
(di Giulio Cavalli – lanotiziagiornale.it) – Giorgia Meloni si presenta in conferenza stampa come se fosse sul palco di una televendita: voce ferma, slogan pronti, responsabilità assenti. Il governo, ancora una volta, è un dettaglio secondario rispetto alla sua narrazione personale. La bugia più grave riguarda il caso Paragon. Alla domanda elementare – che cosa sta facendo il governo per chiarire uno spionaggio che coinvolge giornalisti e cittadini – Meloni risponde spostando tutto su di sé. «La spiata sono io». È il solito ribaltamento della realtà.
Non solo perché nessuna evidenza la riguarda, ma perché serve a cancellare il punto. È il suo metodo, sempre: chiagnere e fottere. Poi c’è la libertà di stampa, evocata come una bandiera mentre viene svuotata nei fatti. Meloni sostiene che l’Italia punirebbe già le querele temerarie. Ma non esiste una legge specifica. La direttiva europea viene recepita senza volontà di protezione reale, mentre ministri e maggioranza continuano a usare le cause come clava. Una premier allergica alle conferenze stampa che finge di difendere i giornalisti mentre governa un sistema che li logora per anni in tribunale.
Sulla sicurezza, il copione diventa grottesco. Arresti e sequestri vengono messi in vetrina come meriti dell’esecutivo, mentre i fallimenti vengono scaricati sui giudici. L’esempio dell’imam di Torino viene citato come “pericolosità provata”, quando procure e Corti hanno stabilito l’opposto. Qui la bugia è giuridica prima ancora che politica: si spaccia una valutazione amministrativa per una prova giudiziaria. E così lo stato di diritto finisce ridotto a slogan. Infine l’economia. Crescita evocata per fede, salari raccontati come in ripresa, potere d’acquisto gonfiato a colpi di dichiarazioni. I dati dicono stagnazione industriale, stipendi reali erosi, occupazione sostenuta dagli ultracinquantenni e aumento degli inattivi. Meloni non governa questi numeri: li aggira, li piega, li nega.
La conferenza stampa non è stata un confronto. È stata un esercizio di autoassoluzione. Le domande cercavano atti, tempi, responsabilità. Le risposte hanno offerto vittimismo, propaganda, spostamenti di campo. È il tratto costante di un potere che tollera il contraddittorio solo come scenografia. E la democrazia resta fuori dall’inquadratura. Insieme alla realtà.
La vera sicurezza
(Di Marco Travaglio) – Ha un bel dire la Meloni che senza i magistrati saremmo un Paese più sicuro. In realtà lo saremmo senza il suo governo. In particolare senza il suo cosiddetto Guardasigilli. Che, mentre lei sproloquia in conferenza stampa su “decine e decine di casi” di criminali in libertà grazie ai giudici buonisti, deposita in Parlamento la relazione sullo stato della Giustizia. E si vanta di aver dimezzato le custodie cautelari in carcere e ai domiciliari: cioè le misure urgenti assunte dai giudici per non lasciare in libertà criminali che possono delinquere ancora, o fuggire, o inquinare le prove. Nel primo caso, Nordio s’è inventato l’“arresto con preavviso”: esclusi i reati di mafia, terrorismo, violenza sessuale e stalking; dunque inclusi quelli dei colletti bianchi, lo spaccio di droga, le rapine, i furti, i sequestri di persona, le violenze ecc. Funziona così: il pm che vuole l’arresto dell’indagato deve avvisare l’arrestando con almeno cinque giorni d’anticipo di presentarsi col suo avvocato al gip per essere interrogato, e intanto mettergli a disposizione le carte con tutti gli indizi raccolti: così il galantuomo ne approfitta per darsela a gambe o per minacciare i testimoni che lo accusano. Risultato appena certificato da Nordio: le misure cautelari si sono dimezzate. Nei primi 10 mesi del 2025 sono state 51.703 contro le 94.168 dell’intero 2025: un crollo del 43% che, quando arriveranno i dati dell’ultimo bimestre, salirà a -50%. E il merito è tutto di Nordio, che ovviamente si guarderà bene dal raccontarci quanti criminali, grazie alle sue “manette telefonate”, sono scappati, o hanno intimidito i loro accusatori, o commesso altri delitti e quante nuove vittime ha causato la sua schiforma.
