Politico rivela che le intelligence dei due Paesi hanno effettuato esperimenti su questo strumento che, secondo gli attivisti, è stato usato in piazza a Belgrado contro le proteste l’anno scorso. Si conferma così il legame stretto con Mosca nonostante le ambizioni europee del Paese balcanico

Cannoni sonici contro i manifestanti: servizi serbi e russi hanno condotto test sui cani

(di Daniele Castellani Perelli – repubblica.it) – Un boato inquietante. Il 15 marzo scorso a Belgrado, durante una delle manifestazioni anti-governative che ormai da tempo si tengono regolarmente in Serbia, la folla si disperse improvvisamente nel panico davanti alla polizia. A causa di un rumore assordante. E molti si chiesero se le forze dell’ordine non avessero usato un sound cannon, un “cannone sonico”, arma non letale ma molto pericolosa. Un’accusa che il ministero degli Interni e l’intelligence Bia respinsero. Oggi però uno scoop di Politico rivela che le autorità serbe hanno testato questa arma da “sparare” contro i manifestanti. E che lo hanno fatto con l’aiuto dei famigerati servizi di sicurezza russi.

Cos’è un Lrad, un cannone sonico

Documenti governativi visionati dalla testata europea raccontano che l’amministrazione del presidente Aleksandar Vucic, due settimane dopo quell’episodio, ha svolto esperimenti su questi altoparlanti potentissimi, Long-Range Acoustic Devices (Lrad), strumenti che sono pensati per la comunicazione a lunga distanza ma che, se utilizzati contro persone vicine, possono portare a lesioni ai timpani, oltre a causare mal di testa, vertigini e nausea. Gli stessi sintomi riportati il 15 marzo in ospedale dai manifestanti dopo esser stati “investiti” da quel rumore che sembrava l’arrivo di “una locomotiva” o di “un gruppo di motociclisti”.

I test sugli animali

Proprio nell’indagine nata dopo la protesta per verificare cosa avesse provocato quel rumore, gli specialisti dell’intelligence serba e russa hanno condotto i test su dei cani. Gli animali, scelti per la loro sensibilità agli effetti acustici, sono stati sottoposti ai suoni di due modelli di Lrad che possono emettere fino a 150 decibel, l’equivalente di un motore di un jet al decollo. E secondo l’Fsb non ne avrebbero risentito a livello di comportamento.

I test, che sarebbero stati condotti senza la necessaria autorizzazione per gli esperimenti sugli animali, sono stati criticati sia dagli animalisti sia dall’opposizione. L’attivista di sinistra Radomir Lazović ci vede un tentativo di Vucic di “coprire l’uso dei cannoni sonori contro i serbi durante le manifestazioni”. Inoltre segnalano, a livello politico, quanto l’apparato serbo sia ancora strettamente legato a quello russo. Una vicinanza inquietante, vista la crudeltà della repressione di Mosca e la tensione che si respira a Belgrado da quando sono cominciate le proteste anti-corruzione, nate dopo la tragedia del crollo della pensilina della stazione di Novi Sad, dove il primo novembre 2024 persero la vita 16 persone. La vicenda ricorda quanta strada debba ancora fare la Serbia nel suo processo di adesione alla Unione europea.