
(di Michele Serra – repubblica.it) – Io credo che se il sindaco di Trieste capisse quanto è cafone dare pubblicamente della befana a Schlein (così come a qualunque altra donna), non lo avrebbe fatto. Il problema è che non lo capisce, e anzi probabilmente è convinto di essere stato spiritoso; e si sarà chiesto come mai tanto baccano per quella che a lui deve sembrare solo un’allegra battuta; sarà mica per via del fatto che “non si può più dire niente”, come sostengono i maleducati di ogni calibro (e con più trasporto i maleducati di destra), così abituati a prevaricare e insultare da non capacitarsi che qualcuno possa offendersi?
Il crollo di credibilità della politica dipende anche dal crollo della sua esemplarità. Il linguaggio facilone e arrogante non solo non “avvicina al popolo”, come credono i demagoghi, ma disgusta quella parte di popolo, non piccola, che vorrebbe una classe dirigente rispettabile, e autorevole proprio perché rispettabile.
Che il capo del mondo in questo momento sia un Supercafone è una circostanza che ha sicuramente ringalluzzito i cafoncelli locali. Ma non si rendono conto (proprio come il Supercafone) che alla fine del loro transito, della politica e dello spirito di comunità che la alimenta e la rende viva, rimarranno solo i cocci. E in mezzo ai cocci, pochi agonizzanti che si azzuffano.
A Trieste alle ultime elezioni comunali, nel 2021, ha votato il 41 per cento degli aventi diritto. Alle prossime, potete scommetterci, anche di meno. Non ho molta indulgenza per chi rimane a casa (e perde dunque ogni diritto di lamentarsi), ma è ovvio che figure come questo sindaco non siano un incentivo al voto. Vuoi vedere che, destra o sinistra che sia, la prima o il primo leader gentile, colto e rispettoso che compare sulla scena, conquista il Paese?
Nordio deride chi sta firmando: è il miglior testimonial del no
(di Massimo Villone – ilfattoquotidiano.it) – Pare che il Comitato del No pensi a testimonial. Potrebbe risparmiarsi la fatica, perché ne ha già uno nel ministro della Giustizia in carica. Alcuni punti di una sua recente intervista al Corriere della Sera meritano una riflessione.
1) Il governo ha volutamente taciuto nel dibattito in Parlamento sulla riforma costituzionale proposta dal governo e approvata senza alcuna modifica delle Camere. È davvero inedita la figura di un ministro che tace in aula e poi scrive in un libro quel che avrebbe inteso dire. Se altri seguissero il suo esempio vedremmo nascere un nuovo genere letterario, non lontano da I dolori del giovane Werther. 2) Il governo era pronto a forzare la mano al capo dello Stato sulla data del voto, avendo desistito dall’originario proposito di fissarlo al 1º marzo non per le perplessità del Quirinale, ma per la richiesta di raccolta firme presentata da 15 volenterosi. 3) Siccome la richiesta di referendum era stata già presentata dai parlamentari e ammessa dalla Cassazione, Nordio definisce la raccolta firme “inattesa” e “superflua” a puri fini dilatori. In realtà il ministro parla di voto nella seconda metà di marzo, quindi non possiamo escludere che il governo pensi ancora a una forzatura. Partendo dal 1º febbraio, primo giorno utile dopo la scadenza del 30 gennaio per la presentazione delle firme, fino alla seconda metà (15-31) di marzo indicata da Nordio corrono 43-58 giorni. Ma per la legge 352/1970, dopo la scadenza del termine (30.01), devono intervenire un’ordinanza della Cassazione sulla richiesta di raccolta firme, una deliberazione del Consiglio dei ministri e il decreto di indizione: cadendo il voto in una data compresa tra i 50 e i 70 giorni successivi, il primo giorno aritmeticamente utile sarebbe il 29 marzo. Sempre che tutti si pongano agli ordini del governo senza nemmeno una pausa caffè. Ma non parrebbe interesse del governo rendere ovvio di temere tanto il voto da mettere tutti alla frusta per abbreviare in qualsiasi modo la campagna referendaria. Oppure di accelerare perché interessano altre riforme, e non quella “epocale” della giustizia. In ogni caso, non potendosi escludere forzature, ricordiamo che i 15 volenterosi hanno non solo la legittimazione a ricorrere avverso il decreto di indizione, ma possono anche nell’ambito del giudizio instaurato cercare la via della Consulta con un’eccezione di incostituzionalità. Che sarebbe giustificata da qualsiasi iniziativa che nuocesse alla raccolta firme e quindi al conseguimento dello status di comitato promotore in senso proprio. Ad esempio, non aspettando l’ordinanza della Cassazione sulla richiesta del Comitato e facendo invece valere l’ordinanza già adottata il 18.11 sulle richieste dei parlamentari.
