Trump o non Trump, noi europei facciamo le stesse cose degli americani. Ma nel loro interesse, a discapito del nostro.

(di Antonio Pitoni – lanotiziagiornale.it) – Diciamoci la verità. Nel primo anno del suo secondo mandato Donald Trump, con i suoi modi spicci e brutali, ha solo detto e fatto ciò che i suoi predecessori non dicevano, ma facevano, cercando di salvare almeno le apparenze.
Non è stato Trump a stilare la lista degli Stati canaglia, ma il repubblicano George W. Bush: Trump l’ha solamente aggiornata ai nuovi interessi degli Stati Uniti. Non è stato Trump ad invadere Cuba (Baia dei Porci, 1961) nel fallimentare tentativo di rovesciare Fidel Castro, ma il democratico John Fitzgerald Kennedy: Trump si è limitato ad emularlo con il blitz e il sequestro di Maduro in Venezuela e tornando, allo stesso tempo, a minacciare il governo de L’Avana. Non è stato Trump a fomentare la guerra in Ucraina, lucrando sull’Unione europea con la vendita di gas (al posto di quello russo di gran lunga più economico) e armi Usa, ma il democratico Joe Biden: Trump si è solo accordato con Putin, nel tentativo finora fallito di chiudere il conflitto, per continuare a svenare gli alleati-vassalli del Vecchio Continente con lo stesso gas e le stesse armi americane.
Quindi, a stupire non è tanto Trump, di cui oggi molti si dicono scandalizzati (vedi Macron) quando minaccia di prendersi la Groenlandia danese (quindi Ue) e alcuni (tipo Meloni) ne plaudono le gesta quando attacca il Venezuela (atto di legittima difesa) ma fischiettano se nel mirino mette un territorio Ue. Quanto piuttosto chi si stupisce dinanzi ad un copione che si ripete ininterrottamente dal secondo dopoguerra in poi. E’ la vecchia storia del dittatore buono e di quello cattivo ad uso e consumo degli interessi statunitensi a cui i Paesi Nato-Ue si allineano da sempre.
E’ successo in Iraq, in Afghanistan. Si è ripetuto con la Russia del ricercato internazionale Putin, messo da Biden sulla lavagna nella colonna dei cattivi, contro la quale l’Ue sta preparando il 20esimo pacchetto di sanzioni. Ma non con l’altro ricercato internazionale Netanyahu (zero sanzioni in due anni di genocidio), alleato degli Usa e quindi intoccabile in re ipsa. In fondo, Trump o non Trump, noi europei facciamo le stesse cose degli americani. Ma nel loro interesse e a discapito del nostro.
Portategli una cartina
(Di Marco Travaglio) – Nella guerra senza quartiere fra Partito della guerra e Partito Maga riesplosa alla Casa Bianca dopo il blitz venezuelano voluto dall’anima nera neocon Rubio, si spera che qualcuno mostri a Trump una cartina dell’Iran e un bignamino di storia. Così magari, ove mai gli fosse rimasto un granello di sale in zucca, capirebbe quali effetti potrebbe causare il suo “aiuto agli iraniani”: cioè un intervento militare su vasta scala (non un blitz mordi e fuggi, come quelli recenti nello stesso Iran, in Nigeria e a Caracas) per un cambio di regime in quello che da tre millenni è l’Impero Persiano, anche se da 90 anni si chiama Iran. La cartina potrebbe fargli notare che quel Paese misura 1,6 milioni di kmq, ha 92 milioni di abitanti, galleggia sulle seconde riserve mondiali di gas e sulle quarte di petrolio ed è immerso fra altre tirannidi altrettanto o ancor più feroci che non hanno interesse al contagio delle piazze. La storia potrebbe ricordargli che gli Usa hanno perso tutte le guerre dal 1946 a oggi perché non sapevano nulla dei Paesi che invadevano; che i regime change o falliscono rafforzando i regimi che dovevano rovesciare o ne issano al potere di uguali o di peggiori; che raramente i popoli in rivolta sognano di diventare succursali degli Usa (o “democrazie”, come spiritosamente le chiamiamo noi). Specie se, come gli iraniani, sono animati da una cultura millenaria e da un nazionalismo che ha retto a prove spaventose: la satrapia dello Scià (di cui qualche demente vorrebbe reinsediare il figlio), il golpe Usa-Uk contro il presidente laico democraticamente eletto Mossadeq (che aveva osato nazionalizzare l’Anglo-Persian Oil Company), la rivoluzione khomeinista, la guerra degli otto anni con oltre un milione di morti contro l’Iraq di Saddam appoggiato da tutto il resto del mondo, quasi mezzo secolo di sanzioni occidentali, le infinite aggressioni di Israele e Usa, la guerra all’Isis, l’assassinio trumpiano del generale Suleimani, i recenti rovesci rimediati in Libano e in Siria.
