
(di Massimo Gramellini – corriere.it) – Non se ne può più di parlare di Trump, ma sembra impossibile parlare d’altro: è come una macchia che si allarga sulla tovaglia fino a diventare il colore dominante. E la tovaglia è il diritto internazionale, il galateo istituzionale e tutte le altre «fottute cazzate», direbbe lui, con cui in Occidente ci siamo baloccati per oltre mezzo secolo, finendo addirittura per crederci.
Prendiamo l’ultima tragedia consumatasi a Minneapolis. Non è la prima volta che negli Stati Ingrugniti d’America un poliziotto ammazza a bruciapelo una persona, stavolta una casalinga incensurata, solo perché si è rifiutata di scendere dall’automobile. Ma è la prima volta che il Presidente in carica solidarizza immediatamente con il pistolero e se la prende con la vittima, sostenendo che se l’è andata a cercare, nonostante le immagini smentiscano le sue parole.
Qualcuno starà pensando: Putin e Xi Jinping fanno così da sempre. Già, ma loro non guidano nazioni libere, dove la polizia risponde alla Legge invece che al despota. Trump ancora sì, in teoria.
Dovrebbe sapere che, se il capo di uno Stato democratico assolve un pistolero in divisa prima che lo abbia fatto un giudice al termine di un regolare processo, autorizza qualunque altro poliziotto malintenzionato a togliere il freno a mano agli istinti. Il problema è che Trump lo sa benissimo. E il problema ancora più grave è che lo sanno anche i suoi estimatori.
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“Qualcuno starà pensando: Putin e Xi Jinping fanno così da sempre.”
“Qualcuno” chi?????? Quando?
Tu lo pensi, anzi lo dichiari, pur di accomunare gli adorati, ma usurpati, Usa a qualcosa di “già disprezzato”.
Non sia mai che i “principali uccidenti” possano sembrare persino PEGGIORI degli odiati dittatori…
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