
(di Michele Serra – repubblica.it) – A Teheran i manifestanti sono milioni e i morti sono centinaia, in gran parte ragazze e ragazzi, e non sono scesi in piazza per Trump, per l’Occidente o quant’altro. Sono scesi in piazza per sé stessi, la loro libertà e il loro futuro, ben sapendo di rischiare la vita e la galera.
Non so dire nel resto d’Europa, ma nei volonterosi presidi di piazza italiani (pochi, e non all’altezza della gravità della situazione) non c’era, ahimè, la travolgente mobilitazione, soprattutto giovanile, che nei giorni peggiori dello sterminio a Gaza ci ha dato la speranza di un ritorno di massa all’impegno politico per una causa giusta e, chissà, per tutte le cause giuste.
Azzardo una spiegazione: molti degli attivisti e dei centri di mobilitazione politica che vedono nella causa palestinese un punto alto e decisivo del conflitto tra neoimperialismo “bianco” e popoli oppressi, per loro limiti ideologici non sono in grado di rilevare quelle forme di oppressione, di repressione e di violenza di Stato che non rientrino in quello schema.
È come se gli mancasse un pezzo del radar. È per questa ragione che, almeno in Italia, non vedrete mai una bandiera palestinese a una manifestazione per la libertà delle donne iraniane.
Ho il sospetto aggiuntivo che nelle ragazze di Teheran disposte a morire pur di uscire di casa con i capelli sciolti, queste attiviste e questi attivisti non riconoscano loro sorelle in prima fila sul fronte della lotta al patriarcato; e vedano solo, o soprattutto, il pericolo di un “passaggio di campo” dell’Iran, che libero dall’orribile morsa teocratica che lo massacra potrebbe diventare un nemico in meno dell’odiato Occidente.
Posto che Occidente non significa più niente: varrebbe comunque, per tutte e per tutti, il principio che la libertà è meglio della tirannia, e il sangue sull’asfalto è sempre sangue. Ma non sembra incidere, questo principio, nelle animose coscienze che si indignano solo a spicchi, a seconda che l’indignazione rientri oppure no nel loro orizzonte mentale.
Ora il Pd cerca la piazza. Ma a sinistra si fa fatica
Dai 5 stelle fino ad Avs: freno tirato
(di Salvatore Cannavò – ilfattoquotidiano.it) – Il Pd potrebbe organizzare una manifestazione a sostegno della popolazione iraniana in lotta. Se ne sta discutendo nell’entourage di Elly Schlein mentre chiudiamo questo articolo, il tema è stato posto anche se ancora si registra una certa lentezza nel muoversi sul tema. Che “una qualche manifestazione ci sarà” lo conferma al Fatto anche Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana, secondo cui si tratta di capire “come immaginarla”.
Il centrosinistra riflette sull’Iran e lo fa con fatica. È molto lontano il tempo in cui – il 1989, un’era geologica fa politicamente parlando – il segretario dell’allora Pci, Achille Occhetto, chiamò il partito a manifestare davanti all’ambasciata cinese per contestare il massacro di piazza Tienanmen. Fattori incomparabili, per proporzioni e significato storico. Ma che richiamano comunque la vocazione di solidarietà internazionale che a sinistra dovrebbe essere presente, al di là degli appelli pelosi e strumentali che vengono fatti da esponenti della maggioranza o dai principali giornali.
“I nostri silenzi su Teheran” titolava ieri l’editoriale del Corriere della Sera a firma Antonio Polito; “Qualcuno ha visto salpare una flotilla per Teheran?” è invece l’ilare tweet del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami (mentre FdI ha manifestato in piazza San Babila a Milano). Giochi di palazzo che servono soprattutto a delegittimare le manifestazioni pro-palestinesi facendo finta di non sapere che si manifesta per premere sui propri governi, immaginando una qualche utilità (il governo Meloni può agire su Israele mentre tutta la comunità internazionale sta già condannando l’Iran).
Al di là delle polemichette tipiche della politica italiana, la questione iraniana ha però un significato generale e può incidere sull’opinione pubblica. Sapendo che il tema della solidarietà si lega a quello di un possibile intervento occidentale. Il M5S, ad esempio, ribadendo ancora ieri la solidarietà alle manifestazioni e chiedendo al ministro degli Esteri Tajani di ampliare la sua informativa sul Venezuela anche all’Iran, avverte con Giuseppe Conte di quel rischio dicendosi contrario a qualsiasi intervento armato. Ma da quel che trapela dal M5S non si stanno prevedendo mobilitazioni di piazza. Che invece sono richieste da singoli esponenti del Pd. Come Laura Boldrini, che ricorda le lotte di “Donna, vita, libertà” e invita il suo partito a scendere in piazza sottolineando quanto sia importante che il regime di Teheran “cada per mano del suo popolo” e non certo sotto i colpi di armi statunitensi. Lo stesso fa il deputato Virginio Merola, già sindaco di Bologna, che si scaglia “contro la dittatura dei pasdaran”. Davanti all’ambasciata iraniana ci sarà oggi +Europa mentre il Partito radicale ha indetto una “Marcia” sabato 17 gennaio alle ore 10 a Piramide (Roma). La difficoltà a mobilitare da un lato, l’oggettiva complicazione data dall’attivismo trumpiano, che sta facendo di tutto per intestarsi la ribellione iraniana, rende certamente complicato immaginare mobilitazioni di massa. Anche sul lato dei movimenti sociali si fatica, nonostante ci siano molte dichiarazioni che spingono per la piazza, ad esempio quella dell’ex disobbediente, oggi impegnato con Mediterranea, Luca Casarini. Intanto ieri il governo iraniano ha convocato gli ambasciatori di Germania, Francia, Italia e Gran Bretagna, per “deplorare” il sostegno espresso ai manifestanti. È stato mostrato un video dei danni causati dai “rivoltosi” e chiesto ai governi di “ritirare le dichiarazioni ufficiali a sostegno dei manifestanti”. Una pressione che sa di intimidazione, una ragione in più per manifestare.
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Vergognoso. Vedremo a breve Serra condurre qualche programma su rete4.
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I milioni di manifestanti che ha visto Serra su YouTube erano filogovernativi .
una bella manifestazione andrebbe contro Mossad e Cia . Comunque se Shlein e gli altri quadro piediscalzi della psedosinstra si vogliono cimentare in una manifestazione del genere facciano pure la loro ennesima figura di m.
Se però non ci saranno folle oceaniche a seguirli dovranno pure trarne qualche conseguenza . Ma poi…perché non la fanno pure contro il macellaio, delinquente, criminale e altro Putin ? E un’ altra per armi e guerra no ?
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Washington, 03 gen 14:58 – (Agenzia Nova) – Buon anno nuovo “a ogni iraniano in strada e anche a ogni agente del Mossad che cammina accanto a loro”. Lo ha scritto in un messaggio su X Mike Pompeo, ex segretario di Stato degli Stati Uniti e già direttore della Cia, commentando le proteste in corso da una settimana in Iran contro le gravi condizioni economiche e contro il governo di Teheran.
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c’è un manifestante e un manifestatore (semi-cit.)
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