Ma ora, se tutto va bene, gli arresti caleranno ancora, perché ce n’è un’altra in arrivo: quella già approvata nel 2024, ma in vigore solo da quest’anno, che affida la custodia cautelare non più a un solo gip, ma a tre. Siccome diversi tribunali non hanno tre gip o, se li hanno, non sono tutti disponibili (anche perché uno va tenuto libero per fare il gup in udienza preliminare), molte richieste dei pm resteranno nei cassetti, con tanti saluti all’urgenza: intanto gli arrestandi continueranno a delinquere. Chissà se la Meloni ha letto la relazione di Nordio e gli ha fatto i complimenti per il suo decisivo contributo alla sicurezza. Quanto agli irregolari espulsi che sono ancora qui, i giudici non c’entrano nulla. Ogni anno sbarcano in Italia dai 70 ai 150 mila migranti e il Viminale si vanta di averne rimpatriati nel 2024 la miseria di 5.414. Molti hanno in mano il foglio di via, ma non vanno via: non per colpa dei giudici, ma del Viminale che non li manda via. L’unica sicurezza del governo è che non fa nulla per la sicurezza.
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Pensa un po’ è poco edificante e frustrante che una così riesce a mantenersi a galla e a tenersi il consenso . Forse bisognerebbe chiedersi il perché e domandarsi cosa hanno fatto al governo quelli che adesso stanno all’ opposizione .La sfiducia nel sistema è tanta . Per esempio ,chi si oppone a questo governo appoggia la stessa commissione EU, ha posizioni belliciste , dichiara tutti i giorni che Zelenski è un povero disgraziato che sta cercando di salvare il proprio paese da una feroce occupazione e dice cose analogamente false nei riguardi di Maduro definito dittatore e non condanna in questo caso l’ operazione schifosa di Trump.Lo smarrimento e la fuga della massa è comprensibile .
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mi ricordo bene come il PD (che ora strilla) avversava i provvedimenti di Bonafede
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Più delinquenti reali in giro, pù cresce la percezione di insicurezza, più i cittadini chiedono maggiore sicurezza disposti volentieri a ridursi le proprie libertà, pertanto la destra fa leggi per avere e aumentare il consenso alle prossime consultazioni popolari.
Risolvere i problemi dei cittadini riduce il consenso e l’importanza delle figurine politiche
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Intanto… https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/09/accordo-mercosur-meloni-francia-agricoltori-notizie/8250658/
Europa, Meloni: “UE preoccupata? E’ finita la pacchia”
La leader di FdI: “Italia si mettera’ a difendere i propri interessi nazionali come fanno gli altri” https://www.ansa.it/sito/videogallery/italia/2022/09/12/europa-meloni-ue-preoccupata-e-finita-la-pacchia_b0cedb42-4e55-40b2-b99a-5db4a5abfa53.html
😀
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Ah, quindi se sei uno spacciatore allora hai l’arresto dilazionato e se sei uno stalker (tipo mandi 2 mazzi di fuori ad una psicotica) ti arrestano senza preavviso?
Ma quanto saranno deficienti.
Imbarazzanti proprio.
Notare il video al minuto 19 dove si spiega bene cosa significa stare male per colpa dell’embargo americano al Venezuela e poi c’é la tipetta che dice che Trump ha liberato il paese. Questa è la testa di tanti scemi di guerra che credono alla propaganda atlantista.
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Quindi Trump, l’amicone di Gioggia, che fa in questi giorni?
Non solo ha invaso il Venezuela con la sua influenza rapendo il presidente e prendendo di fatto il controllo del paese,
non solo ha fatto pirateria internazionale con la cattura di navi russe,
Adesso ha fatto:
1- ritiro da ben 66 organizzazioni internazionali (SESSANTASEI)
2- aumento del budget della ‘difesa’, che già quest’anno ha raggiunto l’incredibile livello di 1.000+ mld di dollari e il prossimo anno arriverà a ben 1.500 MLD(!!!!!) e lui si è anche vantato che ha usato i soldi dei dazi che ci ha imposto.
