Indagine su Garante privacy, tra utilità corruzione anche ‘tessere volo’

(ANSA) – ROMA, 15 GEN – Ci sono anche alcune tessere “Volare Classe Executive”, del valore di 6 mila euro ciascuna, tra le utilità contestate i quattro indagati, tutti componenti del collegio del garante della Privacy, dai pm di piazzale Clodio. E’ quanto emerge dal decreto di perquisizione e sequestro eseguito oggi dalla Guardia di Finanza.
In particolare, nel capo di imputazione in cui si contesta la corruzione, si afferma che gli indagati “in concorso tra loro, quali pubblici ufficiali, omettendo un atto del loro ufficio, ovvero non erogando alcuna sanzione se non una meramente formale alla società Ita Airways (nella quale – si legge – per altro il responsabile della protezione dei dati era, per gli anni 2022 e 2023, un avvocato membro dello studio legale fondato da Guido Scorza e del quale è tutt’ora partner la moglie di questi), a fronte del riscontro di irregolarità formali e procedurali nel monitoraggio delle comunicazioni e nella tenuta della comunicazione relativa al trattamento dei dati nonché mettendo comunque a disposizione i propri poteri e la loro funzione in favore della società di volo, ricevevano come utilità tessere ‘Volare'”.
Per quanto riguarda le accuse di peculato, i magistrati di Roma contestano agli indagati che “avendo per ragioni del loro ufficio la disponibilità di denaro pubblico se ne appropriavano attraverso la richiesta di rimborsi per spese compiute per finalità estranee all’esercizio di mandato per un importo ancora da quantificare”. Sempre per questa fattispecie agli indagati viene contestato di avere “utilizzato l’auto di servizio per finalità estranee alla funzione pubblica”.
BONELLI, DIMISSIONI COLLEGIO DEL GARANTE DELLA PRIVACY ATTO NECESSARIO
(ANSA) – ROMA, 15 GEN – “Le perquisizioni nella sede del Garante della Privacy e l’indagine che coinvolge il presidente Pasquale Stanzione, partita dalle inchieste giornalistiche di Report, pongono un problema politico e istituzionale immediato. Un’Authority deve essere indipendente, terza, al di sopra delle parti.
Qui emergono elementi che indicano una gestione non trasparente. Il Garante non può essere percepito come sotto l’influenza dell’esecutivo né come una sua succursale. In questo quadro, la permanenza dell’attuale presidente è incompatibile con la funzione di garanzia che l’Autorità deve svolgere.
Per ristabilire terzietà, autorevolezza e fiducia, le dimissioni dell’intero collegio sono un atto necessario”. Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.
I PM vogliono vendicarsi, i garanti sono garantisti per antonomasia, giustizia ad orologeria, ci fosse la separzione non si permetterebbero di indagare persone “garantite dal garante”, siamo sereni,
non ci faremo intimidire, magistrati comunisti,
e via così andando…
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Non c’è niente da fare …il denaro tira più di un carro di buoi ;anche se questo proverbio era riferito a un’altra cosa preziosa.
Segui il denaro diceva qualcuno e …troverai il reato e il reo!
Anzi togliete il cartaceo e mettete il clic…seguiti il tracciamento e troverete ….il reo!
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Mentre l’indagine sul Garante della Privacy scoperchia un sistema di corruzione fatto di favori e tessere volo, lo sgoverno lavora per disarmare gli investigatori. Nordio ha già annunciato che lo strumento del trojan è un’inciviltà da abolire per i reati contro la Pubblica Amministrazione. Una volta limitati i trojan ai soli reati di mafia, indagini come questa diventeranno solo un ricordo. Se non puoi intercettare la corruzione, la corruzione magicamente scompare.
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