(ANSA) – ROMA, 07 GEN – “Il senatore Gasparri in questi giorni sembra tarantolato, si muove in modo più maldestro del solito e non ne azzecca una. C’è da capirlo: prima la decisione della Gip di Caltanissetta Luparello e poi le rivelazioni di Report sono stati due colpi durissimi per chi come lui sembra impegnato in una precisa missione dentro le istituzioni: fare le cose umane e disumane per nascondere una possibile dirompente verità sulle Stragi, cioè il ruolo dei terroristi neofascisti e di pezzi deviati delle istituzioni”.

Lo afferma il senatore M5S Luigi Nave, capogruppo in commissione Antimafia. “E’ desolante vedere esponenti delle istituzioni lavorare contro la verità. Più lui si dimena per ricacciare sotto la sabbia la cosiddetta ‘pista nera’ e più emergono elementi rilevanti che quella pista confermano. Chissà perchè ogni volta che accade, lui perde la testa, come chi vede crollare il senso della sua presenza in Parlamento.

Anche oggi nel suo agitarsi ha detto enormi sciocchezze e ha dimostrato di non sapere nulla su quella stagione drammatica. Di nuovo ci tocca fornirgli quantomeno le informazioni basilari: tirare in ballo il colloquio tra l’esponente del Msi Guido Lo Porto e Borsellino del maggio del 1992, durante le elezioni per il presidente della Repubblica, per dimostrare che l’amico da cui si sentì tradito il giudice palermitano non fosse lo stesso Lo Porto, è semplicemente uno strafalcione.

Borsellino confessò a persone fidate di aver scoperto che un amico lo aveva tradito solo alla fine del giugno 1992, dopo aver trascorso settimane alla ricerca della verità sulla morte di Falcone e dopo che Alberto Lo Cicero l’1 giugno al tribunale di Palermo aveva anticipato di voler parlare con i magistrati dei rapporti di Lo Porto con i mafiosi, come risulta da una relazione di servizio del magistrato Teresi.

Poi, a metà giugno Borsellino organizzò una riunione con la Procura di Caltanissetta sulla strage di Capaci, stabilendo che lui avrebbe dovuto sentire Lo Cicero prima di tutti. Questi fatti documentati, le novità emerse nella trasmissione Report sul ruolo di Delle Chiaie nella Strage di Capaci e la decisione della Gip di Caltanissetta Luparello, che ha rigettato per la seconda volta la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura di Caltanisetta per la ‘pista nera’, stanno togliendo il sonno a Gasparri.

Peraltro, lo scontro tra la Gip e la procura di Caltanissetta – aggiunge l’esponente M5s – dimostra che la tesi che sta dietro la riforma per la separazione delle carriere è falsa e strumentale. Immaginiamo che secondo Gasparri i magistrati che gli danno torto siano toghe rosse politicizzate e quelli che la pensano come lui siano invece oracoli non smentibili. Si faccia coraggio il senatore Gasparri, con uno studio anche superficiale potrà fare figure certamente meno barbine”.