(Giancarlo Selmi) – Il migliore testimonial delle ragioni del NO, che riesce a spiegare meglio che chiunque altro, è lo stesso autore della controriforma della giustizia, Carletto “mezzolitro” Nordio (brillante definizione di Travaglio). Dovrebbero metterlo a capo del comitato per il NO, meglio di lui nessuno. Neppure Barbero, con il suo autorevole intervento nel video con la splendida spiegazione dei motivi che lo spingeranno a votare NO, è riuscito a fare capire meglio quali siano i veri motivi della schiforma, di quanto non abbia fatto il diversamente sobrio autore della stessa.

Una schiforma, peraltro, ampiamente teorizzata e ritenuta necessaria da Licio Gelli nel suo “piano di rinascita democratica”. E già questo dovrebbe dare sufficienti indicazioni per capire quali progetti e necessità essa andrebbe a coprire. Ma Carletto ha deciso di dare una mano al NO con le sue dichiarazioni e sputtanare le menzogne di chi quella schiforma cerca di difendere. La prima fu quando dichiarò di non capire l’ostilità di Schlein, visto che la riforma avrebbe aiutato anche un eventuale governo della sinistra.

Qualche altra cosetta l’ha inserita nel suo libro, raggiungendo l’apoteosi di una visione da medioevo giuridico con la seguente chicca, sintetizzata ed esposta con il suo autentico e incontrovertibile significato: “se passerà il sì, farò di tutto per proibire definitivamente l’uso del Trojan per i casi di corruzione. Uno strumento diabolico e incivile che ha rovinato la vita a persone anche per modestissime mazzette”. Va ripetuto perché rimanga il senso di una roba allucinante: modestissime mazzette.

Io non so e non posso sapere se una tale scemenza sia stata il risultato di uno spritz particolarmente buono o del numero degli spritz ingurgitati. So ed è certo, che queste parole le ha messe nero su bianco l’autore di una riforma costituzionale che pretende cambiare l’impianto del nostro sistema giudiziario, quello pensato dai nostri Padri Costituenti. Che questo concetto sia stato messo nero su bianco da un cosiddetto “giurista”, che riguardi l’Italia, uno dei Paesi più corrotti al mondo, dove la corruzione costa al Paese (secondo uno studio accreditato di un organismo internazionale, il RAND) il 13% del PIL, l’enorme cifra di 237 miliardi di euro.

Mazzette “modestissime” per chi paga o per chi riceve? E qual è il limite per definirle tali? Evitando di indagare sulle modestissime, non passerebbero nell’oblio anche quelle che “modestissime” non sono? Una legge per scudare penalmente o depenalizzare le modestissime mazzette perché no? La proporrà Carletto mezzolitro dopo che avrà vinto il sì? L’importo a quanto sarà fissato? Se venissero date a rate, per definirle modestissime varrà l’importo totale o quello delle singole rate?

Chi non delinque, non è corrotto, non ha paura della Magistratura. L’intento della schiforma non è quello di separare le carriere dei magistrati (che, peraltro, sono già separate), è quello, attraverso la riforma del CSM di portare la magistratura sotto il controllo del governo. È quello di dare alla politica la possibilità di ordinare alla Magistratura su quali reati indagare e quali no. È un vero e proprio “liberi tutti” ai politici, rubate quanto e quando volete. È il progetto della costituzione di un privilegio feudale in favore della casta.

È un salvacondotto, un lasciapassare, è promessa d’impunità. È la prima pietra della costruzione di un regime. Per questo e per tanto altro, andiamo a votare e VOTIAMO NO