Dalla Groenlandia alla Sicilia, dai metalli rari al cannolo duro, l’Italia scopre di voler essere annessa agli Stati Uniti. Schifani in versione cowboy, Meloni affacciata alla finestra. Salvini irreperibile

Dopo la Groenlandia Trump vuole l’Italia, ci sono già le trattative in corso e ve le raccontiamo qui

(di Ottavio Cappellani – mowmag.com) – L’idea, come sempre accade in Italia, è partita dalla Sicilia: perché la Groenlandia sì e noi no? È un tumulto, nella Trinacria, che già all’indomani della Seconda guerra mondiale doveva diventare la cinquantunesima stella della bandiera americana, ma poi si sono messi in mezzo i comunisti. Così ci si è dovuti accontentare della lupara al posto del Winchester, della “lapa Piaggio” al posto del pick-up truck e della coppola al posto dello Stetson, ma il concetto rimane uguale. E così: “Perché la Groenlandia sì e noi no?”, ha tuonato Renato Schifani, indossando un paio di stivali texani a punta col tacco obliquo in pura pelle di vacca modicana (pezzata) e una bolo tie (il laccio al posto della cravatta) e, alla cintura, una fibbia a forma di Triscele grande come una cassata siciliana.

Duro come il torrone

“Non abbiamo i metalli rari”, ha detto qualcuno. “E il cannolo?”, ha replicato Schifani. “Ma il cannolo non è un metallo”. “Per essere buono deve essere duro”, ha quasi urlato Schifani, stringendo la mano a pugno di ferro. “Ma dentro è morbido!”, ha ribattuto un povero comunista. E così Schifani ha alzato il braccio destro, teso a mo’ di saluto romano, ha messo il palmo della mano sinistra all’altezza del gomito del braccio destro e ha urlato: “E allora il torrone! Come si dice? Duro come il torrone!”.

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Il cane ha mangiato i compiti di Salvini

Ed è divampato, come si dice, un fuoco inarrestabile: dalla Calabria, che conta tra i metalli rari il peperoncino, alla Campania che sostiene: “La pizza margherita, in origine, era durissima”. Nel Nord Italia stanno stampando depliant delle acciaierie, anche se i comunisti obiettano: “Ma l’acciaio non è un metallo raro”, che vengono prontamente zittiti da Attilio Fontana: “Poi lo vediamo, in tempo di guerra, quando smonteremo i binari dei treni siciliani per farci pallottole patriottiche”. Schifani è intervenuto: “Minchia, già abbiamo le monorotaie e ci volete togliere pure quelle? Torrone!”, e ha fatto il gesto. “Allora smantelliamo il ponte sullo StrettoMatteo Salvini ci ha detto che è cosa già fatta. Dov’è Salvini?”. “È andato a casa, dice che il cane gli ha mangiato i compiti”.

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Pizza Hut e Lollobrigida che si è chiuso dentro le (sue) prigioni

Giorgia Meloni ha dato ordine di costruire una “Palazzo Chigi Situation Room”. “Entriamo in guerra?”, gli (si usa “gli”, Meloni è al maschile) ha chiesto Giovanbattista Fazzolari. “Non c’è una finestra su una piazza qui?”. “Da questa parte”. Meloni si è affacciata. Ha atteso un po’, come quando si fanno le live su Instagram e si aspetta che arrivino le persone online. Poi, quando il gruppetto si è addensato a piazza Colonna, il premier si è schiarito la voce e ha cominciato: “Combattenti di terra, di aria, di mare. L’ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria. L’ora delle decisioni irrevocabili. (Ovazione). Scendiamo in campo contro le democrazie plutocratiche e reazionarie dell’Occidente, che, in ogni tempo, hanno ostacolato la marcia, e spesso insidiato l’esistenza medesima del popolo italiano. Alcuni lustri della storia più recente si possono riassumere in queste parole: la pasta, la pizza, il mandolino… (pausa a effetto) li hanno inventati gli americani. (Perplessità). Bastava rivedere i trattati internazionali per adeguarli alle mutevoli esigenze della vita delle nazioni e non considerarli intangibili per l’eternità: Pizza Hut è il vero inventore della pizza margherita! Sarebbe qui a parlare di questo con noi Francesco Lollobrigida, ma purtroppo si è chiuso dentro le prigioni di Castel Sant’Angelo che stava visitando e a Roma, lo sapete, non si trova un fabbro neanche a pagarlo a metalli rari (ovazionissima).

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Arrenderci! E ci arrenderemo!

Per cui lo dico io – ha aggiunto Giorgia Meloni: “Il cavallo maremmano discende dalla nobile stirpe dei quarter horse che hanno storto le gambe e raddrizzato la schiena di John Wayne, per dire. (Ovazione con applauso). La parola d’ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola e accende i cuori dalle Alpi all’Oceano Indianoarrendeci, e ci arrenderemo!”. Volo di palloncini, entrano le majorette, nell’aria si spande YMCA dei Village People, Giorgia danza con i pugnetti stretti come Donald Trump, entrano i cowboy e le cowgirl, si appronta piazza Colonna per il rodeo, i camion suonano il clacson, al diner all’angolo sfrigolano le uova e il bacon, i negozi di vestiti sono presi d’assalto, tutti vogliono le camicie a scacchi. Schifani, accanto a Giorgia, tende il braccio destro, poggia il palmo della mano sinistra sull’avambraccio destro e urla: “Torrone!”. Dall’altoparlante si dice: “Matteo Salvini è desiderato urgentemente a Palazzo Chigi”. Da un altro altoparlante si risponde: “È rimasto senza benzina, aveva la gomma a terra, la tintoria non gli ha consegnato i jeans, le cavallette, e poi si sa che lui firma sempre gli assegni sul cruscotto dell’automobile”.