Alla destra sono saltati i nervi. La vuota polemica sui manifesti Anm è solo l’ultimo esempio. Merito della raccolta firme che, pur partita con un ritardo evitabile, è già a metà dell’opera. Il quorum è alla portata e va assolutamente perseguito. Potrebbe anzi essere largamente superato se il Comitato del No nell’evento di lancio del 10 gennaio ponesse la raccolta tra gli obiettivi primari. Una campagna fondata su un consenso già certificato da centinaia di migliaia di firme è più efficace. Meno male che Nordio c’è: definendo la raccolta firme “inattesa” e “superflua”, a nome del governo ha ascritto tutte le firme presenti e future alla causa del No. Attestando al tempo stesso che il voto contrario non riguarda solo la “sua” riforma, ma colpisce il complessivo disegno di stravolgimento della Costituzione in cui la “sua” riforma si inserisce. Non abbiamo testimonial migliore per il No. Auspichiamo, anzi, che Nordio parli non solo della sua riforma, ma anche delle altre. Quanto all’incompetenza sulle relative materie, non farebbe differenza. Lo ringraziamo fin d’ora a nome della Repubblica.
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X Michelino
Com’erano belli i tempi in cui l’ Espresso pubblicava una foto taroccata di Virginia raggi per imbruttirla a più non posso e qualcun’altro scriveva della patata bollente. I cafoni a volte piacciono agli ” intellettuali “.
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Serra sei patetico e inutile come al solito.
Tanto per cominciare alla meloni ne avete dette ( e ne dite ancora) di ogni, dandole come minimo della nana e aggiungendo aggettivi su aggettivi a secondo del caso.
Inoltre l’inutilità della schlein non dipende dal suo aspetto fisico ma dalla sua incapacità totale di fare opposizione.
Potrebbe essere anche miss universo e non cambierebbe nulla: il pd è morto (suicida) e non sarà certo lei o qualche altro newpidiota a riportarlo in vita.
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Sarebbe stata vera satira se a fianco della befana ci fosse stata la nana nelle sembianze di frodo🤔
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Come al solito Serra applica il doppiopesismo e riesce a essere nel torto anche nelle affermazioni in cui avrebbe ragione. La Meloni è chiamata in ben altri modi (es. De Luca “St…za”) ma dai pidioti nessun pigolio. Siete il partito più falso e ipocrita mai apparso in Italia.
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«Vuoi vedere che, destra o sinistra che sia, la prima o il primo leader gentile, colto e rispettoso che compare sulla scena, conquista il Paese?»
Mavvaffan-Q-lo, Serra! Veramente esiste, si chiama Giuseppe Conte. Ma non ha “conquistato il paese” ed ha avuto poco successo poiché gli USA e assieme a loro, la mafia europea di Bruxelles (unitamente alla mafia nostrana) gli si son messi contro e il voto democratico – come al solito quando non va bene al “potere” – è valso il giusto… Vedi un po’. 🤷🏼♂️
Da articoli come questo mi sento preso tremendamente in giro. 😔
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Chi è andato avanti per anni con Spelacchio giustamente chiede un minimo di serietà.
Eccheccacchio!
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