Il piano governativo presentato dal sottosegretario Delmastro prevede la costruzione di sette nuove carceri speciali, tre delle quali sull’isola

(lespresso.it) – Una riorganizzazione speciale delle carceri richiesta dal governo che – secondo l’amministrazione regionale della Sardegna – rischierebbe di trasformare il territorio in una “Cayenna” (o Guantanamo, che dir si voglia) d’Italia. Il ministero della Giustizia e la Regione a statuto speciale stanno cercando un punto d’incontro nell’ambito della trasformazione del sistema carcerario di massima sicurezza sull’isola. Dal verbale della seduta del 18 dicembre della conferenza Stato-Regioni – reso noto oggi, venerdì 16 gennaio – emerge che il governo vorrebbe lasciarsi alle spalle l’attuale modello.
Ad oggi, i detenuti in regime di 41-bis sono ospitati in 12 istituti, quasi tutti caratterizzati dalla “promiscuità” con altri circuiti detentivi. Secondo il piano governativo, presentato dal sottosegretario Andrea Delmastro, si prevede la costruzione di sette carceri speciali in totale, di cui 3 su suolo sardo, nei poli di Sassari, Nuoro e Cagliari Uta.
Le preoccupazione della Regione
La Sardegna teme così che la sua insularità diventi una condanna. “Quello che bisogna fare adesso è una presa di responsabilità di tutte le parti politiche, abbandonare i colori e cominciare a difendere la propria terra”, ha detto la presidente della Regione Alessandra Todde che ha aggiunto: “Non ci meritiamo di essere considerati come la Cayenna d’Italia”. Anche l’assessora della Difesa dell’ambiente Rosanna Laconi ha espresso “estrema preoccupazione”, ricordando i decenni in cui la Sardegna è stata percepita come una colonia penale e citando il caso dell’Asinara.
L’adeguamento alle linee della Corte Costituzionale
Le sette strutture che accoglieranno i 750 detenuti in regime di 41-bis rispondono all’obiettivo di adeguarsi alla sentenza n. 30 della Corte Costituzionale del 2025, che impone di garantire ai detenuti almeno quattro ore d’aria. Tale requisito sarebbe difficile da rispettare nelle strutture attuali, troppo vecchie e promiscue. Per assicurare ai detenuti speciali – che secondo la legge no dovrebbero avere contatti con gli altri – un adeguato numero di “passeggi”, sarebbe necessario dunque trasferirli in strutture apposite.
Vergognaaaa… un’isola bellissima trasformata in un cesso …prima con i poligoni,poi con il sito delle bombe e adesso con la costruzione delle carceri?
Un’isola che vivrebbe tranquillamente di il turismo e l’agricoltura.
Costruitele a Roma così risparmiate anche nel trasferimento dei detenuti!
Allargate regine Coeli così risparmiate pure nelle visite del Papa e dei politici .
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Mi chiedo se non sarebbe meglio appenderli a una trave.Si risparmierebbe tempo e denaro🤔
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