): siamo contro gli ayatollah e al fianco dei ragazzi iraniani, ma consideriamo rovinosa la sola ipotesi di un intervento militare americano.

Nei giorni precedenti una lettura distratta, ma anche meno distratta, dei media italiani, non aveva dato questa impressione. Prevaleva un’idea di divisione quasi insanabile “a sinistra” a proposito dell’Iran. Certo, questa impressione era influenzata anche dall’astensione dei cinquestelle, in Senato, sulla mozione “bipartisan” dei partiti, che non includeva anche la contrarietà preventiva a un intervento armato americano. E non c’è dubbio che sulla questione gravano anche vecchie sclerosi della sinistra sedicente antagonista che dove vede nemici dell’America si entusiasma anche se si tratta di dittature assassine e di preti invasati. Ma alla fine dei conti, e con due giorni di tempo per metterlo in chiaro, sulla questione Iran non c’erano voragini e barriere, a dividere l’opposizione.

Quello che colpisce è la fatica enorme, spesso la goffaggine, con la quale l’opposizione comunica se stessa. Sarà anche colpa dei media, che sorvolano sulle divisioni (enormi) in politica estera dei partiti di governo e gradiscono indugiare su ogni increspatura interna all’opposizione. Ma visto che la situazione è questa, diventare un poco più scafati, più precisi e più puntuali nella comunicazione, non aiuterebbe? Come prova di campo largo, un ufficio-stampa largo, volendo anche clandestino, che provi a dare qualche buon consiglio?