3- ha anche impedito alle corporation della difesa di distribuire dividendi e riacquisti di azioni perché devono consegnare roba buona e in quantità:
Per ricordarci di chi siano questi yankee, ricordiamo come sono nati gli USA:
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Marco Travaglio si conferma un fuoriclasse quando ci spiega le prevedibili porcherie compiute con queste continue pseudo riforme della giustizia ai danni dei milioni di poveracci per salvare i soliti pochi amici e gli amici degli amici dalla galera. Maria Antonietta che discetta di giustizia e legalità da PdC con il diploma professionale con indirizzo alberghiero è la solita barzelletta italiota.
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ps: grazie Luca
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Secondo me è uno pseudonimo…per IS.
🤭😉👍🏻
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Si. Anche secondo me, però un grazie ci sta sempre bene😉
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Articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano del 9 gennaio 2026
Francesco Sylos Labini – Perché Russia, Cina e Usa sono tre casi diversi tra loro
Una narrazione diffusa tende ad accomunare Trump, Putin e Xi Jinping come leader animati da un comune impulso imperialista. Di conseguenza, i conflitti che li coinvolgono vengono considerati analoghi così che i tre leader alla fine sarebbero ugualmente “imperialisti”. Si tratta di una semplificazione fuorviante che invece di fare chiarezza rende più confusa la comprensione delle cause reali dei conflitti.
La guerra in Ucraina riguarda l’architettura di sicurezza della Russia e, di riflesso, dell’Europa. Non si tratta di un’operazione imperialista, ma di una risposta a una guerra civile in Donbass iniziata nel 2014 e all’espansione della Nato verso Est. La richiesta centrale di Mosca era la neutralità dell’Ucraina. L’intervento russo è stato giustificato con il principio della Responsibility to Protect (R2P), secondo cui la comunità internazionale può intervenire se uno Stato non protegge la propria popolazione da crimini gravi. Tuttavia, tale principio richiede l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, che non c’è stata: per questo l’intervento è illegale secondo il diritto internazionale. Mosca ha tuttavia richiamato il precedente del Kosovo: anche in quel caso, nel 1999, la Nato intervenne militarmente contro la Serbia senza autorizzazione Onu, giustificandosi con presunte violazioni dei diritti umani.
Anche per la Cina, evocare l’imperialismo è fuori luogo. La questione di Taiwan si colloca nel quadro della “One China Policy”, secondo cui esiste una sola Cina e Taiwan ne fa parte. La Risoluzione Onu 2758 ha assegnato il seggio cinese alla Repubblica Popolare Cinese (Rpc), espellendo Taiwan dalle Nazioni Unite. La maggior parte dei Paesi, inclusi gli Usa e l’Italia, riconosce la Rpc come unico governo della Cina, rinunciando a relazioni diplomatiche ufficiali con Taiwan, pur mantenendo contatti economici e militari informali. Diverso è il caso del Venezuela che, a differenza del caso russo e cinese, rientra nella lunga lista di interventi occidentali in paesi lontani dai propri confini in assenza di un mandato Onu. In Venezuela, sembra evidente che l’obiettivo strategico sia il controllo diretto di una delle maggiori riserve petrolifere al mondo che potrebbe portare Washington a dominare oltre la metà delle riserve globali aumentando la pressione energetica su Russia e Cina. Lo spettacolo offerto da molti leader europei, intenti a giustificare l’ennesima ingerenza Usa in America Latina, rivela una difficoltà strutturale nel comprendere la transizione verso un mondo multipolare. Cinque secoli di dominio occidentale e tre decenni di egemonia unipolare hanno eroso gli strumenti culturali e diplomatici necessari per affrontare l’attuale crisi sistemica e l’Occidente non ha sentito il bisogno di imporsi alcun vincolo. In questo modo il diritto internazionale si è sgretolato. Oggi il periodo egemonico è finito per lo spostamento di potere economico verso Oriente e il diritto internazionale si trova indebolito.
Per questo gli attuali governi europei trovano difficile condannare il raid americano in Venezuela, come non riescono a trovare una via d’uscita dalla guerra in Ucraina. Ma questa linea si scontra con due ostacoli. Il primo è l’economia: sanzioni, autosufficienza forzata e deindustrializzazione stanno erodendo le basi produttive europee col risultato che si tenta di combattere una guerra con soldati che non ci sono, armati con armi non ancora prodotte e pagate con denaro che non esiste.
Il secondo è l’opinione pubblica che non sembra disposta ad aspettare. Ciò che serve è un nuovo approccio alle relazioni internazionali: fondato sul rispetto del diritto, sulla sovranità degli Stati e sul riconoscimento di un mondo realmente multipolare.