Si può anche uccidere, o rapire, o mettere in fuga l’ayatollah Khamenei (87 anni), ma un regime che dura da 46 anni non finisce con lui: non è un monolite, ma un meccanismo complesso, stratificato, fra potere teocratico, pasdaràn, oligarchi, polizia morale, polizia ordinaria, milizie basiji, esercito ecc. È il primo fornitore di petrolio alla Cina, sta nei Brics, è alleato di Russia, Iraq, Yemen e ha accordi di convenienza con l’altra potenza anti-israeliana dell’area: la Turchia. Non è il Venezuela, dove basta rapire Maduro e comprarsi la sua vice. E non è nel “cortile di casa” latinoamericano: è nel vaso di Pandora del Medio Oriente. Riusciranno i nostri eroi a scatenare un’altra guerra al buio senza sapere dove e a fare pure peggio degli ayatollah?
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“Riusciranno i nostri eroi a scatenare un’altra guerra al buio”…
se ascoltasse qualche demente di casa nostra, SI
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Infatti.
E’ passata meno di 1 ora ed è apparso subito JD.
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“Riusciranno i nostri eroi a scatenare un’altra guerra?”
Qualcuno avvisi MT e compagnia ragliante che la guerra in Iran è già incominciata: perlomeno, stando a fonti iraniane, i numeri sarebbero quelli.
Però, bisogna osservare come (soprattutto per gli ipocriti integrali) gli esseri umani non siano mica tutti uguali: se, puta caso, si fosse trattato di dodicimila gazawi, apriti cielo; invece sono dodicimila iraniani sì, ma della cui morte è responsabile solo ed esclusivamente il regime iraniano (che a breve si appresta anche ad impiccare dei manifestanti sulla pubblica piazza, tanto per gradire), quindi per il putiniano antioccidentale medio questi sono morti di serie B (non di serie C come gli ukronazi, sia chiaro; dispiace sempre, per l’amor di Dio, ma in un certo senso è come se fossero morti dodicimila conigli: povere bestie, sì, ma la vera indignazzzione è riservata esclusivamente ai morti causati dall’Occidente).
Purtroppo la suddetta compagnia ragliante ci rimarrà molto male, non potendo addossare agli americani anche la responsabilità di questo massacro in corso, ma chi voglio prendere in giro? Gli ipocriti integrali non si fanno certo di questi scrupoli, infatti lo stanno già facendo: la guerra del 2026 è unicamente, chiaramente ed univocamente tutta colpa delle sanzioni in vigore dal 1979 (le famose sanzioni a orologeria).
E se invece per qualche oscuro miracolo la crisi dovesse rientrare, nessun problema: ci si inventerà un’altra bella storiella, l’importante è i cattivi siano sempre gli stessi (in fondo, è per questo che il pubblico paga il biglietto).
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In Iran il regime uccide chi manifesta contro lo stato, ma siamo in uno stato autoritario ed oscurantista, sottoposto a pressioni esterne formidabili, dove molte organizzazioni dissidenti sono sostenute da forze nemiche, dal 1979 il regime si è compattato sempre più per sopravvivere, a causa dei tentativi stranieri di abbatterlo. Ogni volta che provano a farlo o lo attaccano o lo sanzionano, prolungano l’agonia e la sofferenza della popolazione, senza scalfire minimamente l’attuale regime.
QuaLi forze nemiche esterne operano nella più grande DEMOKRAZIA UCCIDENTALE?
Nel 2025, la polizia ha ucciso almeno 1.315 persone negli Stati Uniti.
I dati principali relativi all’anno appena concluso indicano che:
Armi da fuoco: Circa il 95% dei decessi è stato causato da colpi di arma da fuoco.
Altre cause: Il restante 5% delle morti è riconducibile all’uso di Taser, forza fisica o veicoli della polizia.
ma non ti ho sentito piangere per quei morti.
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@ ‘ano58: mi sfugge il collegamento tra dei criminali comuni, probabilmente armati, uccisi in normali azioni di polizia e dei civili inermi, massacrati per aver osato manifestare la propria contrarietà al regime, ma è un segreto che rimarrà tra te e il tuo psichiatra.
In ogni caso, per tua norma e regola, il sottoscritto le stragi di innocenti le ha sempre condanna TUTTE, senza eccezioni di sorta né di bandiera, e senza bisogno di fare l’elenco ogni volta, e se ancora non ti fosse abbastanza chiaro lo ribadisco anche ora: vale per tutte quelle presenti, passate e future, ovunque.
Sono i poveretti come te che non se lo possono permettere, perché per partito preso sono continuamente costretti a giustificare dei volgari assassini: pura prostituzione morale.
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(Ovviamente non poteva mancare il solito cornuto atlantista e zionista che maldigerisce qualsiasi critica all’Uccidente)
Fai così, JD.
Proponiti per fare le prove balistiche da YeYeLife.
Sono curioso di sapere se la tua zucca è più o meno resistente delle palle di cemento.
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