Oggi tutti parlano di Hugo Carvajal, detto “El Pollo”, ex capo dell’intelligence militare venezuelana.

(Alessandro Di Battista) – Oggi tutti parlano di Hugo Carvajal, detto “El Pollo”, ex capo dell’intelligence militare venezuelana. È l’uomo che Washington vorrebbe portare in tribunale come “supertestimone” contro il presidente Nicolás Maduro. In Italia lo conosciamo bene. Ma andiamo con ordine.
Il 2 dicembre 2025, dal carcere statunitense in cui è detenuto per narcotraffico, Carvajal scrive una lettera pubblicata dal The Dallas Express. Le parole sono queste: “Il regime che ho servito non è semplicemente ostile: è in guerra con voi, usando droghe, gang, spionaggio e persino i vostri stessi processi democratici come armi”. E ancora: “Le politiche del presidente Trump contro il regime criminale di Maduro non sono solo giustificate, ma necessarie e proporzionate alla minaccia”.
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Bene. Ora fermiamoci un attimo e torniamo indietro nel tempo. Ricordate la notizia — falsa — della valigetta contenente milioni di euro provenienti dal governo venezuelano e destinati a Gianroberto Casaleggio? Quando lessi quella porcheria pensai che spesso il destino delle persone perbene, dei grandi uomini, sia quello di essere diffamati in vita e persino dopo la morte. Quella fake news finì ovunque: prime pagine, aperture dei telegiornali, dibattiti televisivi.
Il 26 luglio 2023, però, il Tribunale di Milano ha messo nero su bianco la verità: Gianroberto Casaleggio fu diffamato. Il giudice ha condannato il giornale e il giornalista che per primi pubblicarono il falso documento che avrebbe dovuto “provare” quella menzogna. La fonte? Un presunto documento dei servizi di Caracas riconducibile proprio a El Pollo. Documento risultato falso.
Vale la pena ricordare cosa scrissero i giornali italiani. Porcherie che Davide Casaleggio pubblicò sulla sua pagina Facebook il 16 settembre 2022, per mostrare il livello osceno di quella campagna contro suo papà.
“«Giallo sui 5 stelle. Maduro inviò 3,5 milioni». Il Corriere della Sera. Primo titolo, prima pagina. La Verità: «Bomba da Caracas. I grillini ora vedono le stelle. Valigetta dal console a Casaleggio». Prima pagina. Il Sole 24 ore: «Il Venezuela di Chavez ha finanziato i Cinque Stelle con 3,5 milioni». Il Foglio: «La valigetta di Caracas. La trasformazione del MoVimento 5 Stelle in un partito vero passa anche da questo oggetto che rimanda a Tangentopoli. La valigetta di Casaleggio». La Libertà. «È bufera sul MoVimento 5 Stelle. Finanziamenti dal Venezuela: tre milioni e mezzo a Gianroberto Casaleggio». Tutto questo – vi ricordo – mentre mio padre era già morto da diversi anni. Il Giornale: «Cinque stelle adios. Dalla Spagna 3,5 milioni a Casaleggio». Prima pagina, primo titolo. Il Messaggero: «MoVimento 5 Stelle, ombre sui soldi di Maduro. Valigetta a Casaleggio». Il Giorno. Prima pagina. «Veleni sul Venezuela. Tormento MoVimento 5 Stelle. Valigetta a Casaleggio».”
Davide, il figlio di Gianroberto, ha combattuto in ogni sede per difendere e onorare la memoria del padre. Io sapevo perfettamente che quella storia fosse una menzogna, una vile menzogna. Un tentativo disgustoso di screditare un uomo che non c’era più e che non poteva difendersi. In quei giorni molti tacquero. Molti scelsero di non difendere Gianroberto e la sua memoria. E questo non lo dimentico.
Oggi gli Stati Uniti vorrebbero usare di nuovo lo stesso testimone, El Pollo, per convincere l’opinione pubblica internazionale che l’ennesimo colpo di Stato made in USA sia giusto, necessario, persino “democratico”. Pensate a quanto sia basso il livello della cosiddetta più grande democrazia del mondo e soprattutto della stampa che da cane da guardia del potere si è trasformate nel più servile cane da riporto.
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Esiste una sorta di contrappasso per i cittadini di questa nazione cancro del mondo: gli Usa affamano altri stati con le sanzioni ma il colesterolo intasa le loro arterie fino a farle scoppiare.
Per non parlare delle armi in circolazione: si ammazzano tra loro come cani rognosi, per un nonnulla .
È una società impostata per produrre esclusione sociale massiva, ma qualsiasi pezzente ha a disposizione almeno un’ arma. Evito di pubblicare qualcosa al riguardo solo per rispetto della decenza. Si ammazzano come cani.
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Un supertestimone a comando: lo stesso farabutto che, con un documento falso, infangò il M5S e Gianroberto Casaleggio.
Mentre la stampa nazionale diede risalto immediato a quella menzogna, il silenzio è calato una volta scoperta la verità. Il danno, però, era fatto: quella campagna di fango ha equiparato i 5 Stelle ai partiti tradizionali, alimentando quella delusione che oggi porta molti cittadini a disertare le urne.
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NOTIZIONA:
adesso hanno tolto dalla lista delle accuse a Maduro il famoso CARTELLO DE LOS SOLES: che a quanto pare nemmeno esiste.
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chi accusa chi?
Rub!o ha un cognato pregiudicato, è stato vondannato a 35 anni per traffico di droga, riciclaggio, armi ecc.. ne ha scontati solo 12, grazie al cognatino. Quando la Dea ha fatto irruzione nella sua residenza, il cognatino viveva nella stessa casa, ha sempre dichiarato che non ne sapeva niente, mentre all’interno ne sono state scoperte diverse quantità.
https://www.miaminewtimes.com/news/marco-rubios-brother-in-law-was-a-prolific-cocaine-trafficker-23618933/
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Chiameranno anche il cognato di Rubio come secondo testimone al processo….e con queste due perle di onestà, rettitudine e verità gli americani potranno provare al mondo il loro agire come baluardo della giustizia e della legalità , della democrazia e del diritto! Ancora una volta questo grande paese si dimostra degno della sua storia, un esempio per tutti!
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