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Come una Wanna Marchi qualunque…
Bisogna vedere se dice… D’accordooo!?
O l’altra frase dei tempi di DoNascimiento…I coghlioni vanno inciulati
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Constantine Morgenstar
DISCIAMO!!!
Era da 365 giorni esatti che Gioggia fuggiva da una conferenza stampa vera.
Oggi abbiamo finalmente capito perché.
Quello a cui abbiamo assistito non è stato un confronto con la stampa, ma una messa in scena accuratamente imbalsamata: 40 domande sterilizzate, temi preconfezionati, nessuna risposta che sfiorasse anche solo per sbaglio una zona di attrito reale.
Il tutto recitato con l’aria stanca di chi è infastidito dall’idea stessa di dover rendere conto.
Zero parole sulle plateali violazioni del diritto internazionale compiute da Trump in Venezuela. Zero.
In compenso, inchini, sorrisi, deferenza assoluta: più che una premier, una dama di compagnia dell’Impero, solerte nel riverire il nuovo padrone globale.
Per il resto, il solito copione logoro:
attacchi ossessivi alle opposizioni, ai governi precedenti, ai giudici; il referendum sulla Giustizia brandito come randello contro la magistratura; disprezzo malcelato per chiunque osi difendere la Costituzione invece di usarla come carta da imballaggio.
Dopo tre anni e mezzo di governo, nessuna responsabilità assunta, solo medaglie auto-appuntate al petto.
Se qualcosa va bene è merito suo; se va male è sempre colpa di qualcun altro.
Un classico da manuale del potere mediocre.
Sul tema sicurezza: silenzio o scaricabarile.
Sull’economia: la solita impreparazione strutturale, mascherata da slogan e fuffa retorica.
Ma il punto vero è un altro.
Con quello che è accaduto negli ultimi giorni, Meloni appare per quello che è diventata: una leader marginale, politicamente irrilevante in Europa, totalmente ininfluente sul piano internazionale.
Forte solo con i deboli: giudici, intellettuali, oppositori interni. Zerbinata, invece, davanti ai potenti veri, mentre decidono il destino del mondo sopra la sua testa.
Più che una conferenza stampa, un monologo autoritario interrotto da domande tollerate.
La fotografia impietosa di un Paese ridotto a provincia dell’Impero, comparsa della Storia, privo di visione, di coraggio, di qualunque residuo scrupolo morale.
E il vero dramma non è lei.
Il vero dramma è che la votano esattamente per questo.
Fozza gioggia
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Viviana. Sembri uno di quei politici che spuntano al telegiornale e in 30 secondi devono concentrare tutto il peggio possibile sull’avversario.
A parte le cose scontate dette dalla Meloni in difesa del suo operato, cosa che avrebbe fatto chiunque. A parte l’impostazione di queste conferenze stampa in cui il giornalista non ha la possibilità di intervenire o replicare, cosa che avviene in tutte le conferenze stampa di questo genere. A parte tutto questo, la Meloni ha detto una cosa che avrebbe dovuto essere evidenziata con gioia da MT (non so se sul giornale lo fa qualcun altro, ancora non l’ho letto): “è arrivato il momento che l’Ue si confronti con Putin. Sono favorevole all’indicazione di un inviato speciale dell’Ue sull’Ucraina”.
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solo un’altra persona può tenerle testa in fatto di balle, falsità, propaganda, autoelogio, benealtrista, cialtronaggine, scarica barile, contorsionismi, voltafaccia, spudorata ecc..ecc..(continua tu) il CAXXARO ROSA DI RIGNANO
(mentre tu hai una corsia preferenziale per le visite all’urologo?)
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Raga …il problema non è lei …il problema è il popolo italiano.
Abituato da anni a seguire la TV e giornali del sistema.
L’hanno votata unma minoranza? Siiii… c’è una legge elettorale che le permette di governare in alleanza ? siiii.
C’è una lagge elettorale che le fdda un premio di maggioranza per evitare che non governi? Siii…
C’è già una proposta di legge elettorale che prevede un maggior premio rispetto alla precedente? Siii… e perchè?
Perchè l’italiano(quasi maggioranza) non va più a votare.
Quindi la colpa di chi è …si attendono altri disastri perchè l’italiano si svegli ? Siii..
Attendiamo!
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